Pagine

mercoledì 27 marzo 2013

Servi, servite

In tutto questo, l'unica cosa che potevano fare i nostri pochi amici rimasti in città, i pochi amici della libertà che non fossero al fronte, era di rispondere agli infami, ai prìncipi delle retrovie, scrivendo sui muri: "SERVI, SERVITE".
Ritornano, insomma, le piaghe d'Italia: l'ignoranza della plebe, il servilismo dei cortigiani, la tirannide volgare di uomini balzati al trono dai trivi. Tu me la descrivi, questa razza di servi, e di servi di servi, ma io già la conosco. Sono gli stessi che ci comandano anche qui alla guerra. Sono uomini satolli e bolsi, gonfi del presente, scemi dell'avvenire, poveri di fama, di coraggio e d'ingegno, che si circondano di adulatori e lacchè dai quali, sebben spesso traditi e derisi, non sanno poi più liberarsi. E' la solita, perpetua ruota di servitù, licenza e tirannia. Per essere padroni e al tempo stesso ladri del popolo, bisogna prima lasciarsi opprimere, depredare di ogni dignità, bisogna leccare la spada grondante del proprio sangue.


Antonio Scurati
Una storia romantica

4 commenti:

Cri ha detto...

Anche questo t'è scappato per sbaglio? ;)

listener-mgneros ha detto...

thanks per questo e per i post precedenti, come al solito :)

Martina Di Renzo ha detto...

Non riesco più a commentare nulla. E non per problemi tecnici.
:(

Ernest ha detto...

già...