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domenica 20 febbraio 2011

Un post a coda di gatto

Ieri ho scritto un post niente male, uno di quei post che quando hai finito di scrivere ti danno soddisfazione, uno di quei post che non avrebbe commentato nessuno e di cui tutti si sarebbero lamentati per la lunghezza. Ma il post è bello e interessante, lo dico io senza tema di smentita perché l'ho letto solo io, infatti sono riuscito a cancellarlo dal computer. Anni fa, al lavoro, persi una tabella Excel piena di formule di calcolo, nella vecchia sede del giornale ancora si odono gli echi delle urla di un Gap incazzato, nemmeno i ghostbuster sono riusciti a disinfestare il luogo.
Quindi non leggerete di come ho dipanato la matassa partendo dai tre anni di questo blog e dai 475 post scritti, di cui qualcuno assolutamente inutile,  che fanno una media di quasi un post ogni 2,5 giorni. Post lunghi, lunghissimi, mai brevi salvo rarissime eccezioni, discettazioni politiche a non finire, attacchi al cuore dello stato che si stanno rivelando veri, racconti, sinanche un romanzo corto o racconto lungo. Impegno degno di miglior causa e di un compenso fisso mensile. E nemmeno potrete sapere dell'analisi delle visite e delle pagine viste che tanto fanno ingrillare molti blogger e nemmeno saprete di quei/quelle blogger che si commuovevano a leggerti, che non potevano farne a meno e che, all'improvviso, scompaiono nel nulla senza una spiegazione inghiottiti/e nella rete dove si sono perse senza più trovare la strada e la forza per ritornare tra noi. Forse occorre chiamare l'Agenzia Alfa e Nathan Never. E nemmeno saprete come sia passato dagli amici/che blogger alla strega di Robin Hood e allo Sceriffo di Nottingham passando per Giorgia Meloni e Ignazio La Russa e al godimento di vederli in piedi a battere le mani a Benigni per arrivare poi al Risorgimento e alla nascita delle nazioni, alle guerre di conquista e alle Rivoluzioni di pochi per i molti, alle rivoluzioni propugnate mai dai ceti poveri ma sempre da qualche ricco borghese o nobile illuminato, alla bandiera rossa, vivida e sanguigna, e alla bandiera nera dell'anarchia che è anche "il colore di una tristezza inconsolabile …". Ai ricordi di amori e ardori di gioventù mai dimenticati che non mi impedirebbero di prendere in mano anche una bandiera nera. Sorvolando, a distanza di sicurezza, anche Sanremo, la retorica e il patriottismo, la comicità e l'ironia, Benigni e Luca e Paolo, senza tralasciare le due giulive, è ora di finirla di offendere le oche. E come avrei potuto ignorare puttane e puttanieri? Per chiudere infine con la generosità, la solidarietà, l'ingerenza delle religioni (tutte) nella vita degli uomini, la dignità e le scelte e, per tirarmi su, ai miei due gatti.











Un tizio entra dal barbiere, si accomoda sulla poltrona e viene subito avvolto dal bianco lenzuolo fresco di bucato. Si sistema, poggia la testa e alla domanda del barbiere "Come li facciamo questo mese i capelli?" risponde calmo e serafico: "A coda di gatto". L'attonito barbiere lo guarda e dopo un po' ribatte: "E come sarebbero?", "Sicuramente meglio di quelli a cazzo di cane del mese scorso".

19 commenti:

listener-mgneros ha detto...

;)))))))))))))))))

luly ha detto...

:D

Zio Scriba ha detto...

:-))))

(e il bel micio nero a sinistra è il sosia del mio Isidoro!) :D

Chica ha detto...

ahahahahahahahhaahahhahaahah!!!!!
povero gatto!!!!:D

la Volpe ha detto...

e in questo periodo demmerda, sta roma me fa sta male er doppio

Marte ha detto...

e se io fossi meno refrattaria al telefono sono sicura che troveremmo anche il nesso per unire un post che non leggeremo mai al Banchiere Anarchico di Pessoa fino al Malato immaginario di Molière.
Ma che importa, in un modo o nell'altro ci si incontra. Importa non perdersi.

Gap ha detto...

Innanzitutto, Zio Scriba, i nostri gatti sono TUTTI E DUE dei bei mici. A sinistra, in tutto il suo splendore peloso Agata la cicciona, a destra, in un momento di rilassatezza tutti i sei chili di muscoli di Filippo.

I primi tre commenti non si capisce se sono di commiserazione verso il cretino di turno che ha aperto bocca per far prendere aria ai denti o di simpatia per chi comincia a perdere colpi.

Chica, ma che povero gatto, povero cliente in mano a un barbiere cane o cane barbiere.

Volpe, non so di cosa stai parlando. Della Roma amministrata da aledanno?

Marte, non mi assecondare, divento pericoloso!

E' vero dovrei imparare a rispondere a tutti, ma sono pigro e quelle rare volte che lo faccio si ingenerano discussioni lunghe e faticose che non finiscono nemmeno davanti un bicchiere (di vino o birra o altro) per colpa della lontananza.

listener-mgneros ha detto...

a me faceva ridere la storiella del barbiere...la commiserazione mi da il mal di denti

Gap ha detto...

List, ma veramente non la conoscevi? Io la trovo molto divertente, non so raccontarle, non le ricordo ma questa è una delle poche che racconto.

listener-mgneros ha detto...

non sono un gran conoscitore di barzellette e raramente mi divertono quindi bekkati i sorrisi ;))

Gap ha detto...

Se la punizione è questa, ne racconterò una al giorno. Peggio di Dapporto.

Lara ha detto...

Anch'io rido, ma a questo punto non so come ... esprimerlo!!!
Comunque, ciao e grazie per avermi divertito...
Lara

Gap ha detto...

Scherzavo!!! Mettete tutte le faccine che volete.

il Russo ha detto...

Stavolta taccio, so quanto può essere devastante un'esperienza come quella da te vissuta.

Ernest ha detto...

aHHHHHHHHHHH!
:))))

silvano ha detto...

Io credo in un futuro a coda di gatto, che non sarà mai un granchè, ma che invece di un presente a cazzo di cane....

desaparecida ha detto...

ok ti ho letto e mi sono spaccata dalle risate.
però.io gelosa dei miei capelli,non tornerei MAI da un parrucchiere che me li ha fatti a cazzo di cane.
MAI.

belli e tondi i tuoi mici,belli assai.

Caralulù ha detto...

Non so bene come sono arrivata a te ma sono felice di aver scoperto che esisti Lulù

Gap ha detto...

Cara Caralulù, se non sai come sei arrivata da me e oltretutto ne sei felice, sei ridotta male. Comunque benvenuta! E come si diceva nei tram di Roma: avanti c'è posto!