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sabato 4 agosto 2012

Renato Nicolini, io lo ricordo così.

 Agosto 2008 l'Unità Cronaca di Roma

L’isola dei conformisti
di Renato Nicolini

Giovedì 31 sono andato all’Isola Tiberina («Isola del Cinema» nell’estate romana 2008) per presentare due film di una rassegna sul «cinema del ’68», Zabriskie Point di Antonioni, e Utopia, utopia, racconto della crisi di un giovane architetto che, al contrario delle sue ambizioni di cambiare il mondo, insegna applicazioni tecniche in una scuola media della periferia romana. Utopia, utopia (1969) nasce direttamente dal clima della Facoltà di Architettura di Roma degli anni ’60. Il regista è Azio Cascavilla, morto prematuramente l’anno scorso, che l’aveva frequentata assieme a me, che di quel film ero protagonista e cosceneggiatore. Il ciclo di proiezioni era collegato a una mostra, sulla facoltà di Architettura dalle occupazioni del ’63 alla «battaglia di Valle Giulia», già esposta quest’anno in quella sede, interessante anche perché ci rivelava un mondo della contestazione molto distante dagli stereotipi in cui verrà poi rinchiuso, i ragazzi ancora in giacca e cravatta, la ragazze in gonna scozzese e pullover. La mostra però non c’era più. Fatta smontare in tutta fretta la mattina dagli organizzatori dell’«Isola del Cinema», preoccupati potesse dispiacere al nuovo Sindaco Alemanno, che, secondo i "si dice", avrebbe visitato l’Isola quella sera stessa. Alemanno poi non è arrivato, ma la mostra era già stata tolta. Trovo quest’episodio indicativo di un brutto clima che sta montando a Roma, e che pesa sulle manifestazioni superstiti dell’estate romana. Si respira visibilmente la paura di dispiacere ai "vincitori". «Sarò confermato l’anno prossimo?», si sarà domandato il responsabile dell’Isola (qualcuno lo ricorda ancora come bravo attore, negli anni Settanta, delle gloriose "120 giornate di Sodoma" di Giuliano Vasilicò), che già aveva da tempo abbandonato il nome d’arte d’allora per tornare al cognome anagrafico… Il "regime" non nasce soltanto dall’alto: dai provvedimenti che stanno per affondare in Italia la libertà di stampa; o dallo spoyl sistem che sta per portare al ruolo di sopraintendente del Comune di Roma (che fu di studiosi come Carlo Pietrangeli ed Eugenio La Rocca) il giornalista "laureato in archeologia cristiana" Umberto Broccoli; nasce soprattutto dal basso, da episodi come questo di piccola viltà quotidiana, motivati dal timore di ritorsioni e vendette, dall’indifferenza a ciò che non ci riguarda direttamente (cioè dallo smarrimento della dimensione politica della vita). Un mix micidiale che genera censura e soprattutto autocensura. Non importa che lo stesso Alemanno avesse dichiarato più volte che sul ’68 la destra aveva sbagliato, invitando a rivedere il giudizio. E se non fosse stato completamente sincero? E se fosse condizionato da altri? E se, non sia mai, cambiasse idea? Quando si ha paura di professare le proprie idee, anche quando sono le idee di una vita, la democrazia è veramente in pericolo.

2 commenti:

Marte ha detto...

Hai scelto un bel modo di ricordare Renato Nicolini, e anche di ricordarci dove, come e quando nasce il "Regime".

Berica ha detto...

Il "regime" non nasce soltanto dall’alto... così si coagula il consenso.
I numerosi scheletri negli armadi, obbligano al conformismo e ricordano di non disturbare il manovratore.
Sono in tanti a "tenere famiglia"