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mercoledì 1 agosto 2012


02/08/1980
Sono entrata, sei entrato, siamo entrati. Tutti in una stazione.
Non volevamo entrare in un mistero.
Avevamo un biglietto in mano, un semplice biglietto in mano.
Di quelli di cartone, piccoli, quelli che prendevano umidità subito.
I nostri fatti privati stavano dentro di noi, nelle valigie, nelle borse. Nei sacchetti della spesa.
Prendevamo un locale, un diretto. Qualcuno un treno rapido
Ora non fa differenza. Nemmeno allora.
Un attimo dopo hanno mischiato le nostre carni, le nostre budella. Violenza, quella vera senza diritto di replica o difesa.
Poi violenza su violenza hanno sparpagliato e mischiato i nostri pensieri, senza sapere nulla dei nostri sogni.
Di noi hanno fatto spremuta di speculazione, dopo il macello, hanno giocato con ciò che restava. Senza fine.
Indagine, senza soluzione di giustizia.
Chi ha scelto di essere li, era da quelle parti per profonda quotidianità.
Chi ci ha ucciso lo ha fatto per abitudine all'impunità.
E se oggi non sapete cosa dire almeno non pontificate, non giocate.
Se non sapete cosa dire, non meritate il dono della parola.
Se non sapete ancora cosa pensare di tutto questo, il vostro cervello è morto, molto prima di noi.
Che il diavolo o il caso vi secchi la lingua ogni volta che sparpagliate i vostri inutili "mi dispiace".

Testo di Listener

3 commenti:

Cri ha detto...

Bellissimo.
"Chi ha scelto di essere lì, era da quelle parti per profonda quotidianità. Chi ha ucciso lo ha fatto per abitudine all'impunità"
Grazie a List per averlo scritto, grazie a Gap per averlo postato.
Lo condivido sul mio blog.

listener-mgneros ha detto...

Grazie Gap, nel grazie metto tutto ciò che ho di positivo, per il resto non sono bravo a commentare le cose che scrivo.

il Russo ha detto...

List è una persona stupenda, oggi come anni fa sono qui a confermarlo.