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giovedì 14 marzo 2013

Quelli che non sanno ma danno lezioni

Non è successo solo per l'elezione del papa novello ma accade sempre più spesso con l'avvento dei nuovi mezzi di comunicazione mentre una volta era un classico delle chiacchiere da bar. All'improvviso, nel bel mezzo di una discussione seria su un argomento serio salta fuori quello che non sa una beata mazza dell'argomento in questione che spara l'ormai rituale "....la verità non sta mai solo da una parte..." oppure "ti ritieni più autorevole come fonte" o allocuzioni simili. Se poi ci si azzarda a citare un libro, un esperto o cosa similare scatta l'altrettanto ovvia "... è il depositario della verità assoluta?". Quelle citate sono frasi tratte dai commenti sull'elezione di Francesco, la migliore resta "mi sembra impossibile che ogni Papa deva essere stigmatizzato con cavolate!" come se la morte e la tortura di migliaia di persone fossero appunto cavolate. Verrebbe da augurarsi che chi ha scritto il commento in un futuro possa sperimentare tali cavolate.
Se si parla di attualità la frase prediletta dai grillini è "qual'è la notizia" (si qual'è con l'apostrofo e questo basterebbe a qualificarli e magari fosse prerogativa solo dei grillini!), ancora c'è qualcuno che si mette a spiegare, a tentare (anche con un poco di saccenteria) di aprire la mente di colui che ha di fronte (anche ipoteticamente) ma, di solito, si finisce per essere ingiuriati e il discorso finisce nel nulla.

Insomma sempre più spesso ci si imbatte nell'ignoranza dilagante e nell'alfabetismo di ritorno. Il povero Gramsci diceva che  la cultura deve andare verso la gente ma che la stessa deve fare il sacrificio di andare verso la cultura e avvertiva che non sarebbe stata una passeggiata (cito a memoria e potrei sbagliare). Nella massificazione imperante non si riconosce più nemmeno la "supremazia" (pur se limitata) di coloro che hanno studiato, che sanno e continuano a cercare di sapere sempre di più. No, non siamo tutti uguali. Non tutti pensiamo che informarsi, acculturarsi sia un esercizio inutile e riservato ai perditempo. E' il dotarsi degli strumenti per poter combattere l'ipotetico nemico, quello che ti è di fronte e sa più cose di te. Mi rendo conto di aver citato di nuovo il sardo. E allora perché non chiudere con un'altra citazione?
Quando discuti cerca sempre di metterti sullo stesso piano di colui che hai di fronte, potresti scoprire che non ha tutti i torti. Non cantate vittoria incolti perché Gramsci prosegue dicendo che non sempre si può seguire il consiglio specialmente se chi hai di fronte professa idee improponibili.
Di questi tempi ce ne sono talmente tanti che si rischia di non aprire più bocca.

5 commenti:

listener-mgneros ha detto...

In questi giorni ho parlato con una persona a me vicina che non la pensa come me, ma alla fine ho risvegliato la sua curiosità e imparzialità, temo però che sia una caso raro e di sicuro non era grillina, tanto meno transfuga da liste di estrema sinistra, frustrate dal non avere avuto precedenti affermazioni "sediatiche" e pronte a gettarsi nella lega a 5 stelle...forse Gramsci ha lasciato parte delle sue ceneri a persone che le rispettavano e parte, suo malgrado, a emeriti mentecatti, ovviamente non parlo di te Gap :D

Cri ha detto...

Perché povero? Poveri noi, piuttosto...
Io sono diventata un'analfabeta di ritorno, e al tuo (per me) commovente post i miei quattro neuroni hanno reagito rimembrando una cazzata di proverbio da due soldi che manco so se c'entra qualche cosa: chi sa, fa; chi non sa, insegna.
Forse non c'entra niente, però come metafora mi pare calzante, anche in vista di quel che ci aspetta domani in Parlamento.

Berica ha detto...

L'ignoranza di molti si misura anche nei recenti risultati elettorali.

Parafrasando @Cri: chi non sa, decide per tutti gli altri

Tina ha detto...

Più aumentano i mezzi di comunicazione e più si restringe la capacità di apprendimento, più si espande la memoria visiva e più quella cognitiva si atrofizza.

Il passo verso un vuoto pneumatico collettivo è breve, guardo cosa è entrato in Parlamento e sudo freddo.

Luz ha detto...

Infatti il popolo italiano dovrebbe essere costretto a ritornare sui banchi di scuola: grammatica, analisi logica, storia, filosofia ed educazione civica. Poi esamone! Obbligatoriamente.