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lunedì 6 dicembre 2010

Correre

Il ragazzino mulinava le gambette, bianche e secche, che spuntavano dai pantaloncini corti. I suoi piedi chiusi nei sandaletti, erano gli ultimi giorni di vacanza, poggiavano e si alzavano da terra in un movimento continuo. Correva, correva sempre. Correva con la enorme, per lui, pagnotta di pane nelle braccia, correva con la bottiglia di vetro del latte, correva con le sigarette strette nella mano piccola, correva con il fiasco di vino, per suo padre, retto per il collo. Correva, la sua era una lunga, interminabile corsa per le salite e le discese del paese. Correva sui prati dietro ad un pallone mezzo sgonfio, correva sull'asfalto della provinciale in lunghe estenuanti  sfide con i piccoli amici, correva anche quando andava a scuola.
Correva verso la vita finché un giorno la vita non corse verso di lui e lo bloccò. Da allora la sua andatura divenne normale, arrancante verso una perenne salita.

5 commenti:

Rouge ha detto...

Il lunedì è foriero di ottimismo, vedo.

Marte ha detto...

Ogni maledetto lunedì?

Zio Scriba ha detto...

Una bella sfida fra due capolavori, quello scritto da Gap (più piccolo, ma non sfigura) e quello cantato da De Gregori. :D

il Russo ha detto...

Sempre a questa benedetta/maledetta Leva ritorniamo, eh?

Gap ha detto...

Russo, come potremmo farne a meno?