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domenica 15 aprile 2012

In Palestina non ci sono aeroporti

Israele, lo Stato, una ne fa e cento ne pensa. Quando si pensa che si sia toccato l'apice, riesce sempre a stupirci con nuove trovate che servirebbero a proteggere i suoi confini, e le sue malefatte. Non contenti di aver rinchiuso, depredato, affamato un popolo, vorrebbero che nemmeno se ne parlasse e che si prendesse posizione in questa lunga e assurda guerra che non vede fine.
Un anno fa, in Palestina, fu ucciso Vittorio Arrigoni, considerato un pericolo per l'integrità dello Stato di Israele. Fu ucciso a Gaza, e a Gaza si sarebbero dovuti riunire per onorarne la memoria volontari e pacifisti. Per andare in Palestina bisogna passare per Israele, perché la Palestina non ha, oltre a tante cose cannibalizzate da Israele, un aeroporto. Quindi lo Stato di Israele ha la facoltà di decidere chi può andare in Palestina. Lo Stato di Israele quindi stabilisce chi, perché e per cosa si può entrare in Palestina. A maggior ragione, in questi giorni, lo Stato di Israele ha deciso di bloccare gli ingressi. Figurarsi se possono atterrare a Tel Aviv persone che vanno ad onorare la memoria di Vittorio Arrigoni, nemico di Israele, amico della Palestina, arrestato, mitragliato dagli israeliani ed ucciso dai palestinesi. Ditemi voi se è normale.
Dicevamo, Israele pone e dispone, e per evitare di vedersi lo scalo di Tel Aviv invaso di pacifisti provenienti da tutto il mondo, ha chiesto aiuto alle compagnie aeree di non imbarcare determinate persone sui voli diretti in Israele. Ha fornito alle compagnie le liste di passeggeri, potenza del Mossad, e quest'ultime hanno obbedito. Anche quelle che di solito vengono chiamate compagnie di bandiera. Sul perché lo hanno fatto ci si potrebbe sbizzarrire con le ipotesi.
C'è altro da dire? Sì
Vittorio Arrigoni è vivo finché ci sarà chi lo ricorderà e la Palestina sarà prima o poi libera.

5 commenti:

Cri ha detto...

No, non è normale. Ma ormai non c'è più molto, purtroppo, che possiamo evitare di immaginarci.

Ernest ha detto...

non ci sono parole, quello che ha fatto e sta facendo Israele è vergognoso.
Si Vittorio rimarrà sempre vivo!

Marte ha detto...

Le lettere inviate agli attivisti avevano un qualcosa di quasi comico. Tipo: caro attivista, noi siamo tanto buoni e democratici, perchè non vai a manifestare in Siria?

Mancava solo un "grazie per la collaborazione".

Nessun dubbio sulla Democrazia dello stato d'Istraele, vi pare?

listener-mgneros ha detto...

il delirio del potere non ha mai fine...non so se credere che la Palestina riuscirà ad essere uno stato come è nei suoi diritti...ora come ora mi sembra così complicato credere in cose giuste e vederle diventare realtà.

Martina ha detto...

Leggendo le notizie relative a questo caos, negli ultimi due o tre giorni, sono rimasta sbigottita. Non per l'atteggiamento di Israele, sinceramente mi sarei meravigliata del contrario, ma per l'assenza di reazioni ufficiali a questo divieto.
E' questa la mancanza più grande. E tutt'ora mi lascia sbigottita.