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lunedì 15 ottobre 2012

Il principe dei rottamatori: Walter Veltroni

Ogni volta che scrivo di Veltroni devo separare la conoscenza personale dalla condivisione o meno delle posizioni che nel corso degli anni si è ridotta a zero. In questo lunghi anni da blogger in cui mi/ci siamo "squartati" l'anima, abbiamo discettato sulla sinistra e per la sinistra, Veltroni è stato uno dei miei bersagli preferiti (e non solo lui). Di lui ho scritto innumerevoli volte rimarcando di volta in volta le posizioni inconciliabili. E che la distanza si facesse sempre più profonda è testimoniata dalle tante dichiarazioni di cui riporto solo una piccola parte di quelle d'annata che invecchiandosi sono ancora più gustose.
"Il Pd non è un partito di sinistra, ma un partito di centro". Dichiarazione rilasciata al quotidiano spagnolo El Pais prima delle elezioni. Affermazione lanciata, con il dovuto risalto, anche dal sito de l'Unità ma, all'epoca, prontamente rimossa e anche ben nascosta nelle pagine interne e liquidata con poche righe sul cartaceo. La dichiarazione non fa altro che aggiungersi alle molte, avventate per alcuni ma chiarificatrici per altri, prese di posizioni di colui che ho spesso chiamato l'Immaginifico Conducator. A memoria cito solo quella successiva alla campagna di Giuliano Ferrara sull'aborto, "Se ne può parlare", prontamente corretta dopo le protesta delle donne, del suo partito e non, in "La legge 194 non si tocca"; "Il Vaticano non fa ingerenza nella politica italiana", questa non corretta da nessuno del suo partito.
All'epoca mi chiedevo come facessero a sostenerlo quelli che ancora si dichiaravano di sinistra pur militando nel nuovo partito, sempre più simile alla Democrazia Cristiana dei tempi andati. Se dovessi tenere conto dei cambiamenti dal Pci ai Ds al Pd, che non è il mio partito, alla mia tenera età mi ritroverei ad essere un pericoloso estremista essendo rimasto fermo nelle mie idee; nel frattempo ho visto frotte di "comunisti" passarmi a destra e diventare novelli democristiani. E qui, con somma ripugnanza, mi tocca citare Baget Bozzo. Su Panorama di diversi anni fa diceva: "Ci siamo fatti prendere la mano pensando che Walter Veltroni sia cambiato e sia diventato un berlusconiano di sinistra senza essere mai stato comunista. Il disegno del Partito democratico mi pare più complesso. L'idea è quella di rifare non il Pci ma la Democrazia democristiana, partito di centro che poteva allinearsi con i partiti di destra e di sinistra secondo le circostanze". Giudizio che ben si accompagna al rimpianto di Veltroni per la mancanza di riferimenti al piano Monti nel programma di Bersani. E, tanto per rigirare il coltello nella piaga, come dimenticarsi di uno dei suoi notevoli successi? Basta il nome senza bisogno di commento: Calearo. In ultimo: "Non governeremo più con la sinistra", anche questa senza nessuna correzione o smentita. 
Ma fondamentale fu e resta la dichiarazione che non esiste più la lotta di classe. Molti anni fa un certo Pietro Ingrao teorizzò la nascita di una nuova classe operaia. Sempre citando a memoria mi sembra che dicesse che la nuova classe operaia fossero i colletti bianchi, gli impiegati non qualificati, leggi con le parole di oggi, precari e cococo/cocopro o come si vogliano chiamare. Forse Veltroni, che ha detto che i precari sarebbero stati la sua ossessione, ma non mi è parso, dovrebbe fare pace con il cervello. Se riconosce che i precari sono i meno garantiti, i paria della classe lavoratrice come può dire che sentire parlare di lotta di classe gli fa venire l'orticaria? Detto tutto ciò, e il detto non è esaustivo, perché un militante di sinistra, mi chiedevo allora, avrebbe dovuto votarlo? E lasciavo ai lettori l'arduo compito di trovare una valida motivazione che non fosse: "Torna Berlusconi".

