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giovedì 26 luglio 2012

La strage di Bologna, Gelli e Fioravanti

La Grecia caccia dalla squadra olimpica la saltatrice in alto Voula Papachristou perché ha twittato una battuta poco rispettosa verso gli immigrati. Nonostante tutte le scuse accampate è fuori dalla rappresentativa anche perché qualcuno è andato a farle le pulci e ha trovato cinguettii ripresi da Alba Dorata, partito di estrema destra greco. Ineccepibile. In pieno spirito olimpico. Immaginate una cosa del genere in Italia.
Cazzo, si potrebbe dire, ma perché tutto deve essere sempre riportato all'Italia? Ma è facile, benedetto iddio, basta tenersi informati, non conta dove e come, basta farlo. Due signori(?), o meglio, due loschi figuri hanno rilasciato dichiarazioni a dir poco sconvolgenti sulla strage del due agosto 1980 alla stazione di Bologna il cui bilancio fu di 85 morti e 200 feriti. Ma non le hanno rilasciate in questi giorni, in queste ore ma nel lontano 2010 in interviste destinate ad un docu-film che dovrebbe uscire ora (o perlomeno così si legge). Mi chiedo perché tenere in caldo, o ibernate, queste interviste per due anni, le esigenze del marketing hanno priorità sul rispetto dovuto alle vittime? Così va il mondo.
E così ci ritroviamo a parlare di nuovo del quasi centenario Licio Gelli che non perde occasione per conquistare spazio sui media. Per questo "grande vecchio" della destra e dell'eversione la strage non sarebbe altro che colpa di un mozzicone di sigaretta. Sarebbe da ridire se non stessimo parlando di una strage, di morti e feriti che non avranno mai abbastanza giustizia in questo Paese.
E che dire delle offese di uno dei condannati per la strage, Giusva Fioravanti, verso il Presidente dell'Associazione delle vittime, Paolo Bolognesi? Per lui non avrebbe diritto di parlare perché politicizzato e, per di più, nella strage ha perso solo la suocera. Sapevamo che Fioravanti ce l'aveva con i comunisti, ma non sapevamo ancora che aveva e ha dei conti da risolvere anche con la categoria delle suocere. Anni fa, 2008?, ci furono polemiche perché il suddetto riceveva fondi dal comune di Roma per l'associazione di volontariato di cui faceva parte. Molti, giustamente, affermavano che anche lui avesse il diritto di rifarsi una vita dopo aver pagato, mai abbastanza, il debito con la società. Alla luce di queste dichiarazioni verrebbe da rimangiarsi anche quelle prese di posizione.

Era il due agosto di tanti anni fa. Ero al lavoro e mi trovavo dentro la stanza delle telescriventi del giornale.
Un dindindindidin ripetuto mi annunciava un lancio urgente dell'Ansa. C'era stata una esplosione alla Stazione di Bologna. Il resto è storia ancora ignota. Meno i morti.

5 commenti:

il Russo ha detto...

Si, di norma una persona che ha sbagliato 30 anni fa oggi è sicuramente una persona diversa, quindi è giusto che abbia un'altra possibilità.
Fioravanti ha dimostrato di non esserlo, quindi per lui nessuna pietà.

Cri ha detto...

Non riesco più a commentare. Però condivido. Grazie, Gap.

il monticiano ha detto...

Che coppia di emeriti stronzi e vermi!

Gianna Bonacorsi ha detto...

Sdegno totale verso due persone che sono state partorite da quella zona grigia di organizzazioni neo e parafasciste che hanno violentato la democrazia e solidarietà a Paolo Bolognesi e a tutti i parenti delle vittime della strage della stazione di Bologna. Il 2 agosto si terrà la commemorazione annuale della strage, perchè Fioravanti e Gelli non vanno a spiegare ai bolognesi la loro versione dei fatti?

Ernest ha detto...

è come prendere inesorabilmente ogni anno, ogni mese, ogni giorno delle bastonate sulla testa che fanno andare sempre più giù