Pagine

domenica 9 gennaio 2011

Nostalgico post

Sabato mattina, mentre attendevo Luz per andare a pranzo con alcuni blogger che si sono intrufolati nella nostra vita e non ne vogliono uscire, ho fatto un salto nel mio vecchio posto di lavoro. Non era previsto, ma il luogo è ideale per parcheggiare e andare in centro. Ho unito le due cose e sono andato a salutare qualche amico e collega. Non è ancora tempo di parlare della fine della mia vita lavorativa dopo ciò che ho già scritto. Arriverà il momento.
Tra pochi giorni il giornale cambierà ancora una volta sede e quindi hanno cominciato a fare le scatole con il materiale da portare nella nuova redazione. Di personale non avevo più nulla se non il desiderio di portarmi via tre vecchie prime pagine de l'Unità che mi hanno tenuto compagnia per tanti anni. Portate a casa mi è sembrato di aver fatto una cosa puerile, mi sono chiesto dove metterle, dove appenderle e se fosse il caso di farlo. In fondo sembra un volersi attaccare a qualcosa che non c'è più, un altro esercizio di memoria non solo storica ma personale. Però la nostra vita è fatta anche di memoria, condivisa o meno. Allora le abbiamo appese, provvisoriamente, nella nostra camera, così sarà l'ultima cosa che vedrò prima di addormentarmi e la prima quando mi sveglierò. Vi saprò dire se la cosa mi provoca danni e/o traumi.
La prima pagina è del Primo maggio 1975 e il titolo non lascia spazio per dubbi e ripensamenti sulla vittoria della lotta del popolo vietnamita contro gli americani che, accoppiata alla festa dei lavoratori per noi comunisti, non dico fosse il massimo, era una gran cosa. Ma, se teniamo conto che il 25 aprile 1975, anniversario della Liberazione, in Portogallo si festeggiava il primo anno dalla caduta della dittatura e la sicura vittoria del referendum costituzionale, per me come per molti altri, posso immaginare, fu una unica lunga settimana di vittorie. All'epoca non lavoravo ancora nel giornale, ci sarei entrato un anno e venti giorni dopo, ma quel numero lo ricordo bene. Ne diffondemmo, nel mio paese di andreottiani, un numero notevole. E, cosa non meno importante, in alto a destra si vede un riquadrato dove si dice che il numero del Primo maggio 1975 è stato stampato in UN MILIONE E DUECENTOMILA COPIE. Non aggiungo altro se non che qualche direttore che si è seduto su quella poltrona dovrebbe riflettere sulla storia del giornale creato da Gramsci. Forse un giorno vi racconterò come si preparava il giornale di quei giorni speciali.
Il secondo quadro è la prima pagina del 24 marzo 1984, giorno della grandiosa manifestazione contro l'abolizione della contingenza voluta da Craxi, il grande statista. Un milione di persone che non bastarono per fermare quella infame riforma di cui le classi meno abbienti ancora pagano le conseguenze. Inutile dire che anche a quella manifestazione c'ero, ma forse farei prima a dire quelle a cui sono/siamo mancati. Ma nonostante tutto continuiamo a partecipare nella speranza che si torni a vincere. Vittoria che manca da troppo tempo e che, probabilmente, non vedrà più i risultati che vengono riportati dalla terza prima pagina de l'Unità.
Era il lontano 22 giugno del 1976 e il Pci raggiunse l'incredibile percentuale del 33,8 al Senato e del 34,4 alla Camera. Inutile dire altro. Solo c'è da chiedersi che fine abbiano fatto tutti quegli elettori e i loro figli e i loro nipoti. Possibile che fossero tutti comunisti per comodo e non per ideali? E' la stessa domanda che mi pongo da anni su tutti i funzionari più o meno alti che si sono succeduti.

