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mercoledì 26 gennaio 2011

Shoah, occorre sapere non solo ricordare

Il 27 gennaio è il Giorno della Memoria, il giorno del ricordo dell'Olocausto. Un giorno, almeno quello, dove si ricorda lo sterminio degli Ebrei, e io aggiungo, non solo loro. Ricordo dovuto dicevo, ma anche forzoso perché non tutti condividono l'analisi storica di ciò che è accaduto nella seconda guerra mondiale.
E' di questi giorni la promessa di rendere penalmente perseguibili, anche in Italia, coloro che "negano" l'evidenza di ciò che è accaduto nei campi di sterminio tedeschi. Diverse sono le opinioni sull'opportunità di questo nuovo reato. Certo, i negazionisti sono antistorici e riescono a contestare il non contestabile, ma ho seri dubbi che il problema si possa risolvere per via legale. Piuttosto è da domandarsi come mai la Shoah, parola che non è compresa nel correttore automatico di blogspot, tanto per far capire le mancanze culturali, non è un avvenimento condiviso.
Finché, e a volte penso sia ormai troppo tardi, non facciamo studiare la storia contemporanea ai nostri figli e nipoti non si arriverà mai alla comprensione della nostra storia recente, perché sono passati solo meno di cento anni dagli accadimenti e già si tende a dimenticare o c'è la certezza di non aver mai saputo. In tutto il mondo, Israele compreso, movimenti neonazisti non solo hanno rialzato la testa, ma in alcuni casi siedono anche nei parlamenti. In molte nazioni ci sono rigurgiti antisemitici anche in coloro che governano. E tutto ciò non ha nulla a che vedere con la questione palestinese. Troppe volte ci si trincera dietro questo alibi per giustificare, quasi una vendetta, che produce frutti avvelenati, e in molti casi, più gravi del negazionismo stesso.
E' interesse di tutti ridare valore alla memoria, sapere e ricordare ci porta a non ripetere gli stessi errori del passato. Specialmente per gli italiani.

10 commenti:

Zio Scriba ha detto...

Non posso che rabbrividire per quella foto, e sottolineare ogni parola che hai scritto. Quell'orrore è dietro l'angolo, è accaduto praticamente l'altroieri, potrebbe riaccadere domani. Stiamo attenti.

Rouge ha detto...

D'accordo sul valore della memoria, ho solo dei dubbi che servano a non ripetere errori passati. Se ne fanno di simili.

il Russo ha detto...

"E' di questi giorni la promessa"

E' anni che tutti promettono, il ridicolo è che nessuno ha mai mantenuto...

luly ha detto...

Far sapere e ricordare è fondamentale per comprendere come andare avanti, affrontando il domani. Credo che significhi tanto riuscire a spiegare anche ai più piccoli quello che è stato e che mai più dovrà accadere...
E sapessi, carissimo Gap, quanto più degli adulti riescono a comprendere i nostri bambini.

Chica ha detto...

avevo 9 anni quando visitai il campo di Sachsenhausen...non ho mai dimenticato l'orre di quel posto, mai le foto e i pochi indumenti rimasti...i forni,le fosse comuni, le fotografie di scheletri viventi....ho ancora tutto appiccicato addosso come la nebbia che avvolgeva quel campo....

silvano ha detto...

D'accordo su tutto. Non basta una legge servono cultura e memoria. Studiare la storia, leggere: in fondo lì si trova l'antidoto al ritorno del passato, perchè la barriera alla barbarie dipende dai singoli, dalla moltitudine dei singoli.

listener-mgneros ha detto...

Da sempre guardo il mostro, ma prima lo guardo...dentro. Lo conosco e così lo uccido, non lo nego dentro di me, lo rimando indietro nel suo buio infernale, gli do il nome che merita lo rendo inerme non dimenticando mai che potrebbe essere tutto "me"

Poi lo guardo fuori e lo combatto alla stessa maniera nuovamente...la storia la facciamo noi partendo da noi e andando verso di noi e lasciandola entrare poi portandola fuori.

la Volpe ha detto...

Credo che una legge per decretare ciò che è la "verità" sia la più grossa offesa che si possa fare alla storia umana. Quando si comincia a decretare la verità per legge, si inizia a scendere su una china molto pericolosa. Io resto a quello che dice la nostra Costituzione: vietare la costituzione di partiti nazifascisti, per il resto ognuno pensi quel che gli pare. Se già si facesse rispettare questo, saremmo a posto. Io i negazionisti li ho letti, e ho letto anche molta storia a riguardo: e l'uso strumentale e la falsificazione di dati provenienti dalla Germania nazista c'è stato e c'è tuttora. Non è questione di discutere i 5-6 milioni di morti (la follia dell'umana cattiveria: perché se fosse stato 1 milione cosa sarebbe cambiato? in cosa il giudizio morale cambierebbe? e cosa dire dei 3,5 milioni di prigionieri di guerra russi, mi pare oltre il 50% di mortalità, quando i prigionieri di guerra inglesi e francesi nei campi tedeschi avevano una mortalità sotto al 5% dato che non erano considerati subumani), ma di poter correggere gli errori e denunciare le strumentalizzazioni. Sarà ancora possibile, quando cominceranno a toglierci pezzi di storia da studiare, quando avremo pezzi di "storia di stato"?

Ernest ha detto...

L'orrore in terra, l'odio. Grazie per questo post che condivido totalmente.
La memoria per un paese sta alla radice.

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Un momento per conoscere, qwuanto si possa cadere in basso come umanità. Ma auschwitz è ancora in mezzo a noi....