Ora Veltroni spiazza tutti e dice che lascia lo scranno per passare in seconda fila. Il primo commento è stato "era ora, a quando altre notizie di abbandoni"? Ma poi sulle cose ci si riflette e occorre dare a Veltroni ciò che è di Veltroni (ma anche di altri). Lui sì che è stato un vero rottamatore.
Veltroni, in combutta con altri è stato quello che ha buttato il bambino con tutta la bacinella e asciugamano, saponetta, pettine, talco e tutto ciò che serve per un bagno ristoratore e purificatore, intendo che hanno gettato tutto ciò che era il nostro retroterra culturale, politico, etico e filosofico. Siamo rimasti nudi sotto le Botteghe Oscure, buttate anche quelle, senza che nessuno ci gettasse qualcosa per coprirci, per occultare le nostre pudenda all'improvviso esposte al pubblico. La metafora è abbastanza chiara, ma la esplicito meglio.
Nella corsa alla demonizzazione del comunismo hanno partecipato tutti, chi come fuggitivo, chi come gregario, chi come spettatore. Un Occhetto, con contorno di Petruccioli, Veltroni, D'Alema e tanti altri ancora, erano andati in fuga con ardore degno di ben altre motivazioni, ma hanno trovato chi li ha inseguiti con impegno fino a superarli, anche in quella che una volta era la sinistra extra-parlamentare. Inutile ora rimettersi a fare un pezzo di storia del Pci e dei partiti succedanei. Ma alcune cose vanno dette. Semplicemente per ricordare che ad ogni azione consegue una reazione, un fatto susseguente che innesca a sua volta una reazione a catena che non si sa mai dove porta. Andiamo avanti.
L'ansia distruttiva aveva portato qualcuno (Veltroni) a dire che le sezioni del Partito comunista si dovevano sciogliere nella società, dovevano cambiare nome come era cambiato il nome del partito, non più sezioni ma Unità di base. L'unico risultato è stato di confondere le idee e arricchire i produttori di insegne luminose, bandiere, tipografie che hanno rifatto milioni di fogli di carta, migliaia di insegne luminose, milioni di bandiere con il nuovo simbolo, nuovo nome, per non parlare dei produttori di timbri. Almeno, all'epoca, abbiamo fatto muovere l'economia. Hanno dato modo a tutti di scrivere un incalcolabile numero di pagine sullo psicodramma collettivo e pubblico recitato, ognuno per la sua parte, a Rimini nel XX e ultimo congresso del PCI e ancora negli anni seguenti. Uno psicodramma non ancora terminato a cui sono capaci di aggiungere un nuovo capitolo ogni giorno che passa. E sono così bravi a scavare il fondo che trovano sempre materiale per aggiungere nuovi ed inimmaginabili scenari. Hanno perso, con il nome, la capacità di parlare alle persone, di coinvolgerle in un progetto di sviluppo della persona e della società che ha bisogno di tutti per realizzarsi. Hanno perso, per lungo tempo e fortunatamente non tutti, il collegamento con la realtà. Hanno rinnegato tutto ciò che i nostri padri politici ci avevano insegnato per preoccuparsi dei piccoli privilegi che intravedevano all'orizzonte lasciando spazio a mezze calzette che un tempo non sarebbero andati oltre la portineria di Botteghe Oscure. Hanno pensato per una volta, ma nel momento e nel modo sbagliato, che fossero uguali agli altri. E si sono e ci hanno fatto del male. Hanno pensato che Mani Pulite ci riguardasse con la stessa intensità con cui erano stati coinvolti gli altri partiti e si sono fatti prendere dall’ansia di tagliare i ponti con il passato. Hanno pensato un sacco di cazzate che li hanno ridotti ad essere per molti versi e molto tempo marginali, di contorno, delle comparse senza nemmeno una battuta da dire nel panorama politico italiano. E, infine, hanno aperti spazi enormi, liberi da occupare in cui si è intrufolato Matteo Renzi, un degno figlio della politica di Veltroni. Ma a differenza di Renzi, da Veltroni comprerei una macchina usata anche se la farei controllare da un meccanico.


Veltroni, uno degli artefici di questo tracollo non sarà più in Parlamento. Non possiamo che rallegrarcene.

19 commenti:

la Volpe ha detto...

Sottoscrivo quasi tutto. Ma penso che se andassi a comprare una macchina da Veltroni, lui proverebbe a convincermi che il motorino che mi sta facendo vedere ha quattro ruote. In buona fede.

il Russo ha detto...

