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lunedì 20 agosto 2012

Vauro, Grillo e gli autodafé

Vauro su Globalist ha pubblicato, nell'ormai lontano 3 maggio 2012, una vignetta su una delle tante dichiarazione di grillochepalle non causando alcuna reazione se non due miseri commentucoli di cui uno gli dava dell'essere privo di vergogna, chissà poi perché. La redazione di Globalist ha ripubblicato la vignetta  ieri 19 agosto dando la stura ai commenti più che acidi che colpiscono coloro che osano mettere in dubbio il verbo grillesco.
In un commento ad un precedente post un seguace di grillo chiedeva di non essere chiamato grillino ma M5S. Mi spiace ma M5S no, non si può scrivere sembra una formula chimica, non esiste proprio, rassegnatevi, quindi grillini, d'altronde se un scritto al Pci veniva chiamato comunista mica si offendeva, tolta di mezzo questa precisazione andiamo avanti. I grillini danno il meglio quando possono insultare liberamente coperti dall'anonimato, mai con nome e cognome. E finché fanno opera di killeraggio mediatico con degli illustri sconosciuti di cui non sanno un beneamato ficosecco passi (ma mica tanto) ma quando gli insulti gratuiti colpiscono anche chi hanno pensato potesse essere un interprete, se non un contiguo o addirittura alleato, per i suoi attacchi a Napolitano, a Monti, a Berlusconi, a Bersani ecc. (farei prima a dire chi non è stato attaccato da Vauro) non fanno altro che dimostrare la tesi che nessuno può, deve ed è titolato per parlare del santone. A lui, alla luce, alla verità, alla via, alla vita nulla si può addebitare. Non gli si possono ricordare le bufale sparate nella rete, le citazioni del duce, le uscite razziste, né quelle paramafiose, insomma nulla, nemmeno le cantonate. Egli non sbaglia, non erra mai, dall'alto del suo soglio dispensa solo verità e chi non le capisce è un fascista, un cretino, una minchia, un venduto, uno che striscia (in altre parole un verme), un prezzolato e altre dolci e gentili definizioni.
E nemmeno ai fedeli è permesso fare cose che non rientrano nei grillocomandamenti pena l'autodafé come è toccato a Favia e toccherà agli altri eretici.

15 commenti:

Punzy ha detto...

Insito a paragonarli ad una setta religiosa.
Attendo smentite dai fatti ma, al momento,attendo la loro citofonata la domenica mattina per essere edotta al loro Verbo

listener-mgneros ha detto...

La sconcia coscienza acritica degli italiani trova sempre un "uomo forte" a cui affidare le proprie paure, nulla di nuovo sotto il beneamato sole peninsulare, nemmeno la mia nausea rispetto a chi si fa abbindolare dal lontano 1922 senza soluzione di continuità.

silvano ha detto...

In piena tradizione italiana, come già notato, il culto del patacca impera nel tempo. Stiamo per fortuna, relativamente al culto pataccaro, scivolando nella farsa. Siam partiti dal patacca pelato dal mento volitivo che aveva una sua drammaticità e che ha provocato morte e violenza, siamo passati per il patacca col riporto ancora molto pericoloso ma già più caso psichiatrico che non fascista con manganello, e siamo finalmente arrivati al grillopatacca e francamente questo assomiglia a Masaniello più che al pelatone di merda o all'uomo col riporto. Pazienza ci penseranno i suoi a liberarcene.

michiamoaldo ha detto...

Durante la puntata de "la zanzara" di questa sera in onda su radio 24il giornalista ha chiesto proprio al Favia se fosse stato depennato dal M5S da Grillo. Ha smentito aggiungendo che trattasi tutto di una roba mediatica iniziata da Repubblica e ingigantita da altri. Non è la prima volta che i media raccontano eventi del M5S disinformando. In quanto all'esempio del nome dei seguaci, non credo sia esatto. Infatti i seguaci di Berlinguer non li chiamavano Berlinguerini ma comunisti. Capisco però che chiamare i seguaci di Grillo movimentocinquestellini o movimentocinquestellisti sia una rottura e poco orecchiabile rispetto a grillini.

silvano ha detto...

