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mercoledì 15 dicembre 2010

Violenza, ovvero porgi l'altra guancia

Il contatto quotidiano chiama in causa ovviamente gli affetti più diversi, ma alcuni di essi sono di primaria importanza per l'orientamento nella vita quotidiana. E si tratta dei sentimenti del si (enunciati secondo il grado di intensità): simpatia, inclinazione, amore; e i sentimenti del no: antipatia, avversione, odio. Tra questi due gruppi sta come "terzo neutrale" l'indifferenza.
... l'odio per contro ci lega a quelle persone con cui - sempre dal punto di vista della nostra personalità - vogliamo assolutamente evitare il contatto.
... Noi definiamo affetti di orientamento l'amore, l'odio e l'indifferenza perché la loro funzione consiste in primo luogo nel promuovere o guidare l'orientamento nel prodursi dei contatti quotidiani.
... L'amore e l'odio, divenuti intensi, in certi casi oltrepassano largamente il limite. L'essere dell'oggetto dell'amore e il non - essere dell'oggetto dell'odio possono diventare fini a sé stanti: io vorrei sacrificarmi per la persona che amo e distruggere la persona che odio. ... (Agnés Heller- Sociologia della vita quotidiana -1975)

Violenza: comportamento consistente in una minaccia, tale da far impressione su una persona sensata. (Garzantina Universale)

Violenza: 2 azione contraria all'ordine morale giuridico o politico. In tal senso si dice "commettere" o "subire" violenza. L'esaltazione della violenza in questo senso è stata talora fatta per motivi politici. Così Sorel ha contrapposto la violenza diretta a creare una società nuova alla forza che è propria della società e dello stato borghese. "Il socialismo deve alla violenza gli alti valori morali con i quali porge la salvezza al mondo moderno" (Réflexions sur la violence; 1906)
3 Popper ha insistito sui nessi fra violenza e mentalità utopistico-rivoluzionaria, affermando che l'utopista, essendo intossicato dalla "verità" di cui si reputa portatore e missionario, avrà la tendenza ad imporre agli altri, anche con la forza, il suo progetto di società (La società aperta e i suoi nemici, 1945; Congetture e confutazioni, 1963). (Nicola Abbagnano/Giovanni Fornero Storia della filosofia). Vi ho risparmiati Aristotele e Nietzsche.

Dando per scontato che uno Stato è per forza di cose violento in quanto pone regole e condizioni che possono non essere accettate dai cittadini, dando per scontato che nel nostro paese vige una democrazia a dir poco dimezzata che pone regole e condizioni a cui il popolo non può sottrarsi (vedi progressivo impoverimento della popolazione nei suoi vari aspetti), è conseguenziale che il sentimento di odio, che come dice Agnés Heller è uno dei sentimenti guida, possa in alcuni prevalere e portare a forme di lotta che generalmente non vengono accettate dai più.
Ma, come spesso succede, con frase abusata, ci si limita a guardare il dito e non la luna. Dando per scontato che all'interno della manifestazione ci fossero degli infiltrati (sulla rete troverete foto e filmati), non possiamo pensare che coloro che hanno manifestato con violenza l'avversione alla situazione politica, occupazionale, finanziaria, scolastica, ambientale, ecc. siano e possano essere solo ed esclusivamente una frangia violenta che per comodità viene classificata come Black Block. La generalità degli scontri ha coinvolto anche persone che intendevano manifestare, all'inizio, pacificamente. Guardare la luna, invece del dito, vuol dire prendere atto delle "provocazioni" fatte dal ceto politico governativo da molti anni a questa parte. Si è salvato il "capitale" con i soldi del popolo, si sono chiesti, quando è stato fatto, e imposti sacrifici solo ed esclusivamente ai meno abbienti, poco o nulla è stato dato al popolo, nemmeno le mitiche brioche.
Non la faccio troppo lunga, non giustifico ma comprendo. Ripeto, come detto in altre parti, non ho mai tirato un sampietrino ma non posso escludere che non avrei partecipato agli scontri. A meno che non vogliamo fare gli "Indifferenti" ciò che è accaduto a Roma riguarda ognuno di noi. Un conto è la ragione, un altro è l'incazzatura di chi è senza futuro (giovani, cassintegrati, disoccupati, ecc.). Condanniamo quanto si vuole ma non perdiamo il contatto con la realtà. Non tutti riescono a porgere l'altra guancia anche perché ne abbiamo solo due per uno.

15 commenti:

la Volpe ha detto...

