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lunedì 17 ottobre 2011

Ancora sul 15 ottobre e le relative conseguenze

Domanda della giornalista: Perché tra i tanti paesi in cui oggi c'è stata la manifestazione, solo in Italia ci sono stati scontri?
Risposta: Perché in nessun altro paese c'è un governo come questo!
Ineccepibile e da qui parte un ragionamento che spero di portare a termine con logica e coerenza.

Grecia. Crisi irreversibile. Si scopre che il precedente governo, di centrodestra, per entrare in Europa ha falsificato i conti (ma chi li ha controllati a Bruxelles, il pizzicarolo?). La dirigenza attuale, centrosinistra, pagando colpe altrui e non solo le proprie, vara misure a dir poco durissime. Manifestazioni, scontri e anche morti

Spagna. Crisi nera.  Anzi nerissima stanno per affondare. Non sarà così, ma nonostante questo il premier indice nuove elezioni e dichiara che non si ripresenterà. Manifestazioni, niente scontri e niente feriti e morti.

Allora occorre pensare a fare i raffronti con la Grecia e non con la Spagna. Da questi raffronti viene fuori che a governo disastroso corrispondono proteste con incidenti, feriti e morti.

Ora, indipendentemente dalla genesi, svolgimento e conseguenze pratiche degli scontri di Roma occorre pensare alle conseguenze generali e politiche. Di Pietro, di cui ho sempre dubitato e continuo a dire essere un destrorso che per situazioni contingenti è schierato a sinistra(?), lancia l'idea di ripristinare la legge Reale, vecchia o rivisitata non conta. Noi più anziani sappiamo che il terrorismo non è stato sconfitto con la legge Reale e con le carcerazioni preventive e/o prolungate. D'altronde nemmeno il fascismo, che faceva largo uso della carcerazione preventiva, riuscì a sconfiggere l'opposizione. E queste cose dovrebbero saperle anche Gasparri e Alemanno che quel periodo lo conoscono bene. Ora appellarsi alle leggi speciali vuol dire, come Stato, calarsi le brache. Vuol dire non avere strumenti per neutralizzare le cause di queste proteste.

Tra i primi risultati degli scontri e della seguente "indignazione" della classe politica c'è il divieto di manifestare con corteo a Roma e di fare solo un presidio in piazza. I primi a subire questa restrizione della libertà di dissenso sarà la Fiom.
Se questa misura dovrebbe servire ad evitare incidenti mi dovrebbero spiegare in base a quale ragionamento. Se le mie intenzioni sono quelle di provocare disordini, non mi spaventerebbe certo l'essere fermo in una piazza. Anche perché in quella piazza non ci vengo teletrasportato ma ci dovrei arrivare con le mie gambe percorrendo strade che, a quel punto, decido io e nessun altro. Di conseguenza sarei ancora meno controllabile perché mi potrei mimetizzare tra gli abitanti della città, e parlando di Roma, come un turista qualsiasi. Se poi si pensa che una piazza sia più controllabile vuol dire che la stessa sarà militarizzata con il controllo di chi entra e chi esce limitando la libertà di movimento anche dei "normali" cittadini.

Uno stato di polizia non risolve i problemi, questi problemi, li acuisce perché essi sono originate da una anomalia. Un governo screditato che non fa nulla per neutralizzare le cause della protesta e che non ha nessuna intenzione di lasciare libero il campo per far tentare ad altri di arginare e frenare la corsa verso il baratro. La loro inettitudine si evince anche dalle accuse rivolte anche a coloro che riconoscono la validità della protesta e delle manifestazioni di piazza.

Banalizzare e ridurre tutto ad una questione di infiltrati e di violenti vuol dire non essere in grado di analizzare e capire le origini e gli sviluppi della protesta e il salto di qualità di questa violenza. Dovrei ripetere cose già scritte nei precedenti post ma ve lo risparmio. Che poi all'interno della manifestazione ci fossero dei "professionisti della protesta" è normale. Se poi si voleva evitare che partecipassero i "professionisti" i mezzi c'erano. Abbiamo diverse forze di polizia, abbiamo servizi segreti in abbondanza. Ci vogliamo chiedere perché non hanno funzionato? O vogliamo continuare solo a scaricare la colpa sugli altri?

Stamane, al bar, un ragazzo, non politicizzato, ci ha chiesto della manifestazione e di come fosse andata. Mi ha colpito che fosse rimasto turbato dallo sputo a Pannella. "Ma è uno grande, ha 80 anni". Spiegatogli perché è stato contestato e fatto oggetto di sputi, non ha replicato, specialmente dopo avergli fatto capire che con il loro comportamento i radicali hanno sputato anche in faccia a lui che, a suo dire, ha votato per il centro-sinistra. Occorre parlare con la gente e far capire che anche le reazioni più violente, condivisibili o meno, hanno un'origine.,

2 commenti:

il Russo ha detto...

Ah se quando st'estate quando l'abbiamo incrociato mi avessi permesso di portarmi avanti col lavoro manifestandogli tutta la mia stima....

Cri ha detto...

Di Pietro non è solo, lampantemente, un destrorso della più bell'acqua, ma anche un populista affine in qualche tratto all'uomo che egli avversa con tutte le sue forze. Ho avuto modo di osservarlo in tante manifestazioni, nel quinquennio 2001-2006, e il mio giudizio su di lui non è mai venuto meno.