Ce ne faremo una ragione, piaccia o meno comunque Veltroni è stato simbolo, artefice e causa di ciò che è stato, di ciò che è e di ciò che, se Renzi vincerà, sarà e, piaccia o meno, tutto ciò è roba da libri di storia (se qualcuno si degnasse ancora di scriverli con una certa competenza e passione).
Nel suo impeto di nuovismo e rottura con il passato ha, però, avuto la punizione peggiore: essere considerato un vecchio arnese da rottamare dal Veltroni degli anni '10, Renzi: è proprio vero che ogni rivoluzione (anche la più sgangherata tipo quella veltroniana), vede sempre i propri fautori cadere a causa della stessa...

Cri ha detto...

Veltroni è stato dannosissimo perché, a (parziale) differenza di altra gente che voleva (si illudeva di) fare la furba, lui all'efficacia della sua azione buonista in larga parte ci credeva autenticamente, era davvero convinto potesse incidere in modo positivo e determinante sull'evoluzione della coscienza civile dell'Italia. Ricordo il comizio di chiusura della sciaguratissima campagna elettorale del 2008, dove gli riuscì il duplice colpo maestro di far stravincere Berlusconi (che pochi mesi prima era stato dato per la seconda volta per morto politicamente) e di non far entrare in Parlamento i partiti di sinistra: pareva una messa cantata, con lui prete soporifero e salmodiante che si intortava in evocazioni a scioglilingua del "principale esponente dello schieramento a noi avverso"; ricordo la sciagurata sua gestione, da sindaco di Roma, dei rigurgiti neofascisti che sotto la sua amministrazione riuscirono, anche per la sua sventatezza e mollezza, ad egemonizzare la cultura politica cittadina, soprattutto nelle fasce della popolazione giovanile. Aveva già detto all'epoca del suo insediamento a primo cittadino che finito il suo mandato si sarebbe ritirato a vita privata per andare in Africa e compagnia bella: una jattura, per sé e per noi, che non l'abbia fatto davvero. Anche se forse il processo storico avviato, ormai irreversibile, si sarebbe compiuto con un altro rottamatore.

il Russo ha detto...

Un solo appunto al commento di Cri: col piffero che "era stato dato per la seconda volta per morto politicamente" Berlusconi nel 2008.
Magari i più non ricordano, ma dopo solo un anno e mezzo di governo Prodi malpancisti di sinistra, mastelli, Rifondaroli che governavano e nel contempo marciavano contro il governo stesso e vaticano che organizzava Family day, al Berlusconi avevano spianato la strada per un ritorno in grande stile.
A Veltroni si può imputare (fino a un certo punto, se solo il 3,9% me compreso degli italiani hanno votato l'accozzaglia sinistra arcobaleno ci sarà stato un motivo...) l'esclusione della sinistra in parlamento, evitiamo di addossargli anche responsabilità tipo Katrina o triplete dell'inter, mi sembra ne abbia già abbastanza di responsabilità....

Ernest ha detto...

Di lui forse si ricorderanno le ristampe delle figurine...

Cri ha detto...