In effetti anche grillini non va bene, sarebbe meglio chiamarli pirla: più chiaro e veritiero.

Gap ha detto...

@michiamoaldo Guarda caso è sempre colpa dei giornali e dei giornalisti,. Favia ha tentato in tutti i modi di difendere il suo operato, francamente indifendibile dal mio punto di vista, ha capitolato dopo giorni. Quindi non mi sembra che la colpa sia dei giornali per aver riportato quanto era scritto nel blog di Grillo.
Infatti, non si chiamavano berlinguerini perché c'era un partito e non dipendeva tutto da un unico leader. Ricordo solo che Berlinguer fu eletto come mediazione tra le posizioni di Giorgio Amendola e Pietro Ingrao, così, tanto per fare un esempio di vita di partito e non di movimento fideistico che ripone tutte le speranze in un'unica persona.

listener-mgneros ha detto...

@Michiamoaldo effettivamente li chiamavano Comunisti, derivando il termine da una SCELTA che li indicava, nel bene o nel male. Da una presa di posizione politica e comunque propositiva e non distruttiva (giusta o sbagliata era una scelta ben precisa e sebbenE non la condividessi in toto ne ammiravo almeno la posizione ideale, se non quella idelogica).
Ne deriva che se devo evitare di chiamare "grillini" i seguaci di mister Banderuolauncolpoalcerchioeunoalcontoinbanca mi sovviene un solo possibile termine: QUALUNQUISTI!

michiamoaldo ha detto...

Per me chiamali come ti pare. Però non trovo giusto che ai "seguaci" vengano attribuiti gli stessi difetti del capo (ammesso che sia come dici). A me sembrano in buona fede. Cosa ti fa pensare al qualunquismo?

Gap ha detto...

Le continue prese di posizione a difesa del verbo del capo, Aldo,i continui insulti verso coloro che la pensano diversamente, la demagogia che pervade il pensiero(?) politico (?) del movimento dove si perdono anche le poche idee condivisibili. Non è sparando nel mucchio che si colpisce il colpevole, si corre solo il rischio di fare una strage. Non ho nulla verso chi ragiona con la propria testa e te lo dico da "eretico" anche nel Pci.

listener-mgneros ha detto...

Nel corso di anni ho sentito affermare negare tutto e il contrario di tutto da parte della cavalletta bavosa e da molti loro seguaci...qualunque cosa andava bene pur di avere la ribalta..qualunque affermazione poteva essere negata.. qualunque posizione era un pulpito...qualunque e ancora qualunque.
Una su tutte? Ad uno dei suoi primi show comizi prese a martellate un computer sfasciandolo e affermando che "internet era il diavolo", questo visto e sentito personalmente...e una folla di dementi che lo osannavano e applaudivano...poi il blog e il resto sono tornati comodi..più qualunquismo di così?!?

michiamoaldo ha detto...

@Gap la faccenda degli insulti piace poco anche a me e mettere tutti nel mucchio significa anche quelli animati da sani propositi. Però,Gap, chicavolovoto? ancora quelli di prima più o meno rinnovati? Non vado a votare così si fregano le mani e vincono con i voti dei parenti? Forse devono affinare metodi e idee, ma sono gli unici che parlano fuori dal coro. So bene che non è tutto oro quello che luccica, che se cerchi il sito del movimento5stelle finisci sempre su quello di Grillo eccetera. Quisquiglie confronto ai soliti.

michiamoaldo ha detto...

