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giovedì 9 agosto 2012

Bossi e Schwazer

Bossi il volgare
Capisco che le dichiarazioni di Bossi ormai non attraggono più come un tempo, ma che Manzoni fosse "un grande traditore, una canaglia" per aver scritto i Promessi sposi in italiano, oltre a far ridere una piccola riflessione la merita. Se il figlio viene chiamato dal padre Trota è come ammettere che lo è anche lui. Da trota nasce trota, di certo non un' aquila. Senza voler strafare, Trota I non ha studiato, e se lo ha fatto lo ha fatto male, altrimenti un minimo di storia della letteratura gli sarebbe rimasta nella testolina e si sarebbe ricordato che la lingua italiana, il volgare, apparve in Italia intorno al 960 d.c. e, suppergiù in quei tempi, decennio meno decennio più, nella chiesa di San Clemente a Roma venne realizzato quello che si potrebbe definire il primo fumetto con la lingua italiana. Sarei potuto essere più preciso con le date ma sono andato a memoria. E, se vogliamo rimanere relativamente vicini, ne sa qualcosa di Ciullo d'Alcamo, Guido Cavalcanti,  Guido Guinizelli, Lapo Gianni, Dante Alighieri, Petrarca e, se vogliamo strafare, di Palla di Noferi Strozzi?

Impallinate l'atleta Schwazer ma salvate l'uomo
Con italica precisione, qualche giornalista più di altri,  si sta sparando ad un giovane che ha commesso un grave errore, che "ha tradito, ha macchiato indelebilmente" l'onore e il prestigio del nostro Paese. Il ragazzo ha fatto una stronzata, lo ha ammesso e confessato, se è vero quel che dice, sperava di essere scoperto. Ma l'origine, la causa e l'effetto ormai interessano ben poco. E' il durante che mi stimola qualche riflessione. E comunque ben altri e ben prima e in tutti i campi hanno tradito e macchiato indelebilmente l'onore italico, anche tra quelli che scagliano pietre a più non posso.
A sentir lui avrebbe detto più volte alla mamma, ed ad altri, che non ce la faceva più, che la marcia gli pesava fisicamente e moralmente ricevendo da tutti la stessa risposta: "Non puoi tirarti indietro, devi andare avanti, ci sono le Olimpiadi". E che dire dell'allenatore e dello staff che non si sono accorti del malessere di questo ragazzo che doveva continuare ad essere bello, bravo, forte, insomma, il figlio che tutte le mamme d'Italia avrebbero voluto? Possibile che nessuno abbia capito il dramma che viveva? Il peso che si portava dietro?
In fondo gli è mancato il coraggio di dire: "Basta, la marcia fatevela da soli" e ha scelto il modo più disonorevole e pericoloso per tirarsi indietro. Come quei serial killer che uccidono lasciandosi dietro le tracce perché vogliono essere scoperti.

4 commenti:

listener-mgneros ha detto...

Mi spiace ma non provo nessun sentimento di umanità di fronte a un eroe di plastica la cui ossatura si scioglie al sole. Nemmeno nella sconfitta è riuscito ad evitare di apparire ovunque, anche perchè la sconfitta non l'ha nemmeno voluta affrontare. Lo sbaglio è diventato motivo di ulteriore presenza e show da reality. Non gli leggo nemmeno quell'aurea da personaggio maledetto. Altre due notazioni (per altro espresse anche altrove):
Ti hanno beccato? Beh allora ammetti, vai a scaricare casse di frutta e intanto fatti due conti su chi sei veramente.
Invece sei ancora più mediatico e presente e senza dignità. Per non dire della noia che ispiri.
Leghisti che investono capitali in Tanzania e comprano diplomi di laura in Albania, altoatesini che comprano epo in Turchia. Il sud del mondo a parole è il diavolo nei fatti ha come clienti i tanto osannati nazionalisti angelici...voglia di vomitare di fronte a tanta ipocrisia "ariana".

Non riesco ancora a trovare in questo caso ne' l'uomo ne' la dimensione umana da salvare.

Cri ha detto...

Ero entrata per scrivere una cosa molto simile. Mi sconcerta sempre più constatare la fragilità di tanti giovani venticinque-trentacinquenni, incapaci di affrontare una qualunque prova della vita o, in subordine, i loro fantasmi, così manifestamente bloccati nella crescita da contesti familiari, sociali e culturali schizofrenici che da una parte, vampirizzando per laide fregole collettive la loro immagine oscenamente esibita e pompata, li incoraggiano a rimanere impaludati in un narcisismo adolescenziale perenne - che è anche disimpegno dal fare i conti col proprio vero sé e perciò annientamento di qualsiasi risorsa psichica e mentale atta a consentir loro un remoto barlume di speranza di poter progredire come individui, adulti, non irrisolti - e dall'altra li privano delle tutele e delle attenzioni "giuste" per consentir loro di aspirare ad occupare nel mondo uno spazio rispettoso della loro dignità. Non so, a me pare una tragedia epocale, aver bruciato così un'intera generazione.

Gap ha detto...

E' evidente che non giustifico il gesto. E comunque c'è una diversità da coloro, vedi ciclisti, che negano fino alla fine l'innegabile.
Ponevo l'accento sull'incapacità di chi era vicino al tizio di comprenderne i disagi, la difficoltà.
Sull'esposizione mediatica posso essere d'accordo, ma la possibilità di spiegarsi gli andava data, che poi abbia ottenuto l'effetto contrario è dovuto anche al sensazionalismo di certa stampa.
Così si corre il rischio di farne una vittima che verrà poi santificata come è successo a Pantani.
Non è che uno dei tanti esempi di autodistruzione che colpisce perché il personaggio è noto, ma quanti giovani hanno intrapreso la via dell'autodistruzione vicino a noi di cui non ci accorgiamo? Saremmo tanto duri nei loro confronti come lo siamo stati con questo o troveremmo "giustificazioni" sociologiche da due lire?

listener-mgneros ha detto...

quello che hai scritto non è "sbagliato" (nel senso che ha un senso profondo), quello che mi manca in tutta questa storia è la dimensione del vero "perdente", forse è una figura retorica e romantica, non so, ma esistono sconfitte e sono occasioni per rimettersi in pari con le persone vere e con la parte di noi stessi che non si illude sulla durata del potere acquisito, esiste anche il pianto ma se diventa solo una fontana a comando beh allora non si chiama più pianto non si chiama più dignità