Russo: hai ragione, non diamo a Veltroni più meriti di quanto non possa arrogarsi :D... Quando invece è vero che ciascuno ha apportato il suo fattivo contributo alla causa, in quel biennio sciagurato: anzi, date le tragiche premesse della sua nascita in equilibrio su un filo, con una inesistente maggioranza in Senato affidata, praticamente, all'ultraottantenne Scalfaro e alla novantasettenne Rita Levi Montalcini, troppi risultati ottenne quel disgraziato governo Prodi; e, boh, io ricordo a novembre 2007 un Berlusconi sfiduciato dall'incredibile resistenza di un avversario che doveva cadere, doveva cadere, e invece non cadeva ancora. Però mi pare che, diversamente dalla volta precedente, dove era stato Bertinotti a rimanere col cerino acceso, nel 2008 a Prodi mancò la gamba di centro della poltrona, con Mastella e i diniani (vado a memoria, posso sbagliarmi); e che fu di Veltroni la responsabilità della scelta di cercare con Berlusconi un accordo elettorale dove si contrapponessero non due blocchi, ma i due principali partiti degli schieramenti, dando così il destro a quello che lui stava nobilitando come statista ma che di fatto era il più grande piazzista della storia d'Italia di fare un colpaccio quale manco si sarebbe sognato. Qualcuno mi corregga se sbaglio, ma a me pare che la mossa di Veltroni fu un capolavoro di tafazzismo a tutt'oggi insuperabile: mentre lui scioglieva l'Unione e correva da solo insieme al solo IdV, facendo oltretutto appello all'elettorato perché non disperdesse i voti optando per la sinistra arcobaleno (e di fatto ottenendo il risultato di non farli entrare in Parlamento), Berlusconi lo gabbava ampliando Forza Italia facendo confluire Alleanza Nazionale nell'unico simbolo del Popolo delle Libertà. Veltroni fece così anche il favore al suo avversario di domargli Fini, il quale, qualcuno mi corregga sempre se sbaglio, fino a poco tempo prima si era mostrato alquanto recalcitrante allo scioglimento di AN in una compagine ad egemonia forzitaliota, cosa che di fatto fu costretto poi, obtorto collo, ad accettare. Ora, tutto concorre al bene; e magari queste dinamiche avrebbero comunque dovuto avere questa evoluzione, indipendentemente dalla fessaggine veltroniana. Perciò mi sa che hai ragione, Russo. Resta comunque il fatto che Veltroni - qualcuno mi corregga sempre se sbaglio, eh! - diede una bella accelerata ad un'agonia che forse altrimenti si sarebbe protratta chi sa quanto, e, con la sua proverbiale bonomia e gentilezza, al boia che voleva sistemargli la testa sul ceppo sfilò la mannaia di mano dicendo: "lasci, faccio io! Anzi, prima di tagliarmi la testa, guardi, mi taglio anche le palle..."
(Scusa l'acrimonia. E' che invece io sono stata una di quelle coglione che si fece minchionare da lui, votando PD; vergogna di cui non mi emenderò mai abbastanza)

Cri ha detto...

Ah, ultimo appunto: qualcuno mi corregga sempre se sbaglio, eh! Ma è davvero un pensiero peregrino ipotizzare che, a parte aver ampliato la forbice della complessiva percentuale di vincita del centrodestra sul territorio nazionale, la scelta di Veltroni di non apparentarsi alla sinistra arcobaleno (contro la quale, sempre se non ricordo male, la sinistra medesima fece strenua e disperata lotta) possa aver anche mefiticamente inciso sull'esito infausto di alcuni, se non parecchi, collegi elettorali, dove magari lo scorporo dei voti della sinistra da quelli del PD avrebbe favorito la vittoria del candidato del Pdl?

il Russo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
il Russo ha detto...

