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martedì 11 ottobre 2011

A proposito della manifestazione del 15 ottobre

Uno decide di starsene un po' per i cazzi suoi, di non partecipare all'orgia di post e commenti sul governo, sulla manovra che c'è stata e quella che verrà, sull'eticità del condono e altre amenità simili. E, il povero uomo, decide anche di non partecipare all'ammucchiata sulla manifestazione del 15 ottobre. Ma c'è sempre qualcuno che non è soddisfatto e ti vuole tirare dentro la discussione a tutti i costi. Lo faccio e dico già da adesso che non so se parteciperò. Sabato mattina, quando mi sveglierò, vedrò l'umore e deciderò.
Il vecchio gioco dello spaccare il capello in quattro ha perso appeal da molto tempo, perlomeno per me, quindi non mi pongo il problema chi eventualmente appoggerei se partecipassi alla manifestazione. Essendo una cosa così composita, per mettere a tacere le recriminazioni degli uni o degli altri potrei sempre dire che ci andrò con la Fiom o con Sinistra Critica e perché non con la Federazione della Sinistra? Ma potrei sempre dire che parteciperò con l'Usi ma anche con l'Arci o con gli autoconvocati. Insomma avrei una risposta buona per tutte le obiezioni e non mi dovrei porre la domanda se partecipando appoggio il vecchio trombone Bertinotti o qualche trombato riciclato in anti-casta colorato. Di sicuro se partecipassi non lo farei per dare appoggio a qualche disobbediente di ritorno.
Insomma non mi appassiona questo gioco al "mi si nota di più se vengo e sto con Vendola o se non vengo?" (Al posto di Vendola ci potete mettere chi volete, è il primo nome che mi è venuto in mente).
Un altro aspetto che è stato tirato fuori, ma accade in occasione di tutte le manifestazioni, è il chiedersi se queste iniziative hanno ancora senso. Ci sono ragioni apprezzabili nell'uno e nell'altro campo. Ai contrari e indecisi chiedo di indicare un'alternativa ai cortei, alle manifestazioni e agli scioperi. Altrimenti il discorso non ha senso, è una tesi a cui manca l'antitesi e la sintesi.
Ancora. Non esistono manifestazioni autoconvocate, non è possibile materialmente. Rassegnamoci e prendiamo atto che forse qualcuno è stato più bravo di noi ad organizzare qualcosa. Partecipare ad una idea condivisa non è peccato. Non si possono santificare i partecipanti alla "primavera araba" (che meriterebbe un discorso a parte per le implicazioni che iniziano a venire fuori) per aver utilizzato le "moderne tecnologie" (anche con le esagerazioni sentite in tv in occasione della morte di Jobschepalle) e poi dare contro a chi le utilizza in Italia. E' lo stesso ragionamento che porta a dire che in alcuni paesi (Iran, Cina, per esempio) occorre togliere la censura su questi strumenti e poi censurarli in casa propria (Italia, sempre per esempio).
Per chiudere. E' vero, ci sono rivoluzionari da blog, da Facebook, da Twitter,  da piazza, da associazione, da partito, da singolo e altri modi ancora. Non mi interessa molto stabilire chi è più bravo o più attivo, mi interessa invece che si partecipi, ognuno con i propri mezzi e le proprie capacità, alla lotta comune. Oppure che non si partecipi, ma senza per questo demonizzare chi lo fa.
E per riallacciarmi al precedente post:

11 commenti:

Ernest ha detto...

"Non mi interessa molto stabilire chi è più bravo o più attivo, mi interessa invece che si partecipi, ognuno con i propri mezzi e le proprie capacità, alla lotta comune"... io sottolineo questo con l'uniposca.

il Russo ha detto...

Nonostante non sia io ad averti tirato dentro, non posso non trovare rimandi al mio ultimo post (vedi il redivivo Bertinotti che speravamo sparito dai nostri post).
Però delle due, nella tua intemerata dalle citazioni di Morettiana memoria sino agli eventuali distinguo del caso, l'una: o non ti riferivi al mio approfondimento( perchè tale era ed è, con buona pace dei nostri indignados magnagatti) oppure non ne hai afferrato granchè il senso, basta leggere la mia invocazione finale.
Leggendo il tuo post sono convinto una volta di più che sia per quelli come me un bene non venire a Roma il 15, ma continuare a lavorare sul proprio territorio, quando poi qualcuno degno di fiducia e onesto intellettualmente (perchè non siamo anime belle e sappiamo che le cose partono sempre da qualcuno, ma quando partono da certa gente mesi e mesi prima non possiamo far finta di non sapere chi siano) apparirà sulla scena, sarò ben lieto di metterci non solo la faccia ma gambe, tempo, denari e passione.
Se il dissenso non tanto dalla piazza bensì da chi la organizza viene, fra le righe, descritto come invidia, qualunquismo, narcisismo ecc. vuol dire che gli organizzatori hanno già vinto, ma i perdenti non sono coloro che non ci saranno e neanche chi dicono di osteggiare...

Arguzia ha detto...

E io sono giorni e giorni che continuo a non sapere che fare, manco fossi leader del piddì.
Cheppallechesiete. Tu e l'amico tuo.

Gap ha detto...

