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venerdì 3 agosto 2012

Il comunismo? Me lo sogno!

... Un uomo cammina per le strade di Roma, ha una busta in mano con dei libri impacchettati,  in volto una espressione rabbiosa. Chissà cosa è successo prima dei puntini. Entra in una galleria e poi in un palazzo, prende l'ascensore insieme con altre persone senza che nemmeno si salutino, ognuno perso dietro ai fatti suoi, quelli dell'uomo in questione devono essere abbastanza gravi al punto da non togliergli l'espressione più che corrucciata dal viso. Arrivano al piano, l'uomo apre le porte e si trova davanti un cancelletto, lo apre e sale l'ultima rampa di scale. Entra in un bar, si avvicina al bancone e chiede un caffè con panna.
Immediatamente due persone gli si pongono ai fianchi, alla destra una donna, diciamo intorno ai quaranta, alla sinistra un giovane che subito si butta sul bancone allargando i gomiti per occupare il posto anche davanti a lui. Non cercava altro, il nostro personaggio. Apostrofa il giovane chiedendogli se per caso fosse cieco o stronzo. Il giovane cincischia qualcosa di provocatorio. "falla finita sennò te meno" è la risposta minima. Al suo continuare gli rifila uno schiaffo, non tanto forte. Interviene la donna, che non si capisce se è la madre, una collega, un'amica o l'amante, dicendo "ma non vedi che è pieno di benzodiazepine?",  "e tu non vedi che so' pieno de rabbia?" risponde lui senza nemmeno guardarla in faccia. Intanto il giovane continua a parlare e parlando sputa. L'uomo non sopporta la cosa e gli rifila altre due pizze poi si gira verso il barista, che indifferente al litigio ha continuato a fare caffè per gli altri clienti, altrettanto indifferenti, e gli dice: "Ma il caffè con panna che avevo chiesto?". "Arriva subito" e gli poggia la tazzina sul piattino. "Mo' te lo bevi tu". Gira le spalle ed esce dal bar.
Suona alla porta vicino al bar, gli apre un uomo sovrappeso che porta un carrello pieno di blocchi, penne, pacchi di carta. "Ciao capoccia", "Ciao ciccione". Poggia la busta sopra altri pacchi simili e si avvia per il corridoio. Dalle stanze, ce ne sono molte, giungono risate. Qualcuno inizia ad uscire con dei volumi tra le mani e, nonostante il peso, agitandoli come se fossero il libretto rosso di maotzetunghiana memoria. L'uomo dice qualcosa, di rabbioso, che zittisce per un momento i festeggianti. "Prima non avevate nulla da ridere a leggere le opere complete di Marx e Engels e nemmeno quelle di Lenin". Si gira e torna verso la porta d'ingresso. Viene fermato R.T. che gli dice: "Guarda che ti cerca B.G. che sta borbottando qualcosa a tuo riguardo". Si avviano verso una stanza da cui viene la voce salmodiante e concionante di B.G., entra e trova altre persone, una sorta di riunione di partito o di assemblea di redazione.
Appena entrato B.G. gli si avvicina muovendo la bocca incessantemente, allora l'uomo gli pone le mani sulle spalle, abbassa il viso e lo guarda negli occhi: "Senti B. se vuoi che parli anche io sta un po' zitto, già tartaglio, se non la fai finita hai già vinto". Borbottando s'acquieta. Il nostro soggetto inizia: "Eppure tanti anni fa, lo ribadisco, non avevate nulla da dire contro il comunismo, anzi, ve li ricordate gli intellettuali di sezione, quelli che se non avevi letto "Che fare?" nelle due versioni, Cernysevskij e Lenin, Il manifesto del Partito Comunista e, visti i tempi, L'estremismo malattia infantile del comunismo non avevi quasi il diritto di parola? Ve li ricordate quelli che andavano in giro con il pacchetto di giornali sotto il braccio e in cui non mancava mai Rinascita e qualche volta avevano anche Vie Nuove? Che poi Rinascita non la leggessero non contava nulla, ma faceva scena averla. C'era anche chi se la portava in spiaggia. I comunisti, quelli più giovani, erano anche i più grandi fruitori di Playmen e Playboy, quelli più colti, i più casarecci andavano con "Le ore".

E qui finisce questo racconto che non è altro che il sogno di questa notte. Finisce qui perché interrotto alle 5.24 di mattina dal rumore dovuto alla pulizia della strada (maledetto sindaco e maledetta giunta).
Eppure non avevo mangiato pesante, solo petto di pollo ai ferri e pomodori conditi. Ma non è che avevo mangiato troppo poco?

3 commenti:

Punzy ha detto...

ma c'era cipolla nei pomodori?? senti, se almeno non lo sognamo, il comunismo,quando lo vediamo???

p.s. di al tuosindacodelcavolo di mandare la macchinetta che pulisce le strade qui da me, per favore!!!

Ernest ha detto...

Liberi almeno nel sogno...

listener-mgneros ha detto...

alla faccia di chi definisce sterile l'attività onirica :)