Vado anch'io a memoria.
Scusa se ti correggo ma il Partito Democratico venne fondato il 14 ottobre 2007 (e diciamo che non è una cosa che si mette su in due minuti e solo col volere di Veltroni,diciamo), pure su wikipedia si legge che nello stesso mese all'approvazione della finanziaria Dini & c. paventavano l'uscita da una risicata minoranza come tu hai ben ricordato.
Successivamente, causa grane giudiziarie, il buon Mastella si sarebbe vendut..., pardon, dimesso facendo cadere tutta la baracca.
Scusa se ti correggo ma i famosi problemi di Berlusconi erano talmente seri che con un predellino risolse tutto, tanto che il Fini che parlò di "comica finale" scoprì nel giro di una settimana che non aveva più un partito dietro e, in cambio della Presidenza della Camera, andò di buon grado con l'alleato col quale marciava da 14 anni senza mai staccarsene.
Scusa poi se ti correggo ma "Veltroni fece così anche il favore al suo avversario di domargli (n.d.r. Immagino tu volessi scrivere doNargli, mica è un leone, suvvia!) Fini" con tutto che si può dire a Veltroni, pure magari che è di destra, ma un'alleanza PD-Fini all'epoca non sarebbe stata fanta-politica, bensì pornografia pura (e di quelle più becere, tipo con le capre per intenderci).
Scusa poi se ti correggo, ma Veltroni non fu fregato da Berlusconi, perché ad una fusione a freddo DS-Margherita corrispose la fusione FI-AN, i primi accompagnati da IDV i secondi dalla Lega, anzi Berlusconi perse definitivamente i centristi di Casini che, se non ci fosse stata una polarizzazione, sarebbero andati magari con il centro destra rendendo ancora più devastante la sconfitta.
Scusa se ti correggo, ma proprio in virtù del fatto che l'UDC da sola prese 2.050.229 voti esclusi quelli all'estero e quindi il 5,62% ossia 36 seggi), che colpa ebbe Veltroni se la Sinistra Arcobaleno faceva talmente cacare ed era così poco credibile che, nonostante sommasse Rif.+Verdi+Com. It.+altro che non mi ricordo, prese la miseria di 1.124.000 voti (ergo la metà di Casini, ergo lontanissima dalla soglia minima di sussistenza del 4 ergo tutti a casa)?
Insomma, vogliamo dirlo che, statistiche alla mano di tutti i 12 mesi precedenti alle elezioni, Veltroni fu un'operazione disperata che rese un filo più interessante un equilibrio che sennò sarebbe stato degno di un Real Madrid - Akragas visti i valori in campo?
Insomma, scusami se ti correggo, ma se a Veltroni si possono addossare scelte INDIVIDUALI sbagliate sia culturalmente sia politicamente, non gli si può addossare come colpa il fatto che alle primarie del PD il 75% di più di 3 milioni e mezzo di elettori di quel partito apprezzasse il suo programma, che della sinistra che governava in parlamento e al contempo faceva opposizione nelle piazze avesse ricattato (con scarsi risultati, manco quello riuscivano a fare) per un anno e mezzo il governo Prodi rendendolo più debole e ridicolo di quel che già era sino all'implosione che Mastelliani e Diniani aspettavano per vendersi all'avversario migliore, che gli italiani, insomma, preferivano il sogno berlusconiano a quello di un centro-sinistra che aveva dato una pessima prova di sè dal 2005 (si, iniziarono a porre le basi del disastro del governo Prodi già quando erano in campagna elettorale in vista del dopo Berlusconi, quei fenomeni).
Scusami se ti correggo Cri, ma non sempre è colpa del destino cinico e baro, dell'arbitro venduto, della malasorte o del Veltroni di turno se la parte politica per la quale si vota è meno credibile di un milionario sessuomane e impresentabile, con buona pace dello stesso Veltroni.
Se per Veltroni la sua discesa in campo sotto la bandiera del partito unico fu una diga al dilagare del berlusconismo con un ottimo risultato, per i suoi detrattori ne fu la causa principale e non solo (vedi polemica sinistra spazzaturarcobaleno).
Nessuna delle due è vera, ma la seconda è palesemente falsa.

Tina ha detto...

Gap, Veltroni assieme a baffino sono stati il duo che hanno dato il colpo di grazia alla sinistra.

Non scordare il congresso della Bolognina, la sinistra dei padri costituenti ha cominciato ad andare in asfissia mentale con Ochetto e non lo maledirò mai abbastanza.

Poi è arrivato il minestrone di Prodi e quella è stata l'ultima volta che mi sono lasciata "politicamente) fottere, scoprire che pensavo di votare a sinistra e vedere che avevo la binetti e mastella ha risvegliato la Dolores Ibarrurri che dorme dentro di me e urlare TRADITRICE.

Non ho votato il PD di veltroni e non ho votato più PD, non lo farò nemmeno ora, scusa Gap, ma io la sinistra ce l'ho nella pelle e non è questa che si sta scannando in fazioni che superano quelle che c'erano dentro il PSI, mi scoccia solo che a pagare questa loro stupida guerra intestina saranno i più giovani, senza le sezioni cosa gli propongono come scuola politica, i contenitori televisi che a furia di fare pena nessuno segue più?

Non scordo il suo CORRO DA SOLO...

Quando ho letto che aveva dichiarato che non si sarebbe più candidato...ho pensato

"speriamo non sia come la cazzata che se ne sarebbe andato in Africa"

Buona serata Gap ;-))

Gap ha detto...

Tralascio d'intervenire nel bel dialogo Russo-Cri:
Tina, da come scrivi sembra che io abbia qualcosa da spartire con il duo e con il Pd. La militanza nel Pci, la condivisione del posto di lavoro e altro non c'è stato. Posso dire che umanamente non posso parlar male di loro.

Tina ha detto...

@ Gap

Ma va, è che quando leggo post come il tuo che illustrano un periodo storico che in molti stanno tentando di "sbianchettare" vado in bestia. ;-))

Magari non sempre commento, ma ti leggo e so come la pensi, più di una volta ti ho "garbatamente" rimproverato lo spazio che dai a certi "figure", ma rispetto sempre le scelte soggettive ;-))

Ecco, personalmente "umanamente" non mi riesce di parlare bene di loro, invece di "compagni serriamo le fila" mi sembra di assistere a un moderno "Orazi e Curiazi".

