Pagine

venerdì 7 ottobre 2011

L'attonita Agata

Ecco, mi sento come Agata, stupito dalla vita, incapace di capire i mutamenti e gli avvenimenti. Vi guardo e vi leggo come lei fa con noi quando facciamo cose che non rientrano nella quotidianità, come spostare mobili, passare l'aspirapolvere, lavare i vetri. Insomma, per lei, tutto è strano tranne vederci seduti a leggere. E' il momento che più ama, il momento in cui si accoccola e accetta, mentre sei perso nelle pagine di un libro, che qualcuno possa toccarla.
Dicevo che sono stupito, di conseguenza si capisce che non parlerò dei nostri governanti, essi non sono più in grado di stupire nessuno. E non sono nemmeno stupito dalla morte, né delle cinque donne di Barletta, né di Steve Jobs, d'altronde ampiamente prevista e attesa. Sono, invece, basito dalle reazioni. In particolare dalle reazioni alle reazioni. Specialmente sui blog.
La tragica morte delle cinque donne pugliesi, volendo preventivata da ciò che si è saputo dopo, è stata messa da molti in rapporto, e quasi concorrenza, con la morte del "mago" di Cupertino. E chi lo ha fatto, cito una per tutti, è stato accusato, ad essere buoni, di retorica. All'inizio volevo fare un post sulla retorica, ero così convinto che sono tornato sui miei libri per rinverdire l'argomento, ma poi ho deciso che come l'ho fatto io lo possono fare anche gli altri. Non sono il Bignami di nessuno.
Di conseguenza questo post non ha più significato a meno di non immergermi nella polemica, senza tralasciare l'edizione speciale di Agorà su Rai Tre che mi ha visto spettatore (finché ho retto) pagante, insoddisfatto e, è logico, attonito per le parole in libertà dette da qualcuno degli ospiti.

Televideo ore 20:36 pag. 229  2/3
Viareggio col lutto al braccio per commemorare Steve Jobs. La Lega Pro ha accolto la richiesta del club toscano per domenica a Foggia.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Sono d'accordo con te e Arguzia!Anche io sono indignata per il poco spazio dato dai quotidiani alle donne operaie morte rispetto alla numerose pagine dedicate a morti più illustri (con tutta la stima etc. etc.). Volendo potremmo anche osservare che pochi e in poco spazio hanno ricordato che oggi, 5 anni fa, moriva Anna Politkovskaja. Ammazzata perché scriveva ciò che vedeva...
E riporto quello che ho scritto sul blog di Arguzia.
"Se il senso di umanità è retorica allora qualcuno ha perso davvero...ed è l'essere umano stesso. Io di questa retorica ci morirei, anche perché ho una rabbia in corpo smisurata per la degenerazione di questo Paese, ormai sotto ogni punto di vista. Scriverne sarebbe troppo lungo.
Ma per fortuna ci sono persone, come alcune di quelle che leggono questo blog e che ne scrivono altri che continuano a tracciare il sentiero verso l'utopia, perché diventi realtà...e se poi così non sarà la strada intanto è segnata e i nostri passi saranno seguiti da altri".
Riccioli Neri

Cri ha detto...

Viviamo in tempi così. Queste cose accadono, in un paese dove si sono distorte parole fondamentali come "libertà", "democrazia", "legge", "uguaglianza", fino a farle divergere di 180 gradi dal loro significato.

la Volpe ha detto...

nin zo

l'accostamento si presta alla facile retorica, ma quello di arguzia mi pareva un discorso sul ruolo dei media, non un accostamento fra i due fatti... era fraintendibile ma penso fosse ben ponderato ^^