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lunedì 24 dicembre 2012

Esclusivo. Parlano il Bue e l'Asinello

Permetteteci prima di tutto di fare una precisazione. Non è che abbiamo una particolare simpatia, nemmeno antipatia sia chiaro, per il gestore di questo blog. Ci siamo serviti di lui per diffondere il nostro pensiero perché prima di noi hanno approfittato di lui e di questo spazio quel pallone gonfiato di Babbo Natale, la Madonna, il Bambinello e San Giuseppe. Possiamo solo sperare che costui sappia rendere al meglio il nostro pensiero.

Abbiamo incontrato i due personaggi del presepe, il Bue e l'Asinello, dopo le parole di Benedetto XVI sulla loro presenza nell'iconografia cristiana e in particolare nel presepe natalizio. Non li ho trovati molto sereni e tranquilli. Diciamo pure che sono un po' incazzati. Ci siamo parlati nella grotta in cui sono ancora costretti da 2012 anni, davanti ad una mangiatoia piccola e vuota e con poca paglia. "Non entriamo nella disputa teologica, se lo è. Ci fermiamo solo a ciò che di quel ragionamento resterà nella gente comune: noi nel presepe, quindi nella grotta, non c'eravamo. Non è vero e lo possiamo raccontare tranquillamente.
Asinello. Avevamo girato per la Palestina per giorni, Giuseppe, sempre ingrugnato, teneva la cavezza e io, in groppa, mi portavo la sposa-bambina con il suo grembo pieno di una nuova vita. Io non mi sono divertito e penso che nemmeno loro fossero contenti. L'ultimo giorno è stato duro, rifiutati da tutti con tante inutili scuse, con la fame che aumentava sempre più. Qualche tozzo di pane e un po' di acqua, null'altro. Infine siamo arrivati a questa grotta che ci era stata indicata. Giuseppe, finalmente un poco più disteso, rassicurò la Madonna che si sarebbe potuta sdraiare e riposare. Lei le rispose solo con un sorriso. Era buona Lei, ogni tanto durante il viaggio mi faceva una carezza sul collo, esprimeva la sua gratitudine e io ero contento. Quel piccolo gesto mi ripagava di tutta la fatica.
Entrati nella grotta abbiamo trovato il Bue legato davanti al fieno. Giuseppe e Maria si sono guardati perplessi, pensavano fosse deserta, non si aspettavano di trovare un bue. Se c'era un bue ci sarebbe stato anche il padrone. Un leggero stato d'ansia li prese al pensiero che l'allevatore si potesse arrabbiare per l'intrusione.
Bue. All'improvviso mi sono trovato di fronte queste orecchie con sotto due occhi grandi grandi che mi guardavano. Mi sono spaventato perché con loro c'erano anche due persone, la donna con una pancia grossa come le mucche con cui stavo prima. Erano un paio di giorni che stavo da solo con il fieno e l'acqua. Nient'altro a parte il silenzio. Prima stavo in una stalla in compagnia poi è arrivato un uomo che mi ha sciolto e, di notte, mi ha portato via con lui. Abbiamo camminato fino al sorgere del sole quando mi ha legato qui e è andato via. Non mi rimaneva altro da fare che attendere. In fondo, passato il primo momento, ero contento che fosse arrivato qualcuno che non mi facesse sentire la malinconia e la solitudine.
Continuando ad una sola voce: "Abbiamo fatto il possibile per alleviare la situazione, ma lo sapete che anche in Palestina fa freddo e qualche volta nevica? A noi non interessava chi fosse quel piccolino mezzo nudo poggiato sulla mangiatoia, sapevamo solo che avrebbe avuto freddo e con il nostro alito abbiamo tentato di scaldarlo. Forse non profumava di menta  ma almeno era fiato caldo.
Ora, dopo 2012 anni, non si vuole riconoscere il nostro ruolo, come se i destini della Chiesa dipendessero da un Bue, un Asinello e un Agnello (Pasqua), le pecore e le galline che sono venute a rendere omaggio a questo bimbo che si diceva fosse il figlio di Dio e non da corrotti, corruttori, pedofili ed altro ancora."
I due Animali hanno ormai le lacrime che riempiono i loro grandi occhi, il dispiacere è palpabile: "Che male facciamo noi? Se credete che una stella cometa si sia poggiata sulla grotta, che la Madonna abbia partorito vergine, che questo bimbo sia il figlio di Dio, che crescendo abbia camminato sull'acqua e tramutato l'acqua in vino, che male fa credere che noi abbiamo scaldato il figlio di Dio?"

7 commenti:

listener-mgneros ha detto...

ancora altri disoccupati...

Zio Scriba ha detto...

Niente di più patetico e di più sinistro che mettersi a ri-pontificare e a ri-dogmatizzare su una (bella) antichissima favola mitologica. La sola domanda, impertinente ma onesta, che si potrebbe rivolgere all'Esimio Autore sarebbe: "E tu che ne sai?". Ma naturalmente sarà un bestseller mondiale... :)

il monticiano ha detto...

A Napoli, mercato delle piccole statue presepiali, non avranno gradito molto questa novità.

Luz ha detto...

Quel vecchio che si sente il Padreterno! Ma che ne sa? Non c'è cosa più bella del pensare che due miti bestie abbiano mantenuto in vita un piccolo d'uomo.
Anche se è solo una fiaba...

Punzy ha detto...

Io, come napoletana, mi rifiuto di fare un presepe senza bue e asinello..e ti dirò, questa scena del presepe, con gli animali che scaldavano il figlio di Dio la trovavo una metafora bellissima di un mondo olistico in cui lo stesso dio che creava gli animali veniva poi da loro salvato
a volte credo che il cattolicesimo tolga al cristianesimo tutti gli aspetti più umani

Martina Di Renzo ha detto...

com'è che questo post lo scopro solo ora?? condivido immediatamente :)

lina ha detto...

Sei sempre tenero quando scrivi degli ultimi.Tanti auguri a te e Luz. Lina