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martedì 17 luglio 2012

Parole: non è questione di genere ma di sostanza

Ieri il simpatico Premier che ci governa non ha trovato di meglio che scherzare sul genere di alcuni termini del mondo della finanza: "Tutte le parole chiave dell’economia sono di genere femminile: banca, moneta, liquidità, inflazione, lotta all’inflazione e soprattutto una parola cardine per una Banca centrale, indipendenza... Spread che cosa è? Maschile? Neutro? Certamente non femminile!". Ora non è per cercare il pelo nell'uovo, e sarebbe il caso di farlo perché loro stanno cercando il centesimo nelle nostre tasche, ma Monti si è dimenticato altri termini come speculazione, borsa, interessi, mutuo e altro ancora, in un miscuglio di generi che non cambia la sostanza. Per il popolo, la gente, sono tutti termini negativi, indicano tutti, maschili o femminili, crisi, perdita del lavoro, disoccupazione, cassa integrazione, tagli, rincari e in alcuni casi anche molto peggio. Quindi, caro Premier, capisco l'esigenza, il bisogno di una battuta per sdrammatizzare ma non si lasci andare troppo perché a voler essere pignoli ha dimenticato un soggetto fondamentale di tutte le analisi: il mercato. Quella cosa così presente ma impalpabile, mirabilmente descritta da Michele Serra qualche giorno fa, e che lei dovrebbe conoscere bene. Quel mercato a cui, ultima trovata del suo governo se le indiscrezioni sono valide, si dovrebbero sacrificare alcune festività per far salire il PIL di un punto. Però, come in occasione della ventilata riduzione delle ferie sempre per lo stesso motivo, mi chiedo con ingenuità sconcertante, è cambiato qualcosa nel panorama mondiale? Il mercato tira? Operai e impiegati hanno avuto degli aumenti che permettano loro di rinnovare il parco macchine, i mobili e andare finanche in vacanza? Ma ai suoi ministri, a lei, agli industriali nostrani non passa per la testa che se non si aprono attività produttive invece di chiuderle non si produrrà e venderà un bel nulla? Qualcuno ha capito che se non si rischia qualcosa per aumentare salari e stipendi invece di depredarli non si smuoverà niente e produrre non servirà ad altro che a riempire magazzini di materiale invenduto perché gli altri non è che stiano molto meglio di noi?
Invece di aumentare il Pil sulla carta aumentiamo le buste paga e creiamo posti di lavoro e poi vedrete che qualcosa si muoverà.

3 commenti:

Ernest ha detto...

Si è dimenticato parecchie cose il signor Monti... ha scordato la parola taglio come quelli che stanno facendo nella sanità, che vuol dire zero dico zero soldi per i disabili da lasciare a casa e non seguire più per la riabilitazione, si è dimenticato niente trasporti per chi non può camminare, si è dimenticato niente posti letto negli ospedali che vogliono dire morte, si è dimenticato esubero che vuol dire ore e ore al pronto soccorso senza neanche essere guardato, si è dimenticato fame e paura che la gente a negli occhi, paura del futuro paura di una crisi che pagano le stesse persone alle quali viene raccontato che non ci sono i soldi mentre i dottoroni e i dirigenti si portano a casa migliaia di euro...
Vada a ridere nella sua seconda terza quarta casa e ci lasci perdere, si porti anche Bersani e company che non riesce a dire niente e quando dice qualcosa c'è da tremare.
Perché noi chiediamo solo di vivere
un saluto Gap

Sandra M. ha detto...

Un gran furbacchione...

Cri ha detto...

E' sempre questione di sostanza, nelle parole. E chiunque scinda la sostanza dal genere o dalla forma, nel linguaggio, sta compiendo un atto equivoco e disonesto :)