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lunedì 24 ottobre 2011

Riflessioni di morte

Due morti eccellenti. Due morti violente. Eppure in centinaia di migliaia di persone hanno visto e condiviso la violenza delle immagini di Gheddafi e di Simoncelli. Due episodi diversi per significato, svolgimento e traccia che lasceranno nella storia, piccola o grande che sia.
Antonello da Messina
Pietà
Ecco, siamo diventati tutti dei guardoni. Non ci basta più la finzione cinematografica della morte violenta. Ci occorre quella vera, in diretta. Più violenta, più scioccante è, più si guarda, si gusta quasi, in un perverso gioco di emozioni malate.
Anni fa vennero trasmessi in tv gli ultimi istanti di vita di Ceaucescu e sua moglie prima, durante e dopo la fucilazione. Si sviluppò un dibattito sul caso e sul perché fossero state trasmesse certe immagini in tv. Ora nemmeno ci si bada più. Iniziò tutto con Vermicino. La prima tragedia italiana trasmessa per la prima volta in diretta fatta eccezione per i morti "da" sport. Personalmente ricordo Lorenzo Bandini a Montecarlo e Renzo Pasolini, Jarco Saarinen e altri tre motociclisti.
Ricordo anche che quando ero piccolo, insieme ai tanti cuginetti, venimmo messi a dormire, tutti nello stesso letto, nella casa dei nonni. Si attendeva che Nonno spirasse e non volevano che noi piccoli lo vedessimo. Caso volle che un gioco di specchi mi permise di vedere la morte in diretta, e non l'ho più dimenticata. I bambini di ora che rapporto avranno con la morte che ormai è ridotta ad uno spettacolo televisivo giornaliero?

P.S. I primi cinque video sull'incidente di Sepang sono stati visti, alle 19.30 del 24 ottobre, 1.926.840 volte. A questo aggiungete tutte le volte che le televisioni di tutto il mondo lo hanno tramesso e i milioni di foto che circolano.

10 commenti:

Rouge ha detto...

E' solo questione di mezzi tecnici. Duecento anni fa si esponevano i malviventi uccisi nella pubblica piazza, e li si lasciava per giorni. Poi, con la fotografia, si prese la simpatica abitudine di immortalarli (termine proprio adatto, questo) per rivenderne le foto. In America era pratica usuale, le trovavi dal droghiere, ma pure in Italia non si scherzava (quante foto di briganti morti circolano?). Oggi ci sono i video, molto più comodo. Quindi penso che non sia cambiato nulla: la curiosità di fronte a certe cose è la stessa ed è più che naturale nell'uomo. Mostrarle o meno ai bambini rimane compito dei genitori, come sempre.

Zio Scriba ha detto...

Sono contento di NON aver visto i filmati di nessuna delle due morti (anche se non mi crederà nessuno, perché oggi guardonismo e teledipendenza sembrano essere obbligatori). Il motociclista, poi, l'ho sentito nominare per la prima volta ieri. Non sapevo neanche chi fosse. Uno dei pochi casi in cui si può, (credo), ancora dire Beata Ignoranza.

Cri ha detto...

Da una parte secondo me Rouge ha ragione. Siamo peraltro tutti culturalmente derivanti da una religione di simbologia e ritualità estremamente cruenta, che incoraggia menti sovraeccitate ad indulgere nell'insistito amore per il macabro (vedi film come The passion di Gibson) ai limiti della perversione. Forse c'è anche un bisogno di esorcizzare l'angoscia legata al sangue ed alla morte.
D'altra parte però sono particolarmente disgustata dal proliferare, ieri ed oggi, di anime belle sul web in gramaglie per la morte di un ragazzo che sapeva di giocarsela ogni volta, e sicuramente l'aveva anche messa in conto, pur se questo non toglie nulla all'umano senso di pietà che si prova nella circostanza. Ma l'esibito cordoglio di quanti ieri hanno cambiato la foto profilo con quella di Simoncelli, hanno postato il video dell'incidente, e chissà quante volte se lo saranno rivisto, e hanno pronunciato condoglianze a mamme e papà e fidanzate e sorelline, come se la privata vicenda di un ragazzo morto li riguardasse in prima persona, ha qualcosa di pornografico ed osceno, per me.
Ed è estremamente diverso, a mio parere, guardare la foto, od il video, di un uomo morto, dal contemplarne il cadavere. Nel primo caso si incentiva un distacco dalla concretezza che può portare all'insensibilità, alla confusione tra realtà e percezione di essa, e alla disumanizzazione.