Un messaggio sensato che non posso non condividere. Sono molto turbato da ciò che è avvenuto ieri e ho le idee molto, molto confuse su tante cose.

il Russo ha detto...

Capisco eccome anch'io: è più violento uno che tira un sanpietrino o chi distrugge le dignità di persona ad un lavoratore a Pomigliano?
Non è retorica la mia, cominciamo di nuovo a soppesare certi valori come gli affetti, la dignità della persona, i mezzi che le persone devono avere a disposizioni per elevarsi culturalmente, un sabato sera passato al cinema con la propria famiglia invece di stare in catena, la possibilità di una vacanza dignitosa con e per i propri figli, il non dover scegliere fra una fettina di carne o due buste di minestrone liofilizzato quando si va a fare la spesa...

la Volpe ha detto...

Sapete che anche se discuto alla pari mi sento un po' in soggezione davanti alla "esperienza" di tanti che scrivono qui, io ho 30 anni ma sono infinitamente meno "esperto" di manifestazioni e di vita politica. Ci terrei che deste un parere su quello che ho scritto sul mio blog (http://lorrore.blogspot.com) a riguardo della situazione, perché io stesso sto cercando di farmi un'idea del tutto...

Parola di verifica: oborrit

Gap ha detto...

Prima che lo dica qualcuno, sampietrino o sanpietrino sono la stessa cosa. Il Devoto Oli predilige la prima versione.

Volpe, non è questione di sentirsi in soggezione, la verità rivelata non l'ha nessuno. Per questo ci si confronta in maniera seria e pacata, perlomeno lo si spera, in questo blog.

Rouge ha detto...

Tutto vero, difatti quando si vuole smontare qualche protesta (giusta, sbagliata, quello che vuoi) uno dei modi migliori è provocare disordini, e la storia non solo italiana lo dimostra.
Ti stai addentrando però a mio avviso in un discorso scivoloso. Al mondo esiste tutta una serie di situazioni in cui si può dire "non giustifico ma comprendo", dalle più gravi alle più banali. Per esempio pure un marito che mette le corna alla moglie compie una violenza, e magari dietro ha tutta una serie di motivazioni sue che ci fanno "comprendere" ciò che fa, rimane il fatto che una violenza è stata compiuta e rimane da stabilire da che parte si vuole stare. Dire in questi casi "non giustifico ma comprendo" mi sembra equivalga a rimanere in quella terra di mezzo in cui si trovano anche gli indifferenti. Insomma per me esiste il "comprendo" tout court, che equivale a giustificare e avallare atti di violenza, e "condanno anche se comprendo".
Per natura ed indole credo di essere più sulla seconda posizione (considerando anche il fatto che nel caso specifico atti di violenza si ritorcono sempre contro, per cui servono a una mazza).

Zio Scriba ha detto...

In tutta pacatezza, io la penso come Rouge. E poi, soprattutto, ma violenza CONTRO CHI? Il sanpietrino in testa mica se lo becca berlusconi. E se se lo beccava un bambino e ci restava secco? Era contro il bambino che "non si porgeva l'altra guancia"? Lo so, il mio è un esempio estremo, assurdo e quasi da "colpo basso", ma deve far pensare. Per me la violenza è merda sempre e comunque, mi fa sentir male soltanto a vederla, come quelle persone che non possono fare le infermiere anche se vorrebbero perché svengono alla vista del sangue. Se poi essere nonviolenti significa essere indifferenti, vabbè, allora forse io sono un indifferente. Ma non credo.

Gap ha detto...

"non giustifico ma comprendo".
Rouge, hai basato tutto sulla frase sopra riportata, ma dopo dico:"Condanniamo quanto si vuole ma non perdiamo il contatto con la realtà".
La "violenza" fine a se stessa, "il non-essere dell'oggetto dell'odio possono diventare fini a sé stanti",siamo d'accordo che non risolve nulla.
Mi scuso pensavo di essere stato abbastanza chiaro.

ventopiumoso ha detto...

e' un terreno molto scivoloso. riassumendo, io sono per il "non giustifico ma comprendo". giustamente alcuni di voi hanno fatto notare che e' un rischio, che puo' scivolare nel "giustificare" azioni ingiustificabili.. eppero' mi verrebbe da dire che anche il "comprendo ma condanno" porti, inclini verso l'immobilita'. e quindi sposo piu' l'osservazione del russo, bisogna ridefinire il linguaggio.

