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sabato 22 dicembre 2012

Per il momento non ingoio Ingroia

"Perché noi non siamo né l'antipolitica né contro i partiti. Ma la politica oggi deve fare un passo indietro per consentire un passo avanti alla società civile".
No, non sono d'accordo. Se la base del programma è racchiusa in questa frase non ci posso stare. Questo è il momento in cui la Politica deve fare un passo avanti e dovrebbe recuperare la centralità del dibattito. Non le liste, le aggregazioni, i rassemblements, le ammucchiate, i partiti personali anche se fatti con le migliori intenzioni (volendo dare la buona fede a qualcuno). E' ora, adesso e non in un ipotetico domani, tornare a parlare di progettazione, di piani per lo sviluppo, di recupero di ciò che in pochi anni è stato perso nello stato sociale, nella cultura, nella scuola, nella contrattazione e in molto altro. E' ora di recuperare al sindacato, quello vero, e alla politica lo spazio che deve e che merita. A far fare un passo indietro ai partiti ci hanno pensato già in troppi e qualcuno, vedi Casini, è fin troppo contento di fare non un passo ma molti passi indietro demandando il suo ruolo ad altri. Non possiamo nasconderci dietro a un palo della luce, nell'ombra. Anzi, ci dobbiamo mettere nel cono di luce affinché tutti ci vedano e sappiano apprezzare quel che di buono c'è, se siamo in grado di produrlo.
Troppi anni sono passati da quando si è iniziato ad invocare la società civile, ed anche la definizione mi provoca un certo prurito, e nel contempo è iniziata la distruzione dei partiti. Troppo tempo è passato da quando i dilettanti allo sbaraglio hanno invaso il campo e siamo arrivati ai fenomeni Berlusconi e Grillo.
No, caro Ingroia, non ci siamo. Pur con tutto il rispetto e l'estrema simpatia che nutro per lei, non posso essere d'accordo. E men che meno con la possibilità che con Grillo si possa solo dialogare. Non sono passate molte ore da quando il comico, meglio continuare a chiamarlo così, avrebbe detto: "I sindacati sono roba dell'800, non ne abbiamo più bisogno". "Negli Usa agli immigrati prendono le impronte digitali ai piedi, alle mani e fanno lo scan della pupilla. Dovremmo farlo anche noi". “ La ndrangheta fatta di ‘ndranghetisti non esiste più perché la vera ndrangheta sono le banche e i politici”. Ecco, mi si spieghi su quali basi ci dovremmo confrontare. A maggior ragione se ci presentiamo sul palco con la Costituzione stretta nelle mani e affermare che si è lì in rappresentanza della Carta Costituzionale.
Non si allinei anche lei, pur se con parole diverse, alla stampa di maggior peso nel liquidare le idee dei partitini. Mi permetto di ricordare a tutti un pensiero dell'antropologa Margaret Mead: Mai dubitare che un gruppo seppur piccolo di cittadini attenti e risoluti possa cambiare il mondo.

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