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martedì 26 marzo 2013

Vorrei chiudermi. Sigillarmi. Come le tombe che i miei occhi vedono, antiche, vecchie, recenti e nuove ma tutte inesorabilmente chiuse alla vita. E non basta un fiore, una luce, una foto per dare parvenza alcuna di realtà. Sono ormai storia. Personale e pubblica. Anche coloro che hanno vissuto senza mai mostrarsi agli altri, ora, da morti, sono alla mercé di tutti. Si salvano quelli che hanno abbandonato e sono stati abbandonati dalla vita ormai troppi anni or sono. Come quella croce di legno sbilenca che ancora resiste al tempo. Povera, grigia, senza colore e senza essere tornata legno. Priva di un nome, di una data, come a preservare l'identità di colui che non è più dalla curiosità dei visitatori. Eppure un fiore, secco, anch'esso sbiadito, testimonia il passaggio, breve, lungo, chissà, di qualcuno che comunque il fiore ha poggiato tra i bracci della croce uniti da un pietoso fil di ferro anche esso recante il segno dei tempi rugginosi. Chi sei, chi sei stato? Uomo, donna, fanciullo, bimba? Dimmi chi fosti e perché qui finisti. Perché nella nuda terra. Fu una scelta, una necessità. L'ennesimo sgarbo della vita? Chi hai lasciato a piangerti? Ti piansero almeno gli occhi di qualcuno?

5 commenti:

rouge ha detto...

Non sono abituato a leggere queste cose da te, e mi fa piacere da un lato e preoccupare dall'altro. Spero sia solo un esercizio di stile, peraltro bello.

Cri ha detto...

Requiescat in pace. E' quello che invidio, non ai morti, sì, ma alle tombe: il senso di pace che vi aleggia, quella triste serenità che viene dall'ineluttabile "tutto è compiuto", e dalla sua irreversibilità.

Sento gli avversi numi, e le secrete
cure che al viver tuo furon tempesta,
e prego anch'io nel tuo porto quiete.
Questo di tanta speme oggi mi resta!

Gap ha detto...

Sbagliai tasti. pubblica invece di salva. Ma ora lo tolgo o no?

silvia ha detto...

Viva gli errori di tasti

Gap ha detto...

Silvia, non so come tu sia arrivata ma sei comunque la benvenuta.