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martedì 8 gennaio 2013

Il caso di Casale Monferrato, vittoria amara

Ieri con il post "La giunta negazionista di Casale Monferrato", pubblicato da Globalist e sul mio blog con il titolo " Che altro attendersi dalla giunta di Casale Monferrato?" abbiamo raggiunto il risultato di portare alla ribalta un convegno che partendo da Enrico Mattei e il suo cinquantenario dalla morte sarebbe andato a finire, probabilmente come successo altre volte, alla propalazione di idee che mettevano in discussione l'esistenza stessa della Shoah.

Della cosa ci assumiamo l'onore e l'onere, non possiamo che essere contenti della marcia indietro del sindaco di Casale Monferrato ma ci chiediamo: se incidentalmente non ci fossimo imbattuti nel manifesto dell'iniziativa cosa sarebbe successo? E' facile dirlo, si sarebbe recata offesa alla cittadina tutta e in particolare alla sua gente di religione ebraica che di offese ne ha già subite troppe.
La vigilanza verso idee ripugnanti dure a morire e che, anzi, qualcuno spaccia per nuove e da molti tollerate non deve mai venir meno. E non sarebbe male che gli eletti, a qualsiasi titolo e qualsiasi carica fossero più informati, verrebbe da dire più acculturati e comunque più attenti.

Un ringraziamento va a tutti quelli che hanno ripreso il post, indifferentemente da quale sito, e lo hanno portato a conoscenza di migliaia di persone. E' stato un movimento spontaneo e per questo ancor più valido e bello.

1 commento:

Cri ha detto...

Ma è lo stesso sindaco che avrebbe voluto accettare il risibile risarcimento della ditta assassina? No, perché allora questo è un recidivo, uno da sottoporre a sorveglianza speciale. E vabbé, vorrà dire che eserciteremo ancora e ancora e ancora, tramite te, il nostro diritto-dovere di cittadinanza attiva.