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venerdì 14 dicembre 2012

Una cena al XIX Congresso del Pci

Correva l'anno 1990 e a Bologna si tenne il XIX e penultimo Congresso del Partito Comunista Italiano. All'epoca per l'evento ancora si spostava mezza redazione e una forte rappresentanza dei poligrafici. Della segreteria di redazione eravamo io e due colleghe. Si lavorava fino a tardi e ancor più tardi si cenava. Una sera gli ultimi a lasciare la redazione fummo io, una delle colleghe e mia moglie che era a Bologna a spese proprie e riusciamo ad andare a mangiare in ora molto tarda. Ci mettiamo in cerca di un ristorante che ancora ci faccia cenare e lo troviamo a pochi passi dall'albergo in cui alloggiavamo. Non ci fecero nemmeno entrare, il maitre ci comunicò la disponibilità sulla soglia. Non avendo scelta accettiamo e nell'attesa torniamo in albergo e ci rinfreschiamo.
Alle 23, precisi come svizzeri, siamo di fronte alla porta del locale che si apre per far uscire la signora  Maria Pia Fanfani. Ci guardiamo in faccia perché ci siamo immediatamente resi conto che la il ristorante non è "normale" e capiamo al volo perché prima non ci avevano nemmeno fatto entrare. "Prego, si accomodino" e siamo irrimediabilmente fregati. Bel locale, caldo, elegante, bella la posizione del tavolo, buon cibo (ricordo un ottimo filetto alla bordolese) e vino. Alla fine arrivò un eccellente conto. Ma molto eccellente! 210.000 lire. Ridete, ridete.
Per me e la collega la somma era un problema. Mica potevamo mettere in nota spese una cena a 70.000 lire a testa, eravamo, e siamo, due persone oneste. Il problema della moglie nemmeno si poneva, era tutto a carico della famiglia e basta. Risolvemmo la cosa mettendo il massimo consentito, se non ricordo male 30 o 35 mila lire a testa e il resto tutto a carico dei singoli, compresa la mancia adeguata al conto.
Devo dire perché pubblico questo ricordo?

P.S. Volevo mettere una foto, ma non ho saputo scegliere. Sono un nostalgico.

2 commenti:

il Russo ha detto...

Quanto ti capisco: quando nel 1999 rifiutai i soldi del rimborso di una cena al sindacato tutti mi guardarono storto.
Per loro fortuna ero l'eccezione e mi tolsi dai coglioni l'anno dopo, ma siamo sicuri (visto ciò che è accaduto negli ultimi tempi) che il fatto che gente come me e come te si sia "tolta dai coglioni" sia stata per loro una fortuna?

Cri ha detto...

Avvilisce il pensiero di come questi atti debbano considerarsi eccezionali. Mi viene in mente per associazione di idee lo sconforto che mi piglia quando un mio onestissimo collega ormai quasi sessantenne riattacca a ripetere quello che ribadisce da decenni: "io non ho mai rubato una spilla". Il solo fatto di starci sempre a tornare su, non so, è come avallare l'eccezionalità della circostanza, in un ufficio dove fino a qualche anno fa si pigliavano tangenti dal 5 al 10 per cento per istruire pratiche aspiranti a contributi statali e comunitari, e dunque, in certo modo, accettare l'altro comportamento, quello scorretto, come "normalità" del sistema. Beato quel popolo che non ha bisogno di eroi.