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giovedì 10 febbraio 2011

Ricevo, pubblico e sottoscrivo

Nei giornali quando si riceve un intervento non richiesto si ricorre alla frase "riceviamo e pubblichiamo" senza ulteriori commenti. Io invece ricevo, pubblico, sottoscrivo senza riserve  e lo faccio addirittura con lo stesso carattere e colore utilizzati dall'autrice della mail. Ho notato, parlando con le donne, che ricorre spesso la parola urlare, come per il testo che segue e molte frasi lette su Fb, un bisogno profondo di far sapere forte e chiaro che la situazione non è più sostenibile. Forse urlando si riuscirà a far capire ciò che per troppo tempo è stato detto a volume normale o sottovoce. Sarebbe banale dire che questa mail ha un sapore ancora più amaro dopo la notizia della violenza su una bambina di undici anni nel napoletano. E in televisione hanno detto che i giovani, massimo 15 anni, vengono da famiglie “normali”. Appunto,  è la normalità che ci sta ammazzando.

Ciao Gap,
è tutto il giorno che medito se scriverti o meno, ma, dato che mi sei venuto in mente più volte, eccomi.
Data la mia  pessima sintassi e il mio stato di rinco-stanchezza ti chiedo di soprassedere sulla forma con cui scriverò questa mail, magari ti basi sul contenuto e basta.
Sai cosa c'è Gap?
E' che sono stanca, molto stanca, e a me la stanchezza mi porta o a dei sospiri enormi o a delle enormi urla.
Le urla sono quello che vorrò fare domenica.
Urlare per svuotare la rabbia compressa che danneggia, logorando, solo me, all'interno.
Urlare per far sentire che personalmente non esiste più il confine tra lo schifo, il disgusto e il profondo imbarazzo che ho nel camminare sul mondo.
Quello che mi fa incazzare è che non esistono più gli equilibri che ci hanno portato ad essere una società civile (?).
Il problema è che è proprio l'educazione che si può dare ai figli che viene eliminata dalle ideologie tramandate culturalmente.
I ragazzi, le donne, si sentono sempre più autorizzati a superare i limiti, perché tali non lo sono più.
Come per Berlusconi.
Ma non è appena verso di lui la mia indignazione (magari il disgusto si), è più in generale.

Oggi essere spregiudicati pur di avere nuovi favori è la norma. Sinonimo di furbizia.
E' che talvolta, in serate come questa, dove manderei a quel paese 3/4 delle persone con cui per lavoro ho a che fare, mi sento in una pericolosa e disperata guerra occulta, che mi scatena una forte rabbia.
Rabbia non appena verso le istituzioni o la politica, ma verso la "maleducazione" giovanile, verso gli abusi e i silenzi (soprattutto quelli femminili, lo ammetto).
La verità è che è una ciclopica guerra culturale.
E questo rende il terreno e i mezzi viscidi.
Ma divago Gap, e mi spiace di essere più sconclusionata della Alice di Carroll, ma vedi è solo per spiegare che domenica sarò in piazza per un bisogno quasi fisiologico di urlare la mia indignazione, il mio sentirmi offesa dall'ignoranza che genera la violenza.
Tutto (quasi) qua.
Sai Gap, una donna che ho seguito in un centro antiviolenza che frequento, durante un colloquio mi ha detto:
"Mai avrei creduto che si può rinascere, che avessi tutto questo dentro me. Adesso so che con il vostro aiuto posso aiutare i miei figli, ci sono tante cose che non so, voglio leggere e imparare . Credevo di conoscermi e invece ci sono cose che non so, proprio di me! Mi fa quasi impressione".
Ecco sono passaggi come questo che mi ricaricano quando mi sento sfinita e rabbiosa come ti dicevo prima.
Quando vedo modelli come Ruby o come Sara con un'adolescenza bruciata, passaggi evolutivi eliminati, mi vengono i brividi e lo sconforto.....poi penso a donne come Maria, Dora, Zhama, con cui parlo ed ho parlato, con cui facciamo un percorso di crescita e mi rendo conto che bisogna sempre resistere, perché da qualche parte il nutrimento c'è.
Verbale. Sentimentale. Cartaceo. Virtuale.
E allora mai smettere di cercare e creare.

Adesso per dignità personale dopo questo papello di mail kilometrico non mi rileggo e sono pronta a incassare il tuo sarcasmo. Che mi piace da impazzire.
Adesso sono ubriaca di sonno, lo rimarrò il tempo di spegnere tutto (pc e stereo) e poi arrivare a letto e rimanere ad occhi sbarrati almeno per un'ora!
E pazienza!
Per me, è stato un piacere.
Buonanotte.

Ho tolto i riferimenti al luogo di origine della scrivente per motivi che sappiamo io e lei. Eventuali errori per i tagli sono imputabili solo a me.

3 commenti:

desaparecida ha detto...

Oggi pomeriggio,il mio primo pomeriggio libero da mesi,l'ho cominciato facendo un'enorme stupidaggine:
ho guardato la tv,ho visto un programma su rai 2 (credo),ho ascoltato banalità su banalità sullo stalking,ed ho sentito più volte il termine "famiglie normali".

Ho spento la tv x RI-IMPOSSESSARMI di me e quindi optare x una bella passeggiata cominciata con "prospettiva Nievky" alle orecchie ("....E il mio maestro mi insegnò com'è difficile travare l'alba dentro un'imbrunire...").

La normalità è che una donna su tre almeno una volta nella vita subisce violenza,almeno una.
Quasi sempre in famiglia.

E qui mi fermo,che se no mi metto ad urlare,ma davvero,di cuore,di cervello,di pancia,di mani,di corpo.

Sottoscrivo ogni singola parola colorata della mail che hai pubblicato.
Grazie :)

Rouge ha detto...

"La verità è che è una ciclopica guerra culturale."

Vero, e non riguarda solo le donne, il discorso è più generale. Non sono così ottimista, o sognatore, da pensare che possa essere vinta. A volte, spesso, ho anche il dubbio che combatterla sia solo fatica sprecata.

Ernest ha detto...

grazie Gap!