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lunedì 23 luglio 2012

Cosa è mai diventata la sinistra in Italia?

Suona un po' anacronistico, molto velleitario e abbastanza inutile, visti i tempi, parlare della sinistra, ma poi cos'è la sinistra e cos'è la sinistra in Italia? Nel lontano luglio del 2008, alla notizia della nascita dell'ennesimo schieramento che si rifà alle idee di Carlo Marx, parlavo di scissione dell'atomo e invocavo la cooptazione di Carlo Rubbia come esperto dell'argomento. Non saprei se la scienziata Fabiola Gianotti con le sue conoscenze del bosone di Higgs possa essere utile, se lo fosse coopterei anche lei.

Fatto sta che la situazione, dopo anni, non è cambiata in meglio ma, se possibile, degrada sempre più verso il nulla di Ende. Una nebbia che tutto avvolge e al cui interno si nascondono le eventuali idee per riportare a nuova vita un'idea antica ma ancora valida. Perlomeno per me. E i tempi sarebbero propizi, la crisi del capitalismo, dei mercati, delle borse (anche quelle della spesa) sembrano un invito all'unione e all'azione.

"La fase attuale della lotta di classe in Italia è la fase che precede: o la conquista del potere politico da parte del proletariato rivoluzionario per il passaggio a nuovi modi di produzione e di distribuzione che permettano la ripresa della produttività; o una tremenda reazione da parte della classe proprietaria e della casta governativa", per il momento, della frase di Gramsci, vediamo realizzarsi solo la seconda parte, la vendetta della classe proprietaria, spalleggiata da una classe politica - anche a sinistra- incapace, verso le conquiste fatte dal mondo operaio con grande sacrificio e costi anche in termini di vite umane. Ciò che non si vede è la reazione del proletariato, non dico rivoluzionario ma almeno progressista.

Stabilito che il Pd non è di sinistra ma al massimo progressista (all'acqua di rose), dove cercare una sinistra capace di coagulare i mille rivoli eredi del Partito Comunista? Dove cercare una sinistra capace di elaborare un progetto benché minimo di riscatto sociale e politico in grado di contrastare la deriva economica del nostro Paese? A mio modesto parere, di uomo della strada senza alcuna qualifica che mi autorizzi ad addentrarmi in certi argomenti, ancora ci troviamo nella situazione descritta da Edgar Morin in una intervista a l'Unità del 6 marzo 2009, "La verità è che il pensiero di sinistra è completamente vuoto. E in campo restano solo le ambizioni personali, i personalismi".

Ambizioni personali e personalismi che portano a perseverare nell'errore antico del frazionismo, dell'irrisione del nemico, nel pensare e comportarsi come se si avesse sempre ragione (anche e specialmente con i compagni di viaggio), dell'accontentarsi di essere "Capitano della mia zattera che mozzo sul ponte di Achab" (questa l'ho rubata e riveduta) senza calcolare che nella composizione di un equipaggio contano tutti per quello che sanno e possono dare. Come fare invece con una sinistra dove tutti sono capitani, o meglio, ammiragli, e non ci sono più marinai semplici o poveri mozzi? Come ricomporre l'universo comunista dopo che nella corsa alla demonizzazione del comunismo hanno partecipato tutti, chi come fuggitivo, chi come gregario, chi come spettatore e chi come attore principale?

E abbiamo dato, allora, il destro per uccidere il movimento anche a coloro che, tra gli avversari, pensavano che eravamo talmente forti che non ci avrebbero sconfitto. Insomma ci ritroviamo una pletora di partiti, partitini, associazioni, centro studi e altre fantasiose denominazioni che sinceramente non ci si raccapezza più, ma cosa più importante è che non si sa quali idee li uniscono e quali li dividono. Ci ritroviamo con tanti capitani impegnati a discettare su quale rotta sia migliore, su chi dovrebbe governare la nave e che non si preoccupano di fare spazio a chi dovrebbe viaggiare sul bastimento. Un traghetto, che altro, che ondeggia nei marosi, sballottato a destra e manca, che ogni tanto perde qualcuno tra le onde. Ma mentre i capitani litigano sulla rotta, gli altrettanto troppi nostromi, sono lì che si accapigliano per reggere il timone con il risultato che la vecchia rotta si è persa e nessuno sa indicare la nuova, una nave alla deriva preda dei marosi.

