Pagine

martedì 27 novembre 2012

Si sa sin da bambini ...

L'assunto principale è che del Pd non mi frega nulla se non nell'aspetto che il suo successo o meno, chi lo guida e altro ancora, influisce sulla mia vita al pari delle decisioni del nanoscurodellademocrazia. Detto questo non mi appassionerebbe nemmeno il dibattito sulle primarie tra Renzi e Bersani, sull'oscuramento degli altri tre candidati in via crescente come testimoniano le percentuali. Sono state elezioni principalmente tenute in tv e sui giornali. Ma questo è il mio personale parere e conta come una cacca di gallina.
Alle primarie avrebbero votato 3.110.210 elettori, di questi 1.395.096 ha espresso la preferenza per Bersani e 1.104.958 per Renzi. Ovvero lo sfidante ha avuto 290.138 voti in meno, mica bruscolini. Ci si ricordi che Prodi vinse contro Berlusconi con uno scarto di poco inferiore ai 25.000 voti.
In base a questi risultati il giovanotto, che fino a prova contraria ha come suo impegno precipuo di fare il sindaco di Firenze (anche qui ci sta bene un: mica bruscolini), dovrebbe ringraziare chi lo ha votato e andare a fare ciò per cui è stato eletto. Ma non è così. Egli, dall'alto della sua prosopopea, indulge a parlare degli altri come un'accozzaglia di masnadieri che stanno lì solo per fregarlo. Dovrebbe ricordare che sono suoi compagni di partito, che fino a ieri ci mangiava insieme, che lo hanno sostenuto nelle sue campagne elettorali, che gli permettono di vivere dignitosamente e di fare politica. Ma, si sa, la gratitudine non è di questo mondo, figurarsi della politica! Renzi dimentica anche che lo Statuto del Pd, non che sia un esperto ma sembra che abbia questa regola, stabilisce che il segretario del partito è il naturale candidato ad essere premier alle elezioni. Ma per Renzi non c'è regola che tenga, qualsiasi cosa sia già stabilita non è valida ed è stata fatta per impedire a lui di diventare l'alter ego di Grillo e Berlusconi.
Ha sbagliato Bersani a stravolgere le regole. Dopo aver concesso le primarie, e passi, si è anche inventato il ballottaggio. Con certi personaggi l'eccesso di democrazia può essere dannoso e, poi, non si cambiano le regole a partita iniziata. Lo sappiamo tutti sin da bambini quando correvamo dietro ad una palla per strada.

2 commenti:

il Russo ha detto...

Renzi è un corpo estraneo a Bersani, figuriamoci a Vendola contro il quale ha corso e sotto il quale, se avesse perso, si sarebbe dovuto adeguare.
No, l'errore è permettere che un personaggio così palesemente estraneo a un partito corra non dico per esserne fra i dirigenti, ma addirittura per essere a capo dell'intera coalizione.

Ernest ha detto...

e ma Renzi da Bambino ha giocato sempre con un certo Silvio che appena le cose si mettevano male diceva "Pugno", naturalmente non chiuso.