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mercoledì 19 dicembre 2012

Pietro Ingrao, un comunista

Ascoltare le parole di un vecchio di 97 anni e trovarle vive, giovani e battagliere può sembrare strano in un'epoca che travolge tutto e sembra senza memoria. Eppure Pietro Ingrao ha ancora molto da dirci: della sua storia, ma soprattutto di oggi. Nel bel film di Filippo Vendemmiati "Non mi avete convinto", che è in edicola con l'Unità, il leader storico del Pci appare sullo schermo come un ragazzo, con la vitalità di chi ha combattuto con coraggio e ancora adesso si ostina a «volere la luna», perché la politica è del popolo, è di tutti, e non è un affare riservato. Appare quasi come un paradosso, in un'Italia dove infuriano gli scandali dei fondi rubati dal Pdl, ascoltare quell’uomo che è stato anche presidente della Camera difendere il Parlamento che, dice, è il luogo della rappresentanza politica e non quello dei privilegi. Insomma il vecchio Ingrao sa parlare a noi, sa ancora insinuare i dubbi, ci mostra le nostre debolezze e alla fine ci spinge a fare di tutto per ritrovare la passione che è l'anima della democrazia e della politica.
«Non mi avete convinto» è tutto questo, ma anche altro. È un film di una bellezza struggente, un film d'amore come ha detto il regista, amore verso un personaggio che ha attraversato il Novecento e che ha saputo parlare a chi non aveva voce. La narrazione è intensa, si dipana tra ieri e oggi, diventa viva nel rapporto tra il leader comunista e un giovane studente affascinato da un suo discorso. Ci sono le immagini dei comizi, delle battaglie parlamentari, dei momenti rilevanti che hanno segnato la storia dell'Italia e quella del più grande Partito comunista dell'Occidente. E poi c'è anche un Ingrao privato. C’è il cinema, il mito di Chaplin e "Roma città aperta", c’è la poesia che ha accompagnato la vita politica di Ingrao con i suoi ritmi e la sua musica. Ci sono i racconti, ricchi di partecipazione e di amore, della sorella Giulia e c’è il grande amore per la moglie Laura. È un film che diventa il racconto di una scelta di vita, della volontà, che resiste, di cambiare il mondo e insieme con il mondo noi stessi e gli altri che ci sono accanto. Non è l'utopia, non è un sogno. Ho combattuto, dice il vecchio Pietro tra le note delle canzoni dei Tete de Bois, per tenere viva la speranza di un mondo diverso. Alla fine ci resta una bella lezione di vita che illumina il nostro confuso presente. Un film da non perdere perché parla di noi.


Nella foto mi accingevo a raccogliere, o lo avevo già fatto, una dichiarazione di Ingrao per l'Unità on line durante una delle tante manifestazioni.

3 commenti:

listener-mgneros ha detto...

grazie Gap!

Ernest ha detto...

che dire... grazie Gap per quest post che da un po' di respiro in questo momento, che dura da anni, davvero basso per il nostro paese.
Correrò a prenderlo, ne ho proprio bisogno.
una abbraccio

Alessandra Villani ha detto...

ti dico grazie anch'io, perchè mi hai fatto riflettere su come era bella la politica per chi ci credeva davvero, perchè mi ostino a sperare e a non credere che la Politica sia diventata per tutti quella cosa sporca che purtroppo oggi è sotto i nostri occhi. Ale