Gap...credo che noi due siamo la generazione delle rivolte, delle barricate, la generazione del "compagni, non accettate provocazioni"...azz, ogni giorno leggo i giornali e mi dico che sono loro che ci stanno provocando.

Ma tu, in quei 10 punti ci trovi qualcosa che parli di lavoro?

Scusami Gap, ma quando loro "esternano" mi capita sempre più spesso di correre in bagno, effetto purga.

Sai qual'è il nostro male?

Essere cresciuti nel periodo di Riccardo Lombardi, Enrico Berlinguer, Sandro Pertini...per me Adriano Sofri...mi rimproverano di avere Lotta Continua tatuata nel DNA, ma cazzarola, come hai scritto nel post, non tutto era da buttare e loro quella bacinella con bambino, sapone e il resto...l'hanno incenerita, ma per spuntarla devono aspettare che io, te e molti altri passiamo a miglior vita...ho troppo da fare per accontentarli e credo anche tu hai troppo da fare...mi credi se ti dico che avevo più tempo libero quando lavoravo ed ero rappresentante sindacale che oggi che sono si in pensione, ma salto da un incontro di SE NON ORA QUANDO, a una serie di lezioni ai bambini stranieri che non hanno ancora preso dimestichezza con la lingua Italiana...e quello parla a vuoto...

PS
hai visto la vignetta di Staino "lettera aperta a Massimo D'Alema"?

Sono con la parte finale di quello splendore di Staino.

Notte buona Gap ;-))

il Russo ha detto...

Lungi da me far polemica con Gap, Tina o chicchessia, sia ben chiaro, ma una domanda per sfrantumazione dei coglioni a forza di sentire quanto erano bravi coloro che militavano in certi anni non può che sorgermi spontanea.
Non avendo fatto per ragioni anagrafiche i "magnifici" anni '60 (fine) e '70, i protagonisti di allora son tutti morti prima degli anni '80, '90, '00 o magari sono gli stessi che hanno contribuito alla merda che abbiamo oggi?
No, perché poi la classe politica che ha devastato la sinistra in primis, basta prendere l'abaco in mano, è proprio quella che nei mitici anni '60 e '70 s'è formata, porca madonna.

Gap ha detto...

Caro Russo, figurati, senza le tue polemiche saremm0o tutti più poveri (ahahahahahahahahahahahahaha), detta la cazzata passiamo oltre.
Tu sei sicuramente uno dei più vecchi lettori di questo blog, complimenti per la perseveranza, quindi ti ricorderai sicuramente dei post su e contro i funzionari di partito buoni per tutte le stagioni, figure intermedie che salivano di grado mano a mano che i vecchi lasciavano liberi i posti ma pronti ad abbracciare qualsiasi linea decidesse il partito. E non era solo questione di centralismo democratico, è che già si insinuavano gli apprendisti stregoni con secondi fini. Non tutti cattivi ma nemmeno tutti buoni.

il Russo ha detto...

Appunto Gap, appunto.
E' tutta colpa dei ventenni degli anni '60 e '70 la merda nella quale si trovano oggi i loro figli e nipoti? No, non lo penso, sarebbe una cazzata affermarlo.
E' tutta colpa dei ventenni degli anni '60 e '70 la merda di non sinistra parlamentare o la sinistra anacronistica (extraparlamentare da oramai 4 anni) che viaggia a percentuali ridicole anche in vista delle prossime elezioni? Anche in questo caso non lo penso e anche in questo caso sarebbe probabilmente una cazzata affermarlo.
Però qualche colpa ce l'avranno i ventenni degli anni '60 e '70 se le linee guida culturali e politiche della sinistra negli anni '80, '90 e 0 ci hanno portato a quello che (non) abbiamo oggi.
Ecco il succo del discorso che si ricollega al tuo post: non è colpa di Veltroni, D'Alema ecc. formatisi in quei mitici anni 60 e 70 tanto rimpianti se la sinistra oggi non esiste più, ma è stato l'impegno, il disimpegno, o peggio ancora il malimpegno (se po dì?) dei loro coetanei che si sono formati, hanno militato e fatto parte di una certa area se siamo a quello che siamo.
Fosse che fosse che quelli che dobbiamo rimpiangere sono quelli della fede cieca degli anni '40, '50 e primi '60 che hanno formato e dato esempio a chi è venuto dopo e che ha goduto del lavoro fatto da altri per avere spazio e iniziare poi uno stupendo quarantennio di sconfitte?
Insomma, se lo dice la Rossanda che il futuro finì già all'inizio degli anni '60 (n.d.r. La ragazza del secolo scorso)è roba da studiare, se lo fa un coglione come il sottoscritto è una polemica?
Insomma, io non butterei mai e poi mai via con l'acqua sporca il "bambino" Gap, ma la maggior parte dei tuoi fratellini e sorellini, al di là della pia carità cristiana(che non ho) e che potrebbe frenarmi dal farlo, sarebbe la Storia stessa a dire che forse è il caso...

