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giovedì 6 gennaio 2011

Se in Italia ci fossero stati comunisti

Tanto ci sarà sempre un Berlusconi o un Bossi a sparare cazzate! Come ai bambini piccoli si raccontano le favole per tenerli buoni, il nanoscurodellademocrazia si/ci/vi racconta la storia dei comunisti cattivi che non potendo più mangiare i bambini se la prendono con lui povera vittima. E allora diamoci sotto.

Se ci fossero stati i comunisti, alla fine della guerra la storia d'Italia sarebbe cambiata, ma c'erano dei comunisti cattolici e tatticisti che bloccarono tutto. Altrimenti sai che ridere. Altro che "il vaticano brucerà". Lo stesso dicasi per l'attentato a Togliatti, altro che favoletta di Bartali che vince al Tour de France. Mancò il coraggio e la lucidità per lasciare libero il popolo di fare quel che voleva. A parziale giustificazione, avevamo tanti di quegli americani in casa che probabilmente si sarebbe risolto il tutto in un bagno di sangue senza che poi cambiasse nulla.

Se ci fossero stati i comunisti, sempre alla fine della guerra, avrebbero riempito le carceri e i cimiteri di fascisti (con buona pace di Pansa e di tutti i revisionisti) poi riciclati nelle industrie private (vedi precedente post) o nella pubblica amministrazione.

Se ci fossero stati i comunisti, per farla breve, non ci sarebbe stato nessun Silvio Berlusconi. Non ci sarebbe stata nessuna Banca Rasini, nessun impero immobiliare e nessun impero mediatico.

Se ci fossero stati i comunisti, forse avremmo avuto anche un po' di libertà in meno, in cambio di quel po' di libertà in più abbiamo S.B., il Vaticano in ogni telegiornale, la Gelmini, la Carfagna, Cicchitto, Gasparri, Bondi e Capezzone.

Se ci fossero stati i comunisti, non avremmo un ministro La Russa, come gli altri precedenti, che giocano a fare la guerra con soldatino in carne e ossa.

Se ci fossero stati i comunisti, non avremmo D'alema, Veltroni, Chiamparino, Fassino, la Camusso e forse nemmeno Vendola.

Se ci fossero stati i comunisti, non avremmo Bossi, Calderoli, Borghezio, Cota, Reguzzoni e Zaia. Probabilmente starebbero al fresco per attentato all'unità dello Stato, vilipendio della bandiera e altri reati simili.

Se ci fossero stati i comunisti, Marchionne probabilmente starebbe ancora in Canada e non a minare le conquiste operaie comodamente seduto a Torino o a Detroit con il suo maglioncino blu da primo della classe.

Se ci fossero stati i comunisti non avremmo nemmeno il Grande Fratello e Maria De Filippi, La vita in diretta e Porta a porta.

Se ci fossero stati i comunisti, avremmo avuto qualche esempio di culto della personalità. Ma Togliatti fu criticato in vita e ancor più da morto, Berlinguer fu amato e rispettato per la persona che era. L'unico che è oggetto di culto della personalità è Silvio Berlusconi. Ma fosse lui il vero comunista?

Se ci fossero stati i comunisti non saremmo qui a rimpiangere Berlinguer e finanche Moro.

6 commenti:

listener-mgneros ha detto...

e treni e aerei banche e stazioni sarebbero ancora intere...
Ma i comunisti ci sono stati quando faceva comodo, quando c'era da salvare il paese, da fare sacrifici, da lottare contro il terrorismo, da costruire una cultura di letteratura e cinema che dava un senso all'italia allora i comunisti venivano interpellati...allora andavano bene...serviva il loro apporto...poi sono, siamo, diventati il capro espiatorio...di un paese senza memoria, laido e corrotto...moralista e sporco...Buffo i comunisti non ci sono più, ma nemmeno quello per cui hanno versato sangue e fatica e ideali...

il Russo ha detto...

Se ci fossero stati i comunisti ma i comunisti c'erano.
Il problema però è che furono minoranza, perchè la maggioranza delle persone di questo paese ha sempre preferito affidarsi all'uomo/chiesa della provvidenza, ben conscia che, al contrario dei comunisti, a camminare sulle proprie gambe c'è da faticare e si rischia di aver tutti gli stessi diritti.

Zio Scriba ha detto...

come ho detto in una risposta nel mio blog, questo omicino oltre che poco intelligente e poco onesto sta cominciando a dimostrarsi sempre più paranoico: se ogni volta che dice "comunisti" leggessimo "extraterrestri" (è un esperimento che vi consiglio) avremmo un quadro chiaro del suo equilibrio mentale attuale...

loris ha detto...

e va già bene che qualche comunista ha provveduto a chiudere una partita a Piazzale Loreto, perchè altrimenti in questo paese che è senza memoria, dove il ventennio creò delle sacche, ancora presenti di clientelismo e assistenzialismo, si sarebbe dovuto fare nuovamente i conti col mentore del piduista di Arcore.
Fummo minoranza come scrive il Russo, una minoranza che pagò un elevato prezzo per consentire a questo paese di fregiarsi dell'appellativo di "Paese Democratico" e oltre minoranza fummo democratici, talmente democratici da consentire a degli incapaci presuntuosi come Occhetto, D'Alema, Fassino e Veltroni di distruggere un patrimonio di valori, per essere più democratici e meno comunisti.
Quando c'erano i comunisti, per lo meno qualcuno che sapeva cos'era la questione morale in Italia c'era.

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Quante volte mi ritrovo a pensare a queste cose. E quante volte penso a quando c'erano i vecchi comunisti, e non mi sento all'altezza di prendere quel testimone. Sicuramente a forgiare gli uomini sono le crudezze della vita e forse, la nostra condizione di relativa agiatezza, ci ha reso più fragili di allora.
I comunisti che hanno lottato e cambiato, ci sono stati. Forse le generazioni seguenti non sono state all'altezza. Proprio ieri parlavamo in compagnia, di quanto ci mancano quelle persone che hanno realmente visto la guerra. Noi possiamo leggere libri, immaginarla, ma viverla sulla propria pelle è sicuramente un'altra cosa. E anche definirsi partigiani, può essere un degradare il significato di quella impresa di riscatto.
Forse sono un partigiano da tastiera, ma allora significava poter perdere la vita.più che chiederci se ci fossero stati i comunisti, sarebbe meglio chiedersi cosa siamo adesso.

Ernest ha detto...

Non so quale se ci fossero scegliere... Ci fossero davvero dico solo