Nello stesso tempo un altro spezzone di quel grande e bel transatlantico si è trasformato in una nave piena di profughi provenienti da diversi partiti che naviga nella politica italiana in cerca anch'esso di una rotta e di un porto da raggiungere, che cambia nocchiero quando è in alto mare in mezzo ad una tempesta senza avere il polso fermo per reggere dritta la barra del timone. Intanto i passeggeri, tutti, vomitano dai parapetti dei ponti e dagli oblò delle cabine, il mare è un mare di vomito nauseabondo. I viaggiatori sono come gli elettori italiani.

Sperano, sperano ancora che si intraveda un porto dove rifugiarsi, o un posto dove scendere per arare i campi, dove seminare in attesa di raccogliere. Perché questa tempesta dovrà pur finire, e allora riprenderemo il cammino verso un mondo migliore. E allora gli elettori, perché di questo in fondo si tratta, andranno a votare senza pensare al voto utile, senza turarsi il naso, si recheranno alle urne convinti che stanno per fare la cosa giusta. Votare per cambiare il paese, votare perché non si cambi la Costituzione che non è una coperta da tirare secondo chi ha più o meno freddo ma è una coperta che deve servire per tutti. Ma quali possibilità di scelta ci restano nel mare magnum della sinistra e della politica italiana?

Se avessi una risposta non sarei stato davanti a questo schermo, le possibilità in fondo sono solo due: votare per stare in pace con la tua etica morale ma non con quella politica, ovvero tutto l'inverso. L'ipotesi del non voto non è presa in considerazione.

Se sei arrivato fin qui, ti faccio i miei più sinceri complimenti, hai visto un filo logico in ciò che ho scritto quando pensavo di averlo smarrito. Purtroppo non hai vinto nulla. Voglio solo sperare che quando si andrà a votare, tutti le vogliono ma nessuno (a parole) le invoca, se pensi di non andarci, tu abbia cambiato idea, perché ognuno di noi dovrà sentirsi responsabile del futuro del suo vicino. Perché, come diceva De Andrè, anche se vi credete assolti siamo tutti coinvolti.

4 commenti:

il Russo ha detto...

No, io non mi tirerò indietro come mai ho fatto.
No, nonostante tutto cercherò di essere costruttivo, mi sta bene ribaltare il tavolo quando si ha 18 anni, farlo dopo i 30 è solo una forma di infantilismo applicata alla democrazia.
No, non ho grandi speranze perché la vedo male, come te, e anche se non ho vinto premi in fondo al tuo post ci sono arrivato.
Si, nonostante tutto ho ancora la forza e la voglia di non rassegnarmi a questi nani che si credono giganti.

Rouge ha detto...

Per come la vedo io la sinistra in Italia è morta e sepolta. Quella scissione dell'atomo di cui parli è un fatto irreversibile e non vedo in giro chi potrebbe fare da aggregatore, per cui stop, fine dei giochi.
Direi di più, è morto pure il proletariato, ma questa è altro capitolo della stessa storia.
Per quel che mi riguarda al contrario del Russo mi tirerò indietro. Votare per uno qualunque dei capitani senza vascello (e pure senza mare) è tempo perso. Votare altri che fanno man bassa in quello che sarebbe l'elettorato di sinistra (M5S, PD -mio dio, il PD, ancora c'è gente che lo definisce sinistra!!) non mi attrae. Per cui per me giochi chiusi e pensateci voi: per la prima volta nella vita penso proprio che non voterò nessuno.

listener-mgneros ha detto...

Sono arrivato fino in fondo al tuo post e senza problemi.risponderti invece mi costerebbe fatica, finirei per dilungarmi sul vuoto culturale che purtroppo la fine del pci ha lasciato, in qualche modo anche per "colpa sua". In questo caso non riesco a sintetizzare facilmente. Quanto a votare non faccio oggi una dichiarazione ne' pro ne' contro, non ho una verità in tasca, deciderò quando,se, inizierà la campagna elettorale.

giovanni zandoli ha detto...

Io sono arrivato in fondo, sinceramente speravo in un premio, almeno la nuova sigla,come mi piacerebbe,rivedere PCI.Ma questo nome se lo sono rubato,chi ha voluto cambiare nome e politica.Allora si saprei a chi dare il voto!Andro' ancora a votare possibilmente, scrindo"W il PCI" cosi sara' annullata e non lo prende nessuno il mio voto.Saluti dalla Polnia,Giovanni