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sabato 28 luglio 2012

Sindaco, non voglio diventare un assassino

Egregio signor sindaco,
le scrivo perché una domanda mi turba e perseguita da tempo. Dopo un periodo di sopore, essa è tornata d'attualità poco dopo le sette di oggi sabato 28 luglio 2012, in pratica appena mi hanno fatto aprire gli occhi.
Di quali tremendissime colpe si sono macchiati i suoi concittadini di via Italo Belardi da dover essere svegliati con il rumore di un decespugliatore manovrato da un dipendente comunale? E se non è un dipendente è sicuramente operaio di ditta incaricata.
Di quale indelebile macchia sono portatori per doversi ridestare con l'impressione di essere seduti sul motore di un reattore quando l'operaio (vedi sopra) spara, letteralmente, l'aria sui marciapiede per convogliare i piccoli rifiuti verso la strada dove una mini spazzatrice li raccoglie facendoci rimpiangere scopa di saggina e carretto? Sicuramente più silenziosi e meno inquinanti.
Non basta che essi, gli abitanti di via Belardi, debbano sopportare, tutti i giorni domenica compresa, i clacson strombazzati da coloro che sono chiusi dalle automobili parcheggiate in doppia fila ma rigorosamente con le quattro frecce accese?
Non basta aprire il rubinetto dell'acqua e sacramentare tutti i sabati e le domeniche, per non parlare del giorno dell'Infiorata in cui si mura a secco?
Non è sufficiente dover subire fino a tardi le intemperanze dei clienti di diverse attività commerciali presenti sulla strada? E, sia chiaro, le colpe non sono dei gestori dei locali ma degli avventori privi di educazione e rispetto per gli altri. Quei clienti che se non arrivano con le ruote davanti al locale si sentono sminuiti e che quindi "parcheggiano" ovunque purché i passi da fare siano il meno possibile. E non mi riferisco nemmeno ai bambini che giocano, se non lo fanno ora quando lo dovrebbero fare?, ma a quei genitori incapaci di porre loro un freno dopo che il sole è abbondantemente calato, anzi si avvia verso la nuova vita ( il sorgere, per chi non lo avesse capito).
Se fossimo in America e se possedessi un fucile di precisione, uscirei sul balconcino e mi tramuterei in un emulo di Lee Harvey Oswald. Ma pagherebbe solo l'incolpevole operaio che, come al solito, è l'ultimo anello della catena. E sono sicuro che non mancherebbe chi si giustificherebbe dicendo: "Noi gli abbiamo detto di farlo, l'orario lo ha deciso lui", così tutti i salmi finirebbero in gloria.
Sempre se fossimo in America, con il mio bazooka mi divertirei a fare il tiro a segno sulle macchine in doppia fila, con predilezione per i Suv, così da rendere il traffico più scorrevole, l'aria meno inquinata e il mondo libero da un po' di persone che vedono nelle automobili il prolungamento del pene se uomini e l'aumento delle tette se donne.
Però non ho armi ma solo carta e penna e allora affido a lei, per carica e competenza, la soluzione di questi piccoli problemi.
Cordiali saluti

4 commenti:

Chiara Conti ha detto...

il suddetto operaio potrebbe cortesemente rifiutarsi di usare il decespugliatore e l'affare per le foglie la domenica mattina alle 5?altrimenti dovranno capire da quale piano provengono le pallottole.

Punzy ha detto...

ti dico la verità, caro amico; in questo momento in cui nel mio quartiere abbiamo la munnezza in putrescenza libera per le strade, un pò invidio il tuo sonno interrotto; Inutile dirti che , comunque, il sogno del bazooka è un sogno comune e ringrazio il cielo che, in itlaia, non si vendano armi..

il Russo ha detto...

Signor Gap, dopo questo suo scritto sarà attenzionato dalle forze dell'ordine dei Castelli come potenziale serial-killer, sappilo.

Cri ha detto...

Ma i saluti, pure cordiali glieli fai? :O