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lunedì 20 agosto 2012

Il nostro futuro

Indubbiamente questa crisi non è solo economica e/o finanziaria, è una crisi del sistema dominante che si sta auto distruggendo. Come un corpo senza cibo inizia a nutrirsi del proprio grasso per poi attaccare i muscoli fino alla morte, così il capitalismo sta nutrendosi di se stesso fino a che non avrà più nulla da sfruttare. Noi siamo il grasso e i muscoli, siamo il cibo prediletto, più buono e a più buon mercato. Basta nutrire l'orrido mostro con il nostro sangue e le nostre carni.
Dobbiamo renderci conto che il nostro futuro non potrà essere altro, con questo ordinamento, che una continua rinuncia a tutto ciò che finora abbiamo avuto. Il necessario e il superfluo. E sarà sempre così se non ci prenderemo il governo dei mezzi di produzione che ci hanno gradatamente sottratto nel corso dei secoli. Dovremo trasferire gran parte della ricchezza, in mano, finora, ad un'infima minoranza, a coloro che non hanno avuto e non hanno nulla o hanno poco. Dovranno imparare a considerarci esseri umani e non forza lavoro da sfruttare a loro piacimento.
Dopo anni di lotte per conquistare pochi diritti contrapposti ai tanti doveri, in molti sono tornati a lasciarsi sottomettere, a considerarsi un nessuno fra tanti che non sono nulla, dobbiamo liberarci di questa comoda abitudine, di pensare che qualcuno si possa preoccupare per noi e per i nostri bisogni. Non è così e non lo sarà mai. A noi stessi dovremo pensare da soli. Forse la sottomissione, la condizione di inferiorità  e la rassegnazione è la piaga umana più difficile da risanare, penetra così profondamente da deformare l'intero essere, e non risparmia nessuna parte del corpo, dal cervello al cuore, è un abdicare senza fine che ci trascina sempre più in basso. Passare dall'essere nessuno a sentirsi qualcuno è il viaggio più lungo che un uomo possa fare e che purtroppo abbiamo interrotto prima che si raggiungessero risultati soddisfacenti. Quando si impara a sopportare l'inferiorità si acquisisce un'abitudine che arriva a condizionare un'intera vita a tal punto che chi rifiuta il condizionamento si pone automaticamente fuori della società o almeno ai suoi margini. Una soluzione pacifica è un'illusione perché alla richiesta degli sfruttati  qualcuno reagirà e si dovrà essere pronti alla difesa delle nuove conquiste e delle antiche nuove idee di promozione e riscatto dell'uomo. La distinzione fra classi ha di nuovo raggiunto un punto tale da provocare la disgregazione della società che si era tentato di mettere su, i ricchi sono sempre di meno ma più ricchi di prima così come aumentano i poveri e sono più poveri di prima. Togliere i diritti non è che il primo passo, la distruzione delle conquiste dei lavoratori è uno dei frutti avvelenati di questa lotta fra classi. E non ci può essere pacificazione che tenga tra ricchi e poveri, tra sfruttatori e sfruttati.
Stanno e sono cresciute nuove generazioni fatte di giovani che rifiutano di sottomettersi, sono le generazioni precedenti che devono ritrovare la forza e la dignità per affiancarli, per aiutarli a distinguere tra chi bercia e chi parla, tra chi promette e chi fa e fare con loro la strada verso un nuovo ordinamento sociale. Sono impazienti come molti adulti non lo sono più da troppo tempo. Fiutano il collasso di una società malata come a nostro tempo fecero le nostre generazioni e che purtroppo non siamo stati capaci di cambiare, di andare oltre. Molti sono addirittura tornati sui propri passi.
Approfittiamo di questa crisi per chiedere nuovamente ciò che ci spetta, ciò che è per natura nostro e non attendiamo che qualcuno ce lo faccia cadere dall'alto come se fosse un regalo dovuto alla magnanimità di chi ce lo fa. Spurghiamo questa società da falsi profeti, falsi politici, falsi tecnici e torniamo ad occupare le sedi di elaborazione politica, cacciamo i tanti troppi farisei dai templi e sostituiamo la nostra rabbia, i nostri bisogni, la nostra vita alla loro supponenza, inutilità e al loro servilismo verso i potenti e il capitale.

4 commenti:

listener-mgneros ha detto...

Curo con amore la mia fogna, mi sono abituato a viverci dentro, qui sono libero di esprimere le migliori e le peggiori parti di me.
Mi dispiace solo di scoprire che presto avrò ospiti, indesiderati. Gente che pensava di riuscire a mantenere i vestiti puliti, che credeva di essere in visita, insomma...di passaggio. Ora scoprono di aver pagato il biglietto per la felicità, ma hanno dato i loro soldi proprio al traghettatore della cloaca. Pensano di tornare, ma non sanno quali sono le vere parole per ricominciare, ne' quale sia la vera sponda quella saporita e salata, quella senza false illusioni.

il Russo ha detto...

...

Cri ha detto...

Grandissimo post, Gap.

silvano ha detto...

Il nostro futuro ci sta raggiungendo volando a gran velocità e a mezza altezza alle nostre spalle.