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lunedì 21 gennaio 2013

Mi sembra normale, siamo in Italia

Tanto perché non mi voglio far mancare nulla e perché voglio provare emozioni nuove e perché non ho nulla da fare, oggi ho provato il brivido del pronto soccorso odontoiatrico dell'istituto George Easteman di Roma. Tralascio tutto il precedente e passo a descrivere un singolo episodio della lunga mattinata. Telefonata alle ore 8.30 in cui mi si consiglia, dopo aver esposto il caso, di affrontare l'ora e mezza di traffico e di andare e io vado seguito, per sua volontà, dalla mia fida scudiera. Alle dieci e trenta siamo al pronto soccorso, prendo il numeretto e mi metto in attesa, già rassegnato a ciò che prevediamo e che puntualmente si realizzerà.
Mentre sono lì, seduto su una panca, insieme a stranieri e a qualche pensionato, arriva un tizio che si aggira, con una borsa impiegatizia tra le mani e con atteggiamento un po' strafottente. Va via, dopo aver preso il suo numeretto. Dopo pochi minuti torna e, non so perché, tre stranieri seduti vicino a me gli propongono un numero di fila più basso. Evidentemente il capo fila ha preso il numero anche per gli altri e uno era d'avanzo. Obnubilato, ma non troppo, rifletto se è il caso di instaurare una polemica anche qui. E decido di sì, è sempre il caso di farlo specialmente quando qualcuno calpesta i tuoi diritti.
"Penso che non sia corretto quello che sta facendo" dico dal mio angoletto.
"Chi lo ha detto?"
"Io e glielo ripeto, non è corretto quello che sta facendo, così passa davanti a tutti noi che siamo in fila prima di lei."
"Mi sembra normale, siamo in Italia."
"Giusto, siamo in Italia finché ci saranno persone come lei."
Colpito in pieno il signore mi si avvicina con fare minaccioso, resto seduto e lo guardo dal basso verso l'alto ma pronto a scattare in caso di bisogno.
"E tu chi sei per dirmi questa cosa?"
"Uno che è arrivato prima e porta rispetto per gli altri e mi dia del lei visto che non mi sembra che abbiamo mai mangiato alla stessa tavola".
Il tizio barcolla, forse non si attendeva che gli rispondessi, forse pensava di intimidirmi con il suo comportamento. Farfuglia qualche parola ribadendo il concetto che i furbi vanno avanti e di rimando gli dico che lui è il prototipo degli italiani e che l'Italia non cambierà mai se prima non cambiamo gli italiani. Altro farfugliamento e si allontana dopo aver chiesto una informazione ad un dottore che passava. Allo scambio di battute hanno assistito una decina di persone, a parte un paio che assentivano con la testa, tutto il resto era silenzio.
Attesa lunga, ma nulla da dire sulla gentilezza e la disponibilità di infermiere e medici. Dispiace solo che a qualcuno sia venuto in mente di chiudere anche questo ospedale e relativo pronto soccorso. Forse per lo Stato non è conveniente tenere in piedi strutture particolari (anche l'Oftalmico di Roma) che per forza di cose servono pensionati, disagiati, stranieri, portatori di handicap, insomma tutta quella gente che dentisti e oculisti privati terrebbero comunque fuori dalla porta, oltre tutti coloro che hanno urgente bisogno di cure indifferentemente dalla loro dichiarazione dei redditi.

6 commenti:

il Russo ha detto...

dio santo che schifo di gente che c'è in giro.

Punzy ha detto...

Bravo hai fatto bene!! sono orgogliona di te, io avrei fatto lo stesso e pure peggio!!

Zio Scriba ha detto...

Da far prudere le mani a un non violento come me: l'apologia di furbizia/inciviltà/prepotenza è persino peggiore dell'apologia di reato...

Patalice ha detto...

viva l'italia.
paese democratico.
terra libera di uomini onesti rispettosi e perbene.
ma vaffanculo.

Ernest ha detto...

poi fa rabbrividire il fatto che in queste situazioni ci siano persone che stanno zitte e non danno man forte. Cmq è vero le realtà che funzionano di solito vengono chiuse o fanno fatica a trovare finanziamenti

cristiana2011 ha detto...

Purtroppo hai ragione, l'Italia E' quel tipo di persone.
Anch'io, quando ne incontro una, non gliela lascio passare, ma siamo mosche bianche; mia madre diceva che un giorno incontrerò qualcuno con un coltello.
Cristiana che ti ha scoperto da 'carta straccia'