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venerdì 12 aprile 2013

Il documento Barca

E così dopo aver tanto sproloquiato, qualcuno sembra che si sia mosso. Certo non per merito mio ma fa piacere sapere che c'è qualcuno che la pensa, forse, quasi, come te. 
Circola da ieri il documento Barca, io lo chiamo così, dove il ministro spiega perché si è iscritto ad un partito, nella fattispecie il Pd. Mi sono letto, per il momento, la sintesi e l'addendum, e, ad una veloce e non ponderata lettura, devo dire che non mi dispiace. E' ovvio, lo dico partendo dall'ottica che per rifare un partito di sinistra occorre, da parte di tutti gli interessati, rinunciare a qualche cosa, a qualche particolarità, alla voglia di essere capo di se stessi invece che parte di un unico corpo pensante. Ci ho ritrovato alcune cose che dico da anni, aspetti ormai persi di vista dalla politica.
Non è di certo la panacea per tutti i mali, ma sicuramente è una base seria di discussione. Il solo fatto di tornare a parlare di un partito di sinistra, e aver tacciato di ipocrisia l'aggiunta del termine centro gli fa conquistare punti. Aver ricordato che solo in Italia la parola sinistra ha un suono sinistro fa capire che qualche idea chiara l'ha.
Il resto dopo una lettura approfondita.
Per vostra comodità il link del documento.

3 commenti:

Cri ha detto...

Barca, un nome che già di per sé è evocativo: di canzonette assurte a metafora dell'Italia, della patente di imborghesimento del lider Baffino (e dunque potrebbe fungere da mantra, tipo "ricordati che devi morire"), dell'abbreviazione (scritta senza cediglia, e vabbé) del Futbol Club Barcellona, per cui ho sempre tenuto contro il Real Madrid. Per me già così può andare, mi sta bene.

Ernest ha detto...

grazie per il link.
Un partito di sinistra non è impossibile, i problemi stanno li devono solo essere presi in considerazione. Per anni ci hanno detto che senza il centro non si va da nessuna parte e poi PUFF...
un saluto

Melo ha detto...

Chissà se in futuro anche in Italia avremo un leader Barac (ooppss Barca). A parte la battuta, finalmente leggere e risentire la parola Sinistra insieme a quello vero di partecipazione (non il termine "stuprato" da Grillo), coinvolgimento e domande su come e cosa fare per far partire dai territori un vero partito, mi sembra una buonissima partenza.
I dubbi più grossi hanno nome e cognome dei dirigenti PD inciuciati e legati a doppia mandata al centro e alla frustrazione di non essere mai sulla poltrona dominante.

Melo