Dimenticavo. @listener-magneros Ricordo anch'io il fatto del computer sfasciato. Però potrebbe aver cambiato idea. Il lavoro mi porta spesso a frequentare persone di età non giovane, non hai idea di quanti hanno imparato ad usarlo dopo averlo insultato per anni perchè i figli trascorrevano troppo tempo avvinghiati alla tastiera. Adesso i figli (p.e.)lavorano all'estero e giocoforza...

listener-mgneros ha detto...

se ha cambiato idea come mai non si è pubblicamente scusato delle offese e delle invettive che lanciava contro noi utenti di internet?,

Gap ha detto...

"Quisquiglie confronto ai soliti".
Aldo, io non considero quisquilie le citazioni del duce, le prese di posizione razziste, quelle omofobe, quelle paramafiose e tutto quello che in questi quattro anni da blogger ho citato di volta in volta. Non faccio l'esegeta del pensiero di grillo e qualcuna potrebbe essermene scappata, come quella di non aver mai accettato un confronto con qualsiasi esponente politico, vecchio o nuovo, ma essersi sempre e solo limitato a predicare come unica voce abilitata a farlo. Non considero quisquilie gli attacchi, secondo come gira, a politici passati presenti e futuri basati sull'umore e sulle offese anche personali.
Se vuoi posso dirti che non ho particolare antipatia con coloro che si professano grillini, non sopporto però quelli che accolgono il verbo acriticamente che non concepiscono che il capo non si possa criticare. Purtroppo sono pochi quelli, anche sul piano locale, che riescono a dire qualche parola diversa da quella del capo.

per chi votare? Non lo so e non sono in grado di dare consigli a nessuno, di certo non voterò grillo e le sue posizioni sopra ricordate. vedrò chi farà un discorso di prospettiva e di recupero dei valori, della dignità dell'uomo e della prevalenza di questa sul capitale e sul mercato. Non si costruisce nulla distruggendo le case che nascono. Non faccio una questione d'età dei candidati, possono anche essere centenari, in questo momento vorrei qualcuno che mi presenti un progetto politico serio e non basato sulla demagogia e sul qualunquismo imperante.

Citarsi non è mai bello e fine, ma pesca a caso nei post e capirai meglio come la penso, capisci che riassumere 4 anni e più di 750 post è un po' dura.

michiamoaldo ha detto...

Avevo già iniziato a leggere, ma per completare il Tuo percorso (complimenti)mi serve ancora un pò di tempo: devo ammettere che all'inizio mi sembravi più sul maliconico (forse anche influenzato dall'immagine all'inizio del blog), adesso non so ma tolgo il malinconico. Su Grillo (non so se si è scusato ma sul suo blog ha rivendicato il cambio di opinione sul computer)penso che svolge il suo ruolo benissimo, in modo diverso Di Pietro cerca lo stesso risultato:visibilità. Però, sul territorio è diverso. Lì si può vedere realmente quanto valgono le persone. Ciononostante spesso non serve: nella nostra zona fino a poco tempo fa la Lega se metteva una gallina da eleggere, l'avrebbero eletta. Indipendentemente da listini bloccati eccetera. E' stata un'allucinazione di massa ben orchestrata i cui effetti sono visibili (ma sembra non sufficienti a rinsavire del tutto). Devo anche dire che spesso ci si lamenta di quelli che fanno politica, del livello soprattutto. Ma fare politica significa impegnarsi, dedicare tempo, uscire di sera , tornare tardi e alzarsi ugualmente per andare a lavoro (adesso più facile, manca il lavoro!). Tanti svantaggi e prima di avere qualche vantaggio, passa un sacco di tempo. E' facile dire volontariato! volontariato un cazzo! a turno bisognerebbe partecipare, non che poi abbiamo l'ILVA e la colpa non si sa di chi sia. Per me un progetto interessante potrebbe essere quello che in un modo o nell'altro comporta il coinvolgimento delle persone. E, poichè si sa della pigrizia e che si preferisce delegare, bisogna trovare il modo di far conoscere più possibile ciò che accade prima e non dopo.