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sabato 6 ottobre 2012

Risposta a Paola

paola ha detto...
Arrivo qui dal blog di Lola, tutto bene, ma come antichista mi considero tenuta ad una precisazione. Il ratto delle Sabine non ha niente a che vedere con il concetto e la pratica di "stupro etnico", ha invece a che vedere con un altro costume antichissimo, che è il "matrimonio per ratto". Lo scopo del rapimento narrato dalle fonti annalistiche era, difatti, per i romani, appropriarsi delle donne sabine per trasformarle in mogli dei romani. Ovviamente tutto ciò appartiene a culture in cui le donne non hanno il benché minimo diritto di decidere alcunché. Il rito del matrimonio per ratto poteva essere individuale o collettivo: un esempio alla portata delle conoscenze di tutti è il racconto che Penelope fa, nell'Odissea, delle sue nozze con Odisseo, anche se in quel caso è la donna "in palio" che decide per la formula del "ratto", facendosi rapire dal pretendente che lei stessa preferiva, e salendo sul carro di Odisseo, e coprendosi il capo con il velo, gesto che simboleggiava le nozze, e andandosene via col prescelto. Il matrimonio per ratto poteva essere invece, anche, un rito collettivo, e dobbiamo immaginarlo, quando diventa un rito, nel senso di una messa in scena convenzionale, dove i rapitori e le rapite sanno di dover interpretare un ruolo. Questo rito antichissimo, però, non poteva essere più compreso all'epoca in cui si formavano le prime redazioni narrative delle origini di Roma, ed esso diventa, quindi, nella storia che ci è pervenuta, un espediente ingannevole e sopraffattorio messo in atto dai concittadini di Romolo ai danni dei loro vicini. Inutile dire che, in entrambi i casi, le donne non hanno voce in capitolo se non come mezzi di scambio, ma questo è un altro discorso. Il mio intervento storico è fuori tema, perdonate, ma desidererei tanto che l'antichità non fosse maciullata a nostro uso e consumo, quando invece avrebbe tanto da dirci se la guardassimo nelle giuste prospettive.

Gentile Paola,
vede, io non sono un antichista, né uno storico e, pensi un po’, nemmeno un laureato e non sono d’accordo con la sua interpretazione del Ratto delle Sabine. Lei basa la sua ricostruzione, a mio modesto parere, sulla parte leggendaria della fondazione di Roma. Dando uno sguardo allo sviluppo della storiografia romana si può tranquillamente dire, e molti storici lo affermano da tempo, che il suo grado di attendibilità è scarso.  Generalmente si prendono come base quelli che dovrebbero  essere la prima composizione storica dell’epoca romana, gli annali. Questi altro non erano che brevi appunti degli avvenimenti più importanti redatti dai sacerdoti il cui scopo principale era quello di creare il calendario (e qui si aprirebbe una voragine sulla datazione e sul tentativo dei sacerdoti di portare il calendario da dieci mesi a dodici, dal lunare al solare e sui relativi errori di datazione). E comunque, anche a voler dare loro il massimo credito, essi non sarebbero stai mai contemporanei ai fatti riguardanti il Ratto. A voler essere ancora più pignoli va ricordato che la scrittura a Roma appare molto dopo la data canonica della sua fondazione, quindi si ci basava solo sulla tradizione orale che, come al solito, non è che sia molto attendibile. Anzi, era molto più che suscettibile di manipolazione. Da tenere presente, inoltre, che sarebbe ben strano, visto come si è sviluppata la mitologia romana, che un sacerdote potesse scrivere che il Ratto delle Sabine altro non era che uno stupro di massa, avrebbe inficiato tutto il lavoro di creazione del mito di Roma.
Alla luce di quanto brevemente e sommariamente esposto sopra, la sua teoria sul “matrimonio per ratto” ha la stessa identica validità dell’ipotesi dello stupro etnico.
L’ultima frase non la commento.

2 commenti:

il Russo ha detto...

Chapeau Gap.

Cri ha detto...

Boh, sarò grossolana ed ignorante, ma non vedo la sottigliezza. A me pare che costringere una donna ad avere rapporti contro la sua propria espressa volontà sia stupro. In questo senso, tra l'accezione "matrimonio per ratto" e "stupro etnico" non ravviso significative differenze.