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sabato 1 gennaio 2011

Pensierini del primo gennaio 2011

Così inizia un altro anno uguale a tutti i precedenti. Gli stessi problemi, le stesse aspettative. Eh già, il primo dell'anno non è più festa, sono finite con il 31 dicembre. Fateci caso, in questo giorno c'è sempre un po' di malinconia, di stanchezza, perché già si percepisce che tutto andrà come è andato finora e le speranze resteranno speranze.
Da piccolo sognavo di andare un giorno a sentire e vedere il concerto di Capodanno a Vienna. Sono cresciuto con il Maestro Willi Boskovsky che dirigeva l'orchestra con sapienza e senso dell'ironia. Penso di aver iniziato ad amare la musica classica grazie a quei concerti. Ero arrivato al punto che me li registravo artigianalmente con un registratore portatile Philips simile a quello nella foto. Dai valzer e dalle polke, dagli Strauss viennesi e da Mozart  sono poi passato anche ad altri compositori. Inutile fare la storia della mia formazione di autodidatta della musica. In poche parole un po' di tutto ma niente bene. Ma a me piace così. Dicevo, mi sarebbe piaciuto andare a Vienna con il freddo, intabarrato, a inebriarmi di note e suggestioni che per radio mi servivano già per evadere dalla realtà. Non ci sono mai riuscito e mi ha sempre infastidito vedere facce imbellettate, maschili e femminili, vestiti d'alta moda e visi inespressivi subire la cascata di note che l'orchestra spandeva  nell'aria. La stessa cosa si può dire per il concerto dalla Fenice di Venezia. Sepolcri imbiancati che si aggirano in luoghi non consoni a loro. Sepolcri imbiancati che vanno cacciati dal tempio per far entrare chi veramente ama la musica, quale che sia l'estrazione sociale e la capienza del conto in banca. Chissà se almeno riuscirò a vedere questo evento.



Non so se partire da un ricordo o da un sondaggio, per comodità scelgo il ricordo. Vengo da una famiglia numerosa, di quelle che stavano sulla soglia, che tenacemente si aggrappavano anche alle apparenze per "darsi un tono", ma non troppo. Di cinque figli, tre sono andati all'università, due hanno portato a termine la carriera, uno no. Indovinate chi è? Risposta esatta. Colui che scrive. Questi tre ragazzi riuscirono ad andare all'università perché erano  bravi studenti, i primi due sicuramente più del terzo che ero sempre io, e riuscirono a prendere quello che  si chiamava pre-salario. Cinquecentomila lire, che all'epoca, per me significa il 1975, non erano poche. Senza farla troppo lunga, come si diceva allora "anche l'operaio vuole il figlio dottore". Si Contessa, mio fratello è diventato Dottore alla sua faccia. Un altro professore. Io niente, ma non mi pento. Con la cosiddetta Riforma Gelmini, che spaccia tagli a "stracataffottere" per innovazioni che tenderebbero a migliorare l'Università, su cinque fratelli, probabilmente, ad essere buoni, solo uno sarebbe riuscito a mettere piede alla Sapienza. D'altronde non lo dico solo io. Curzio Maltese, sull'ultimo numero del Venerdì, sintetizza molto bene la situazione e il pensiero del governo del nanooscurodellademocrazia : "La riforma Gelmini, ..., è solo la maschera di un gigantesco taglio di fondi all'istruzione. Lo stesso discorso vale per i tagli alla ricerca e allo spettacolo o alla tutela dell'ambiente, dove il governo non s'è neppure sforzato d'inventarsi il maquillage di una riforma Bondi o Prestigiacomo. In tutti questi casi, si tratta di una gigantesca riduzione delle risorse, dello strangolamento economico di mondi che il berlusconismo percepisce come alternativi e dunque ostili."
Non che le parole di Maltese abbiano più valore di quelle di un qualsiasi blogger, ma ha maggior capacità di sintesi rispetto a me, d'altronde debbo rifarmi di tutte le parole che mi sono rimaste dentro visto che un tempo balbettavo molto di più di adesso. Avevo lasciato un punto in sospeso, il sondaggio, lo potete trovare sempre sul Venerdì citato.
Alla domanda. "Gli studenti fanno bene a protestare contro la riforma Gelmini?" il 49% degli italiani ha risposto sì, il 36 no e un 15% di italiani che vivono, forse, in un mondo tutto loro, ha risposto "Non so".
Il 49% per cento è formato dall'85 dalle risposte degli elettori de centro-sinistra, dal 49 di elettori di centro o non collegati e un 20% di elettori di destra. Se il mondo fosse bicolore come pensa S.B., o con me o contro di me, dovrebbe preoccuparsi che una larga parte di italiani, che lui pensa siano cosa sua, è contrario a questa riforma, indipendentemente dall'approvazione avuta alle camere. Ma sappiamo bene che sua emittenza legge solo i sondaggi che a lui fanno comodo.

Nel 1968 avevo 12 anni, ero troppo piccolo per intervenire in prima persona e l'ho vissuto solo grazie ai fratelli più grandi e ai giornali. Nel 1977 avevo 21 anni e una famiglia, così mi sono perso anche quello. Mai indovinato un appuntamento con la storia. Almeno a parole, se non con opere e fatti, voglio partecipare a questo movimento dando pieno e incondizionato appoggio alla lotta verso tutte le riforme liberticide, dal mondo del lavoro alla scuola, dalla sanità all'ecologia, dalla cultura alla politica energetica. Comunque sarò dalla parte dei giovani che non hanno speranze in un futuro migliore, che non hanno la possibilità di programmare la loro vita, che sono costretti a pensare, come ultima ratio, all'espatrio  senza tenere conto che anche nelle altre nazioni la merda sale come una piena invernale.

7 commenti:

il Russo ha detto...

Cosa c'è di diverso rispetto a ieri? Nulla.
Nel bene come nel male.
Quindi le maniche rimboccate l'anno passato restino ben su, c'è da farsi un culo così NON per volgere al meglio, ma per arginare il peggio.
E con questo spirito ottimistico e propositivo, buon 2011.

Franco Zaio ha detto...

Ho avuto spesso la tendenza, negli ultimi mesi, a lasciar perdere la "cosa pubblica", oltre che la politica. Un po' per stanchezza da lavoro e vita privata, un po' per demoralizzazione mia. Grazie anche a post come questo però mi rendo conto che è uno sbaglio, è un darla vinta a chi ci vorrebbe tutti passivi e rincoglioniti. Buon anno anche a te, Gap!

la Volpe ha detto...

scopro così che hai l'età di mia madre!

Berica ha detto...

ti sento vicino: nel desiderio di andare a Vienna al concerto di capodanno e nel rinunciarvi a fronte di quei "borghesi" che anni fa, avremmo preso a uova marce, nella lettura di Maltese e nell'appoggio ai giovani che non si arrendono.

luly ha detto...

"Almeno a parole, se non con opere e fatti, voglio partecipare a questo movimento.....".

Caro Gap, con le parole e qualche fatto, partecipo anch'io. Con te.
Un caro saluto.

Zio Scriba ha detto...

Che ricordi struggenti, hai originato: il concerto di Capodanno da Vienna trasmesso dalla rai o meglio ancora dalla Svizzera Italiana era per la mia dolce mamma un appuntamento imperdibile...

Ernest ha detto...

Ci saremo ci saremo tutti al loro fianco amico mio! Perchè quella è anche una lotta nostra a prescindere dalla data di nascita
un saluto