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venerdì 29 giugno 2012

Per un'analisi socio-politica di Italia-Germania (un perenne 4-3)

Riemergo dal mio torpore estivo per scrivere questo fondamentale post che lascerà il segno nella storia.
Quattro cazzatelle scritte da un blogger annoiato e dedito, come ogni anno d'estate, a leggere più libri del solito.
Questi non sono stati Campionati Europei di calcio, ma una sorta di Germania contro tutti. Se andate a vedere tutti i paesi partecipanti hanno un, per quanto piccolo, motivo di risentimento verso il Quarto Reich, (ops, Germania) e tutte le nazioni quando incontrano la Germania caricano di un diverso significato quella che dovrebbe essere solo una partita di calcio. Quelli con qualche anno sulle spalle non possono aver dimenticato i servizi in bianco e nero della Rai che immancabilmente ci venivano ammanniti prima dell'evento. Un panorama geografico dell'Italia nei volti e nelle voci dei nostri connazionali in Germania per lavoro. Veneti, siciliani, sardi, calabresi, insomma gli italiani. "Speriamo che vinca l'Italia cosi alla Wolksvagen (o altra fabbrica tedesca) per una settimana sarò io a prendere in giro loro". Il calcio come riscatto sociale, il calcio come mezzo di rivalsa verso il potente. E non parlo solo del tempo dei magliari (vedere film omonimo di Francesco Rosi) e nemmeno di quelli dell'Azteca, parlo dei nostri giorni.
Chi non ha visto nelle sfide con i tedeschi un paradigma della situazione che ci portiamo dietro ormai da anni? Chi non ha tifato Grecia in una moderna edizione di Davide contro Golia e ha gioito all'illusorio gol degli ellenici? Chi non ha pensato che comunque vada la finale chi vincerà sarà un paese in crisi? Chi ieri, anche solo con il pensiero, non ha mandato a quel paese la Merkel?
Siamo fatti così, tutti e non solo gli italiani, ci accontentiamo di poco ed evadiamo per due ore dai problemi però senza dimenticarli, ci ri-scopriamo perenni Ct inascoltati e fini intenditori di calcio da poltrona. Ed esultiamo in maniera più o meno lecita.
Perché un capitolo a parte meritano i cosiddetti caroselli che sfociano quasi sempre in danneggiamenti, risse, accoltellamenti e con le forze dell'ordine che si vedono poco e lasciano il campo libero a chi grufola in questa rolla (mangiatoia per maiali) che è il tifo fuori controllo. Per non parlare del tifoso triste y solitario che dopo ore che tutto è finito passa strombazzando sotto casa.
Potrei allungare il brodo con il vertice, lo spread, la Bce e Berlusconi, che ci sta sempre bene, oppure con le rimostranze di Buffon e i gol mancati di Marchisio, ma va bene così, almeno per oggi.

5 commenti:

il Russo ha detto...

A te manco il caldo t'ammazza, altroché la Merkel...

il monticiano ha detto...

...e je poteva anna' anche peggio.
Adesso però c'avemo da pensa' a le cose più serie e vede' che esce fora da Bruxelles.

listener-mgneros ha detto...

Soriano...

silvano ha detto...

E quello si comprò il milan. Chiamalo stupido.

Cri ha detto...

Il tifoso triste, solitario y final è davvero un'immagine da antologia :D