Gap ha detto...

D'accordo, ma siamo altrettanto sicuri che le giovani leve siano esenti da colpe?
Se anche loro hanno colpe, ricominciamo il discorso da capo sui "maestri" che non sono stati in grado di insegnare (compresa la Rossanda).

P.S. L'accenno alla polemica era scherzoso, stai peggiorando e non capisci nemmeno più le battute. Mi devo preoccupare?

il Russo ha detto...

Le "giovani" leve figlie dei protagonisti dei favolosi anni '60 e '70, che vanno dai ventenni agli oramai quarantenni (e quindi il sottoscritto compreso), sono tutt'altro che esenti da colpe, anzi, nel complesso è proprio una generazione di merda se vista in funzione sinistra, pur con tutte le attenuanti del caso (vedi repressione di Genova 2001 e 20 anni di Berlusconismo, che qualcuno l'avrà pur votato).
Se è vero che certi valori li condividi se li hai dentro e li trasmetti (dovresti trasmetterli)ai tuoi figli, è altrettanto vero che anche se non ti vengono trasmessi, se li hai dentro, li tiri fuori e fai se non la Storia almeno una parte di essa.
Qual'è la storia della sinistra costruita dagli under 40?

p.s.Non preoccuparti, avevo capito che scherzavi, ma per me non è solo una polemica la merda che mi vedo attorno, con corollario di "Noi eravamo meglio" da una parte e "Tanto non cambia niente" dall'altra, per la serie morire dentro giorno dopo giorno...

Cri ha detto...

Oh, son mancata dal web due giorni e mi ritrovo tutta questa po' po' di roba del Russo da leggermi. Recupero con calma domani, va bene Russo? Scusa, e grazie ^^

Cri ha detto...

Allora: ho letto e dico che secondo me, nelle vicende storiche, la controprova non è data. Non è dimostrabile che se il mi' nonno aveva le rote era un carretto. Per questo non si può mica sapere fino a che punto le ardite mosse di Veltroni abbiano influenzato la situazione. Chissà, magari i due eterni delfini Casini e Fini si sarebbero messi insieme, correndo divisi dal berlusca. Magari Fini avrebbe anticipato lo strappo di Futuro e Libertà, visto che evidentemente non ne poteva proprio più di fare lo strapuntino a vuoto al nano. Magari il PD alleato alla sinistra arcobaleno avrebbe spuntato più seggi (correggimi sempre se sbaglio, nel 1996 berlusca e i suoi sodali sbandierarono ai quattro venti la loro vittoria in termini di voti, a fronte di una sconfitta in termini di seggi; perché non è che se si pigliano tot voti, a questi corrispondono tot seggi), riequilibrando un minimo una sciagurata compagine parlamentare fatta di fighette cotonate con la borsa di Gucci a tracolla (almeno un centinaio le deputate cloni siffatte, ho avuto modo di constatare durante una seduta a cui ho assistito un paio d'anni fa: gente che non avrebbe avuto diritto manco di fare la commessa, e invece stava lì a legiferare IN NOME DEL POPOLO ITALIANO.)
Chissà. Avrai ragione te in tutto e per tutto, e io torto.
In ogni caso voglio solo aggiungere una considerazione definitiva: "Mi fido di te", dopo quella sciagurata sera di fine campagna elettorale, è una canzoncina che se risento ancora oggi mi fa venire l'irresistibile impulso di grattarmi quelli che non ho.