E' tanto che non polemizzo, via blog sia chiaro, con l'amico Russo.
Innanzitutto se fossi cattivo e maligno, cosa che in fondo è vera, direi che hai la coda di paglia, se ancora ti è rimasta e non ti si è bruciata nel frattempo. Visto che ti senti chiamato in causa a pieno titolo, cercherò di risponderti, ma non ora.

il Russo ha detto...

Dai, non si tratta di coda di paglia, i richiami sono palesi e le coincidenze troppe per non vedere punti di contatto rilanciati, rielaborati e, nel tuo caso, smontati.
A me confrontarmi piace (scrivo per quello), anche scontrarmi se capita, e questo ne è il caso.
Non pretendo convincere ma fare opinione, come anche te credo, dobbiamo però accettare quelle altrui così come le obiezioni che ci vengono mosse direttamente, con un commento al proprio post, o indirettamente con un post come quello da te scritto, il bello è rispondere direttamente e correttamente, non credo si tratti di code bruciate o meno, ma di semplice dialettica alla luce del sole.

Gap ha detto...

Il fatto è, caro Russo, che il mio post non fosse rivolto solo a te, non ti ho chiamato in causa direttamente per questo, ma a tutto un universo che con motivazioni meno forti delle tue non riesce a prendere una posizione. tanto è vero che faccio richiamo ad argomenti da te nemmeno sfiorati. La tua è una posizione, conoscendoti bene e avendola sviscerata in un'ora al telefono, che ha del vero ma che non mi convince.
Il punto fondamentale è che per non andare con Bertinotti o qualche disobbediente o Vendola o Cremaschi, si penalizzano un sacco persone, giovani e meno giovani, occupate o no, donne, studenti, ricercatori, ecc.
sai quante volte nella vita, e non solo nelle manifestazioni, mi sono trovato, io come altri, a condividere posti e anche idee con gente che avrei scansato molto volentieri?
Non siamo entità che si possono permettere di vagare nel mondo in splendida solitudine o solo con chi vogliamo noi. Purtroppo ci capita di dover condividere la strada anche con altri. Fai conto che sali su un vagone della metro e ti trovi il puzzone di turno, o scendi o lo sopporti fino a che non scende lui. E' la vita, che ci vuoi fare.
D'altronde a me tocca sopportarti.

il Russo ha detto...

Ma infatti io non ce l'ho con chi ci crede e partecipa, anzi, sto con loro e invoco per loro rispetto, questo è il punto.
Ma nel contempo non solo non mi sento rappresentanto dai burattinai, pardon, organizzatori della manifestazione, ma manifestare significa metterci la faccia, investire tutto se stessi, e per quanto le istanze e le motivazioni posono essere sacrosante, per quei tizi proprio non me la sento di farlo, e non sono l'unico a quanto pare.
Tutto qui, non invito all'astensione (non me ne può fregar di meno), credo sia altrettanto rispettabile che un'adesione cieca e convinta o dubbiosa come quella di molti.

Rouge ha detto...

Io rispetto quanti vanno in piazza e quanti ritengono giusto protestare in questo modo, ma personalmente non sono più della partita (ok, qua un bel chissenefrega ci sta), almeno fino a che non riacquisti un po' di fiducia. Sarà che non ci credo più al fatto che portare un po' di gente in piazza può modificare qualcosa: se lo fa è per gentile concessione dall'alto. Una prova può essere ciò che sta accadendo in Val di Susa. Nonostante marce su marce e pure di peggio, vanno avanti allegramente in un progetto folle per tutti tranne chi ha reale interesse aportarlo avanti.
Mi piacerebbe, Gap, farti delle proposte in alternativa, ma l'unica che mi viene è che se sciopero deve essere deve esserlo ad oltranza, fino al raggiungimento del risultato prefisso, sempre se c'è. Già, perchè mica ho ben capito questo cambiamento in che direzione deve andare, e mi pare che la cosa accomuni pure tutti i manifestanti. E allora non mi sembra molto diverso essere rivoluzionari da tastiera e esserlo da manifestazione+aperitivo.
Ma sono dubbi miei. E' un periodo così: poche idee e ben confuse :)

Anonimo ha detto...

Non so come dire che hai scritto anche per me...
Io comunque scendo in piazza...
Riccioli Neri

Luz ha detto...

Io alla manifestazione ci vado. Spesso ho partecipato perché credo che conti anche il "numero". Se dovessi fare dei raffinati distinguo dovrei aderire una volta all'anno, seppure. Non ho fiducia nei partiti, i leader che li rappresentano sono tutti filibustieri ( e ne parlo con cognizione di causa), so benissimo che una protesta non cambia nulla, che le nostre voci sono solo lontani eco nei palazzi del potere, che il popolo viola, Rifondazione, Sinistra Critica, i sindacati gli indignados, sono le forme camaleontiche di un malessere che non trova mai la sua identità, ma se non lo facessi mi sentirei come una scolaretta che non ha fatto i compiti. E' mio dovere manifestare, come votare, come prendere la borsa pesante alla signora che scende dall'autobus con difficoltà, come fare un sorriso e dire "grazie" e "prego".
Dunque, ancora una volta indosserò la mia t-shirt di lotta e alle 14 sarò a Piazza Esedra (da brava romana Piazza della Repubblica mi resta difficile!)

Cri ha detto...

Ohi, ohi, stavolta ci vengo anch'io!