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sabato 7 aprile 2012

La Pasqua, la Grecia e noi

L'Unicef, il Comitato greco, ci dice che nel paese ellenico i bambini poveri sono ormai 439.000, talmente poveri che vivono al disotto della soglia di povertà. L'Unicef non ci dice però quanti genitori sono al di sotto della soglia, con un rapido calcolo dovrebbero essere circa 878.000 genitori facendoli tutti vivi. E nemmeno ci parla, l'Unicef greca, se questi miseri e miserabili bambini hanno fratelli o sorelle più grandi che vivono anche loro al disotto della soglia. Ma quanto è grande 'sta soglia per accogliere tutti 'sti diseredati? L'Unicef ci ricorda anche che questi 439.000 bambini sono il 20,1 percento dei pargoli eredi di tanta storia e tanta gloria. Nel contempo le stime governative dicono che il 21% dei greci è in stato di povertà, le stime ufficiose parlano di un 25%. Questi poveri greci vivono con meno di 470€ al mese. Per lungo tempo, e ancora ci viene paventata la possibilità, si è detto che noi italiani siamo su quella strada e che quindi dobbiamo fare sacrifici, e pure fare pippa come si dice a Roma. Ma anche non avendo subito i tagli fatti agli stipendi e salari e pensione greche non mi sembra che in Italia la situazione sia molto migliore.
Il Passero governativo ci ha spiegato che con l'austerity non si cresce e sembra se ne sia accorta anche Christine Lagarde.  Noi italiani ce ne eravamo accorti da soli e da tempo. Se me lo chiedono posso mandare loro i link a vecchi post dove esponevo il mio banale e semplicistico pensiero. Allora se è vero che l'austerity non crea sviluppo, posti di lavoro e circolazione di beni e soldi, perché vessare i greci e tutti gli altri europei con misure  mortificanti? Perché dare soldi alle banche quasi senza interessi invece di darli a chi ne ha bisogno e che li farebbe girare rimettendo in moto la macchina della domanda e dell'offerta? Non sono un economista, si capisce da ciò che scrivo, ma ancora nessuno, tra gli economisti, mi ha dato una risposta chiara, giustificativa ed esaustiva. E' Pasqua e da ateo convinto non me ne può fregare di meno. Domani mangerò la pizza al formaggio, il salame, l'agnello (abbacchio) al forno con le patate, e non chiedo scusa alle amiche e agli amici vegetariani, si tratta solo di scelte diverse come se ne fanno tante, la pastiera e la lasagna. E non mi sentirò in colpa verso nessuno ma un augurio lo voglio fare, da ateo. Che sia una Pasqua per tutti, una resurrezione, che tutti possiamo risalire la china in cui ci hanno precipitato gli altri che questi problemi nemmeno si pongono.

6 commenti:

il monticiano ha detto...

Amen.
Che il tuo augurio valga per i nostri figli e per i loro figli.

Cri ha detto...

Io ho mangiato carne anche di venerdì santo, per cui.
Che sia una Pasqua, sì, una rinascita. Mi piglio con forza il tuo augurio, e con altrettanta intensità lo contraccambio a te, Luz, figlie, e pure ad Aldo, qui sopra.

Marte ha detto...

L'amica vegetariana siederebbe ben più che volentieri alla vostra tavola.
Un abbraccio.

Martina ha detto...

Beh non mangio carne ma già lo sai. saimo comunque atei entrambi ed anche a me non me ne potrebbe fregar di meno. Ed entrambi ci rattristiamo in modo inscrivibile a quelle cifre. coincidenza, anch'io ho scritto una cosa sulle cifre. Perché nell'opulenza delle feste comandate, queste cifre vengono in mente, vero? Ed un'enorme tristezza per tutte le vittime del liberismo sfrenato. Ma sì. Chiamamolo capitalismo, alla vecchia maniera.
Un forte a abbraccio a tutti voi.

stefanover ha detto...

ho saputo.
ho saputo della Grecia.
siamo li.

e non capisco i suicidi, perchè invece non "investono"... nel vero senso della parola, non fraintendermi!

:-)

stefanover ha detto...

riguardo al mangiar carne, ci ho rinunciato da un pezzo... ma mica per la religione (??)... ma per etica e giustizia... e poi diciamocelo : a chi piacciono i cadaveri ??