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lunedì 29 aprile 2013

E' difficile passare dalle maledizioni all'analisi

Il primo istinto, dopo aver appreso la composizione del governo Letta, è stato quello degli improperi e delle maledizioni. E l'ho sfogato su fb che mi sembra il posto adatto. Poi penso che sia il caso di ragionarci sopra con più calma  ma continuo ad essere preda dell'istinto come un'animale feroce. Comunque voglio provarci lo stesso. E dato che ho alcune idee fisse parto proprio dal Pd.

Molti ancora pensano che se un ex-Pci parla del Partito Democratico sia ancora preda della nostalgia o del non aver elaborato il lutto. Non è sempre così. Al massimo c'è ancora il dispiacere di aver avuto per compagni di strada, e essersi fidati, gente che alla prima possibilità ha sdirazzato verso altri lidi. La nostalgia c'è per alcune persone degne di rispetto pur nella diversità di posizioni, che c'erano anche dentro il Pci. Non ci può essere nostalgia perché del Pci in quel partito non c'è nulla. I Democratici poco o nulla hanno conservato di quella matrice, sono un partito di centro e, loro sì, non ne sono nemmeno consapevoli. E può spiacere che molti militanti abbiano ancora la convinzione di essere parte organica di un progetto di sinistra. E' inutile mettersi a fare la storia degli ultimi mesi, è ancora sotto gli occhi di tutti e il governo Letta è il frutto, avvelenato, della mancanza di linea politica del partito che ha visto prevalere la corrente ex-democristiana. Come già detto, il Pd soffre di un grave problema, un vertice moderato oltre misura e una base che spinge tendenzialmente a sinistra. Se io fossi un iscritto o un semplice elettore di questo partito sarei deluso, incazzato e sicuramente avrei stracciato la tessera con platealità davanti ad una qualche assise. Traditi, ecco cosa sono stati gli elettori del Pd. Come è stato tradito Bersani.

Ma non si può fare a meno di tornare sul M5S e il suo capo-padrone. Se fossi un grillino, di sinistra è logico, mi sentirei altrettanto tradito e ingannato. Anche passando sopra a tutte le corbellerie dette dal comico, agli atteggiamenti para-fascistoidi suoi e di molti grillini, a tutte le cose classificabili, a voler essere buoni, per slogan elettorali, devo dire che il raccolto è decisamente scarso, quasi nullo. Si doveva votare per cambiare, per mandare a casa facce e atteggiamenti della politica vecchi. C'è stata, non so quanto casuale, una convergenza tra la rottamazione grillesca e quella renziana, con il risultato di non far sedere più in parlamento qualche viso ormai improponibile. E qui ci si è fermati. Il no a tutto e tutti, leggi Bersani, ha prodotto un governo para-democristiano degno di tempi passati. Nessun punto del programma (e sono buono e gentile a definirlo tale) verrà realizzato. Berlusconi siede tranquillo in Parlamento, la legge sul conflitto di interessi non si farà come non si farà nulla delle tante cose invocate da Grillo. Ma lui è contento così. E i grillini altrettanto. Contenti di prendersi lo stipendio, contenti di essere zittiti se solo dicono una parola diversa dal verbo, contenti di aver perso un'occasione per dare un segnale di cambiamento. E contenti di potersi lamentare che non sono state loro assegnate le commissioni di vigilanza sulla Rai e sui servizi segreti. Ma se vi siete voluti tenere a tutti i costi al di fuori della politica, di cosa vi lamentate? Siate contenti ... e anche coglionati.

Il governo Letta nasce con personaggi talmente discutibili che ci si potrebbe fare un'enciclopedia e una dose di persone che sono lì a fare la foglia di fico. Un governo con sette donne, di cui una nera, una grande sportiva, due nate fuori dagli italici confini, una grande studiosa. Un governo più giovane di ben undici anni del precedente. Ma anche un governo con Quagliariello alle Riforme Istituzionali, Lupi, dichiaratamente pro tav, alle infrastrutture. E mi fermo qui per non ripetere cose già dette da altri. Un governo insomma teso ad andare avanti sulla strada tracciata da Monti e ad apportare le correzioni chieste da Berlusconi. Non c'è da stare allegri.

A differenza di molti, non parlo degli spari a Palazzo Chigi. Non cavalco l'onda della disperazione e dei drammi, ingigantiti o meno, di un uomo.

2 commenti:

Ernest ha detto...

la balena bianca è tornata, anzi non ci ha mai lasciato. Concordo pienamente su quello che hai scritto sul m5s, parlando con alcuni amici che lo hanno votato ho cercato di fargli notare che alla fine l'unico risultato ottenuto è stato quello di aver dato una spallata alla sinistra, che cmq si è massacrata anche da sola. Risposta: "se si vuol cambiare tutto si inizia dal più debole..." che dire, se non inca***si.
Per il resto ora voglio vedere se "ribelli" del Pd hanno il coraggio di andare avanti o chinano la testa. E' tempo di scissione da un partito che non ha senso, che da anni è democristiano, è tempo di formare con il resto della sinistra qualcosa di nuovo.
un saluto Gap

Cri ha detto...

Oddio, è detto - molto meglio e in modo molto più accurato - proprio come l'avrei detto io, se avessi saputo dirlo così. Tutto, tutto, ma proprio tutto. Cavoli, è un po' di tempo che sono d'accordo con quello che dici al centouno per cento. Che mi starà succedendo?