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mercoledì 14 novembre 2012

Foto spagnole e israeliane

Su questa foto si è scatenata una polemica a dir poco assurda. Nulla mi interessa se chi l'ha rilanciata ha detto o meno che non era italiana. Non lo conosco ma non posso pensare che non si fosse accorto che in secondo piano si vede chiaramente quella che sembra una bandiera spagnola.
La interpreto come una protesta verso la violenza delle polizie, parlo al plurale perché non mi sembra che ci sia differenza tra l'italiana e le altre. Vale come denuncia del comportamento delle forze dell'ordine di tutto il mondo. Non penso che chi ha colpito alla testa il bambino non si sia reso conto di ciò che faceva. Non posso pensare che non si sia accorto che non aveva nemmeno un pelo di barba, che non aveva un casco che lo travisava, che non si sia reso conto che sarebbe potuto essere suo fratello, suo figlio, suo nipote. E mi resta difficile immaginare il ragazzino con una mazza tra le mani, con una bomba carta o altro strumento atto ad offendere. E poi ve lo immaginate  contro un poliziotto in tenuta antisommossa? Insomma era qualcuno che andava protetto e non picchiato. Di conseguenza mi interessa solo il valore simbolico della foto. E appunto per tale valore l'ho rilanciata sul mio profilo Fb.

E lo stesso discorso vale per la foto del giovane arabo tenuto a terra mentre viene ammanettato. cambia qualcosa al valore simbolico se sia stata scattata a Gerusalemme o in un altro dei tanti paesi occupati dai coloni israeliani? Se sia stata scattata oggi, ieri o un anno fa? Nei prossimi giorni, sperando di essere smentiti, ci saranno altre foto ben peggiori di questa che saranno tristemente uguali a tante altre come accade ogni volta che si scatena l'azione, o la reazione, dello Stato di Israele verso il popolo palestinese. La foto fissa un attimo che diventa eterno. E come tale va preso a meno che non ci sia un fine fraudolento, illecito nella pubblicazione dell'immagine.

E qui una dissertazione un po' più ampia, forse qualcuno la conosce già avendola pubblicata otto mesi fa.

Colpi di mortaretti chiamati “razzi qassam”
Un razzo è un razzo come una rosa è una rosa. Di conseguenza un razzo, specialmente se pieno di polvere da sparo, è sempre pericoloso. Ma un razzo qassam è ben meno pericoloso dei bombardamenti dell'aviazione israeliana. I qassam sono razzi, "scarsamente intercettabili, nascono con l'intento, sponsorizzato da Siria Iran, secondo fonti Israeliane, di mettere in difficoltà lo stato ebraico: arrecano danni assai limitati e comunque non paragonabili a quelli delle armi convenzionali di cui dispone Tsahal (l'esercito israeliano), ma hanno forte impatto sulla popolazione israeliana che vive nelle zone limitrofe fino a 45 km, che ha risentito di perdite di vite umane e danni materiali" (fonte Wikipedia). Non posso mai fare a meno di notare la sproporzione della reazione alla presunta azione. E non posso non pensarci perché della provocazione (leggi qassam) lo veniamo a sapere solo quando c'è stata la reazione (leggi bombardamenti). E non posso fare a meno di pensare alle reazioni spropositate dello Stato di Israele ben sintetizzate da questo commento lasciatomi in un vecchio post da un amico; "Né c'è alcun dubbio che Israele abbia diritto ad esistere. Come nazione, come Stato, come religione. E' altrettanto vero che non si tratta di un'esclusiva di Tel Aviv. Tale diritto collide con quello, perfettamente simmetrico, dei palestinesi. Quella giuridica è, però, l'unica simmetria reale. Tutto il resto è asimmetrico: le forze in campo, il peso economico dei contendenti, gli appoggi politici, quantità, qualità, efficacia degli armamenti. La narrazione veterotestamentaria si capovolge: Davide è il gigante, Golia il pastore quasi inerme. Ma la conclusione della storia è ancora da scrivere. Anche se una considerazione si impone. Davide, vittima dei molti olocausti che la storia ci ha rivelato, sembra assumere oggi alcune delle ragioni del carnefice. Il moderno Esodo pare debba colpire altri. Sansone e gli altri coloni sono ben piazzati e i filistei divisi".

1 commento:

il Russo ha detto...

Purtroppo le immagini stanno arrivando, eccome...