Zio Scriba ha detto...

Concordo in pieno con Cri: certi cordoglioni internettari sono davvero stucchevoli. Gli importa mettersi in mostra, e più o meno inconsciamente sono contentissimi di poterlo fare.

Punzy ha detto...

ho avuto la sfortuna anch'io di vedere la morte in diretta, di una persona che mi era carissima. Non intendo vedere, se posso, la morte di qualcun altro.La morte per me rimane un momento di Grande Significato, di un passaggio tragico, soprattutto per chi rimane. E vedere come avviene non cambia il fatto che quel momento significante è collegato ad una perdita, ad una mancanza per qualcuno che rimarrà incolmabile e quella mancanza, quella perdita, quel dolore che in quell'attimo non vedi, perchè stai guardando la morte, a me mi arriva comunque, tutto intero.
Lo scrivevo qualche giorno fa sul mio profilo FB; lo so che Gheddafi era un dittatore sanguinario e la sua morte non lo nobilita affatto ma uccidendolo così, come una bestia, profanandone anche il cadavere, mi ferisce come persona. La guerra trasforma gli uomini in peggio e quel peggio non capisco perchè dovrei vederlo e nutrirmene. A cosa serve guardare la morte del povero Simoncelli? ad entrare nel dolore e nell'annichilimento di chi lo amava? a che serve guardare Gheddafi che muore? a farci capire quanto in certe condizioni diventiamo bestie? ne abbiamo veramente bisogno? non credo
Mi chiedo quanto dei milioni di clic in questi giorni siano stati fatti DAVVERO per esorcizzare la paura della morte e quanto, invece, siano solo morbosa curiosità
Poi a morte arriva davvero, nelle vostre vite e nulla avrà potuto esorcizzarla. Posso solo sperare di sottrarmi, e sottrarre chi amo, da questa morbosità

Gap ha detto...

@Rouge Appunto, mezzi di comunicazione. Ciò che era giustificabile in epoche ormai lontane non lo è più. Per farla breve. Tutti hanno visto i due fatti. Ma è la "condivisione" dei filmati nei diversi social forum che lascia perplessi. Quale è l'utilità di postare immagini già viste da tutti se non quella di soddisfare il proprio gusto del macabro? Lo so, l'argomento è difficile, ma penso che nella maggior parte dei casi sia solo questo.

In generale, per sdrammatizzare, posso dire che quella notte più che su un letto siamo stati in una vasca. Penso che il materasso sia stato buttato. Non ricordo bene quanti, ma eravamo almeno cinque bambini a dormire e tutti pisciammo a letto.

Inoltre. E' normale, comprensibile e per alcuni versi giustificabile che i "dittatori" vengano profanati dopo la loro morte. E' la vendetta del popolo profanato quando il dittatore era in vita.

Gap ha detto...

In più.
Quanti di tutti coloro che hanno condiviso i filmati si emozionano e partecipano per la morte di un giovane vicino di caso, di uno zingarello che brucia nella roulotte o nella baracca. Ma qui rischiamo di andare nella demagogia e altro ancora.

listener-mgneros ha detto...

Credo di condividere molte cose spesso per niente simpatiche e senza fare una scelta selettiva: ho la mia emotività e passionalità a farmi da guida e non riesco a decifrare la mia assoluta soggettività per finalizzarla ad una motivazione ben precisa.
Ieri c'erano i morti in turchia come simoncelli perché entrambe le cose, con pesi diversi, mi hanno coinvolto...
Della morte e della sua rappresentazione non ho nessun timore ne' orrore. Tra mitologie e realtà, drammaturgie, letterature e cinematografie resta da sempre uno degli argomenti che ritengo affascinanti..e non per esorcizzarla semplicemente perché esiste. Senza per questo diventarne un fan.

Ernest ha detto...

Anche io ricordo che i miei non vollero farmi vedere la mia bisnonna, e ricordo bene di avere preso uno schiaffo da mio padre, giustamente, perchè continua a insistere (chissà perchè poi!?!).
Su Simoncelli voglio solo dire che il pensiero, come per tutte le morti anche delle persone sconosciute, va ai suoi cari che una volta spenti i riflettori della società dello spettacolo rimarranno soli con un tale dolore.

la Volpe ha detto...

ne ho parlato da un punto di vista un po' particolare, quello dell'abuso satirico di queste vicende, sul Bile

www.scaricabile.it/2011/10/masticando-gomme-vulcanizzate-oh-goodyear-me-loves-you/