Pagine

martedì 15 gennaio 2013

Quando prudono le mani

Ci sono cose che stuzzicano la mia rustica progenie (semper villana fuit), la mia rozzezza nascosta ma mai dimenticata, la voglia di viulenza. Guardate questa foto e, se ci riuscite, datemi torto. Riflettete sul suo comportamento e quello di tutti coloro che hanno abboccato come coregoni (facciamo riposare le carpe). Il suo lungo pellegrinaggio sui diversi mezzi di comunicazione è lungi dell'avvicinarsi alla fine e l'idea di doverlo ancora sopportare mi provoca attacchi d'ira, acidità di stomaco e tremori alle mani. Ma ancor di più soffro per la rabbia provocata dai teatranti che si sono prestati a fare da spalla al capocomico in uno spettacolo che non merita neanche un gatto morto sul palco. Accordi e accordini che fanno del signore in foto il dominatore della scena politica italiana. Giornalisti o meno che si fanno usare come marionette senza fili. Che fine!
Per non parlare degli italiani creduloni, egoisti, potenziali ma non tanto evasori, dichiaratamente complici di politiche pro domo sua, rabbia verso il successore che ha fatto il lavoro sporco che il nanoscurodellademocrazia non ha voluto o saputo fare. 
Il sorrisetto compiaciuto, mentre sembra guardarsi il pipo suo unico alleato fedele, di chi pensa anche stavolta gliel'ho messo in quel posto agli italiani meriterebbe due sonori schiaffi in faccia anche a dispetto dell'età. Una volta si diceva che una donna non si picchia nemmeno con un fiore, ma è sempre stata una solenne balla, e che ai vecchi occorreva portare rispetto. Sì, ma a chi lo merita.

4 commenti:

Martina Di Renzo ha detto...

venti minuti di applausi. provvedo immediatamente a spargere il verbo.

Punzy ha detto...

solo sconfinata desolazione
e terrore, anche al pensiero di avercelo altri 5 anni (oggi guadagnati altri due punti)

silvano ha detto...

Mi son ripromesso di non citarlo nemmeno, nè nelle conversazioni, nè tantomeno sul blog. Però sto facendo fatica, e le mani prudono e le comparse che lo intervistano 24 ore al giorno sono più realiste del re e un gruppo di infami senza amor proprio, una piccola casta miserrima.

Zio Scriba ha detto...

Un paese in cui un personaggio simile può guadagnare punti percentuali semplicemente in seguito a un'insulsa baracconata televisiva (così "già vista" che poteva benissimo essere una vecchissima replica, sostituendo un paio di nomi e aggiornando un paio di argomenti) è un paese da cui si dovrebbe soltanto fuggire, con sdegno.