(mi viene in mente, cosi', quando mori' cossiga, tutti a dire "vabbe' poverino", io mi incazzavo come una biscia: e' schiattato fin troppo tardi, per quello che ha fatto. l'unico rammarico e' che non abbia spifferato un tubo).

e' un casino, un gran casino, c'e' la stretta finale dell'economia (ultra)capitalista, in tutte le sue forme, ed i diritti umani e civili. da poco ho letto l'aggressione all'ex ministro greco. beh: non si fa, direte; ma e' dura andarlo a dire ai greci, con tassi di disoccupazione (reale) altissimi, con ancora meno prospettive di noi.

sulla manifestazione (e, mi verrebbe da dire: su tutte le manifestazioni): tutto e' nato da infiltrati, provocazioni dei celerini e insomma dall'organizzazione della "difesa". tutto il resto viene dopo. le responsabilita' sono a monte.

comunque anch'io ho scritto su questo, tante volte negli ultimi due anni :)

mi sembra di capire che siamo tutti piu' o meno sulla stessa barca; le diverse inclinazioni sono pure sfumature dell'animo.

animo ragazzi, animo.

il Russo ha detto...

Cazzo, qua su sto terreno scivolano tutti, com'è che tutti riescono a stare in piedi quando viene massacrata la scuola (da quella primaria sino ad arrivare alle ultime gelminate sull'università), quando viene schifato lo Statuto dei Lavoratori, quando la precarietà diventa Sistema e quando la libertà viene sempre più limitata?
Io, per non sapere ne' leggere ne' scrivere sono già pronto a scendere in piazza fra un paio di giorni...

Rouge ha detto...

Gap, forse sbaglio, ma fare il discorso delle guance alla fine ti riporta al "giustifico ma comprendo" che in sé è comprensibile ma non chiude la questione: a violenza si risponde con violenza? Non è una domanda posta a te personalmente, è per allargare il discorso.
Io penso che se andassi in piazza a protestare e quello di fianco a me sfasciasse una vetrina la mia e sua protesta andrebbero a farsi fottere. In altri termini la sua violenza legittimerebbe quella altrui (anche pregressa) e vanificherebbe la mia protesta.

Harmonica ha detto...

Uno dei post più sensati che ho letto in queste ore.
Trovare la scusa dei black-block per non vedere la rabbia che sta montando, dimostra una volta di più che il cosidetto partito che occupa la sinistra, è buono a far politica nei salotti oppure da fabiofazio.
Per quanto mi riguarda, comprendo e giustifico.
Il cambiamento non passa da una scheda elettorale.

listener-mgneros ha detto...

V for Vendetta
Altro non ho da dire.

Anonimo ha detto...

C'erano i balck block (poi chi siano è arduo capire, ogni azione poco comprensibile è sempre stata liquidata con senso poco chiaro. Deputata ad entità fumose. Sono gli anarchici,si dice da una vita, quando la maggior parte della gente ne sa dell'anarchismo quanto degli ufo),c'era la polizia infiltrata, c'erano quelli che fanno della violenza uno sport...Tutto vero, forse, io no lo so ma cari miei quello che posso dirvi è che io ho visto gente "normale" lanciare sassi, tirare sedie, gente comune incazzata nera. Poi possiamo fare un lungo discroso sulla volenza ma non mi sembra la sede, per questioni di tempo e spazio. Certo è che se la violenza indecente che subiamo da anni è accettabile e quella del popolo che si ribella no, allora non ci sarebbe stata nessuna lotta sindacale, nessuna resistenza,nessuno dei diritti conquistati e vagavamo ancora alla ricerca delle brioche della nota regina francese. A cui no, non si sarebbe tagliata la testa, perché la violenza è cosa brutta e ci fa scendere al loro livello...
Riccioli Neri

Ernest ha detto...

ottime riflessioni Gap
le sottoscrivo

la Volpe ha detto...

Gap, lo so che ci confrontiamo tutti ed è bello, e ti leggo sempre con attenzione. Ma la mia esperienza è limitata e sono interessato ancora di più a conoscere il punto di vista, sui temi che non conosco a sufficienza, di chi mi pare abbia più esperienza, più consapevolezza e più "polso" dell'argomento in questione - che sia tecnica musicale, attività politica, manifestazioni, scienza, lingue o letteratura! E dato che tendo a scrivere in modo un po' pedante e petulante, sento il bisogno ogni tanto di far presente che è il mio modo di essere e di scrivere, che peraltro cerco di combattere perché ne sono a conoscenza, ma che in realtà dò molto peso, rispetto e attenzione ai punti di vista altrui e che non sono così granitico e spaccacoglioni come sembro.

Però magari sono precisazioni inutili che mi rendono solo più pedante e spaccacoglioni...

E così sono anche andato fuori topos!