E mentre scrivevo questo "nostalgico post" il cellulare mi segnala che c'è un messaggio che riporto pari pari: Venti poliziotti feriti negli scontri causati dai neofascisti laziali a Prati. Perché non se ne parla sui tg nazionali? Perché degli studenti sì e di questi no?
Perché si parla di ciò che fa comodo al padrone di turno e ai suoi lacchè. Perché parlare dei neofascisti che creano casino? Non conviene. Perché creano casino? Perché sperano tutti di essere assunti nelle municipalizzate di Roma o imbucati in qualche ufficio della Regione Lazio, è ovvio.

15 commenti:

Martina D. ha detto...

Io tutte queste storie le voglio leggere e sentire. Voglio che le racconti. Non vedo l'ora. Se si dimentica in nostro passato, il nostro vissuto, ci si dimentica chi siamo.
E' quello che è successo agli italiani.

il Russo ha detto...

Mannaggio, dopo qualche riga del post già speravo che quelle prime pagine tu non sapessi dove metterle e m'è venuta l'acquolina in bocca.
Vabbè, mi tocca aspettare che tu tiri le cuoia e sperare che in sede di testamento ti ricordi degli amici...

Gap ha detto...

Russo, nel frattempo mi gratto!!!

loris ha detto...

Confesserò....alcune di quelle copie le posseggo pure io, e, alcuni anni fa pensai di darle "in prestito" in una sezione o circolo o fabbrica.... insomma non voglio fare nomi per non fare polemica. Bhè, me le sono andate a riprendere. Quando le storie non coincidono....meglio divorziare.
Credo che quella che si è consumata negli anni è stata una grande truffa, fatta da piccoli uomini. I DS prima e il PD dopo ha potuto contare su quello che fu definito "lo zoccolo duro". Compagni abituati a "fidarsi" del partito che sino a quel momento aveva lottato con loro. La truffa è consistita nel fare una precisa scelta aclassista (negazione delle classi sociali) per occuparsi di produzioni, banche, e “moderna” organizzazione del lavoro (precariato). Ora hanno un partito leggero...e secontinua così si alleggerirà ulteriormente.

Punzy ha detto...

e comunque, chiariamo: TU ti sei intrufolato nelle nostre vite, ora non ricordo esattamente le circostanze ma furono senza dubbio subdole

mi sa che vengo a furtare qualche quadretto a casa tua..

Anonimo ha detto...

Non solo, Punzy, lui ci adora. Solo che non vuole ammetterlo.

Comunque io quel 24 marzo ero in piazza con mio papà e urlavo "Cazzi boia" perché quel nome non l'ho mai saputo pronunciare bene.

Zio Scriba ha detto...

se un dio ha creato l'italiA era di certo un dio fascista. Noi buoni diavoli blasfemi saremo sempre minoranza.

Anonimo ha detto...

Forza Lazio!

Gap ha detto...

Ma perché tutti gli anonimi rompicazzo vengono su questo blog? Che c'entra quel Forza Lazio con il tema del post e dopo che la Lazio ha perso in casa con il Lecce? E, poi ancora, che me ne frega a me che già mi devo sentire le prese in giro per le cazzate di Juan?

Ernest ha detto...

probabilmente nei fogli per l'assunzione c'è proprio una casellina da barrare... "precedenti nazi-fascisti" se si barrare se non prendere la porta e andarsene.
Alla vista Pc (io che non l'ho mai potuto votare) scende la lacrimuccia...
un saluto

Berica ha detto...

In quelle manifestazioni c'ero anch'io... e non perchè mi faceva comodo.
Grazie per aver ricordato il nostro comune passato.

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Si caro Gap, dove sono finiti tutti quei comunisti?

la Volpe ha detto...

belle pagine, belle storie

w l'Italia, l'Italia che non muore

Carlo ha detto...

Bellissimo post.
Un grosso abbraccio, caro Gap.

Silvia Garambois ha detto...

quei quadri con la cornice rossa mi sembra di averli già visti...