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sabato 14 luglio 2012

Hane Urismha va in vacanza

Hane è un finlandese italiano, nel senso che ha ha vissuto talmente tanto in Italia che di finlandese gli è rimasto solo il nome, per modo di dire. Parla benissimo l'italico idioma seppure con un accento romano. A differenza dei veri finlandesi non è biondo e nemmeno ha gli occhi azzurri. Ma tutto ciò non è importante, anzi, serve solo a confondere le idee, se mai nel post ce ne fossero. Insomma, Hane Urismha, approfittando di un invito parte per le vacanze e va sulla costiera amalfitana, nella parte dei poveri, sia chiaro, mica Amalfi, Positano, no, un po' più in là. Sceglie la strada in base alle previsioni del traffico e con precisione degna di Furio (vedasi Verdone) arriva a destinazione. Appena giunto nel ridente paese marino trova una macchina ferma (senza freccia alcuna, nemmeno le quattro lampeggianti che segnalano un parcheggio improvvisato)  sulla propria corsia di marcia della non già troppo larga strada costiera. Da buon automobilista, avendo visto la canuta testa del guidatore, mette la freccia e sorpassa l'automobile non momentaneamente ferma ma tranquillamente parcheggiata in doppia fila. E parte il primo accidente con conseguente sguardo inceneritore che non sortisce effetto alcuno, anni e anni d'allenamento hanno reso l'autoctono immune agli strali. Ma Hane è in vacanza e non si può far rovinare la settimanella da un piccolo contrattempo a cui è abituato abitando a Roma. E nemmeno vuol cadere vittima dei luoghi comuni e pregiudizi sugli abitanti di quella bella regione che è la Campania. L'italico finlandese-romano incontra l'amico, parcheggia la macchina nel garage messo a disposizione, che per motivi troppo lunghi da spiegare rimane sempre aperto, e va al mare. Che bello, anche lo stabilimento con tanto di ombrellone e sdraio. 'Na roba da ricchi!!! La vacanza va bene, il sole è caldo, la temperatura pure, si mangia, si beve, si chiacchiera, va tutto bene.
E allora perché scrivi 'sto ..... di post? Come siete frettolosi, vi ho lasciato in pace per una settimana, datemi la possibilità di dilungarmi, lo potrei fare con tutto l'alfabeto, partendo da Alfano che piange come la Madonna di Civitavecchia passando per la L di lutto per finire con Zorro, ma non lo faccio perché mi sento buono, però non provocate.
Hane Urismha sta proprio bene, direi come un pascià, visto che questa è stata terra di conquista per i Saraceni. Come un novello conquistatore gira per il paese, guarda, osserva e scruta guidato e annoiato da colui che lo ospita che mai tace. E allora scopre che il cinquanta per cento di coloro che vanno in moto non portano il casco e che i vigili fanno finta di non vedere; che, questa su istigazione dell'amico, la raccolta differenziata dei rifiuti si fa con i ritmi e i contenitori dell'inverno quando al paese ci sono 6.000 abitanti scarsi e invece in estate sono molti di più. Forse prevedevano, per la crisi, che nessuno sarebbe andato in vacanza, nemmeno i possessori delle case al mare, lungimiranza o insipienza? Ma, nonostante questo, Hane Urismha non demorde e tiene duro: "La vacanza non me la rovina nessuno" e si mette d'impegno per passare sopra tutte le piccole cose che possono capitare. Infatti non gliene capita nessuna a parte decidere, per un giorno, di andare a fare colazione in un bar. A un romano non si può togliere per troppo tempo "cappuccino e cornetto". Peccato che il cappuccino costi "solo" 1,50€. "Ma domani non mi fregano, qui non mi ci vedono più", infatti il giorno dopo, tanto per vedere se la barista si fosse sbagliata, a mezza mattina risale dalla spiaggia, dopo essersi districato da ombrelloni e lettini e sdraio così fitti da sembrare di essere sul 64 a Roma, e si reca, tutto fiducioso il povero Hane, al bar vicino, quasi contiguo, a quello del giorno prima. Ma, furbo lui, butta un occhio al listino prezzi. Per riprendersi l'occhio ha dovuto fare uno sforzo enorme, il cappuccino costava 1.80. Rinfrancato ha pensato: "Per fortuna che non sono andato ad Amalfi!".
Però, fermo nel suo proposito, Hane Urismha non si farà rovinare la vacanza. Purtroppo il pomeriggio, e poi la mattina del giorno dopo, in mare iniziano ad apparire delle strane cose galleggianti. Sembrano fazzolettini, lattine, bolle sospette. Tutti hanno pensato ad una installazione artistica, una forma di arte per attirare i turisti, infatti i bagnanti sono rimasti tranquillamente in mare. Solo i più maligni, che non mancano mai, hanno pensato: "ma questa è monnezza!" e, i maligni sono anche rompi coglioni, hanno anche fatto qualche lieve rimostranza a chi lavora per lo stabilimento. E tenti di spiegargli che avendo messo le barriere a delimitare lo spazio del lungomare destinato agli stabilimenti in modo che si abbia l'impressione di essere in una enorme piscina e che oltre ci sono solo le barche, più o meno grandi, ormeggiate quei rifiuti non possono essere portati dalle correnti ma scaricate dalle barche stesse. "Vabbuò va, deve aver pensato il padrone dello stabilimento, jamme a fa capì a 'sti cittadini come funzionano le cose". Tradotto, "Ma che ne sapete voi delle correnti, questa è roba che arriva da Vietri sul mare, dai servi che di notte buttano l'immondizia in mare invece di salire ai bidoni sulla strada. Domani, se mi gira, mi faccio una nuotata e apro le barriere almeno così le correnti come l'hanno portata, l'immondizia, se la riportano. E poi non è vero che l'acqua è inquinata.  Chiude in bellezza il proprietario dello stabilimento:  "Quando ci stavano Hitler e Mussolini le cose andavano meglio, a chi si comportava male gli tagliavano la testa".  O gli salti alla gola e lo mordi oppure, visto che il giorno dopo te ne vai, lasci perdere. Hane Urismha lascia perdere e l'amico si va a comperare le sigarette.
Ma poi, cosa cosa cosa? E chi ha parlato di acqua inquinata? Hane no, l'amico no e allora siamo di fronte all'excusatio non petita ecc? E' sera, si va all'ultima cena e si passeggia per il lungo mare e guarda qui, guarda lì si scopre che nei pochi spazi di spiaggia libera, paragonabili a dei box per i neonati, ci sono i cartelli di divieto di balneazione, ma valgono solo per le spiagge libere. L'acqua degli stabilimenti miracolosamente, forse la Madonna di Pompei, non è inquinata. E' quasi mezzanotte, si torna a casa e il cartello di divieto è ancora lì. Ed è subito giorno. Si parte, le vacanze di Hane Urismha sono finite. Dopo mezz'ora arriva un messaggio: "Hai presente il cartello di ieri sera? Non c'è più".
Certo, è dura vivere in questo modo, impegnarsi giorno dopo giorno per dimostrare e tenere vivo il folclore dei campani. Loro vorrebbero essere diversi, tipo non buttare i rifiuti sui tornanti che portano al valico di Chiunzi, ma non lo possono fare, devono mantenere alta la tradizione e i pregiudizi verso il sud.

3 commenti:

Punzy ha detto...

esatto, sennò poi come facciamo a farci schifare dal resto dell'Italia????

Ernest ha detto...

ma ora Egli ridiscenderà in campo i risistemerà tutto

il Russo ha detto...

E peccato che il filandese si sia fermato pochi giorni, il cahier de doleance nel frattempo si è allungato assai...