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venerdì 17 dicembre 2010

Con la fantasia non si vince, si sogna, ci si illude.

Il 14 dicembre scrivevo: "E ora ci saranno tutte le polemiche e le disquisizioni sui Black Block che hanno messo a ferro e fuoco Roma, che hanno creato danni, che hanno impedito ai negozi di aprire, che hanno ... tutto quello che vi pare e piace. Chi condannerà, chi assolverà e chi giustificherà". Mi ero dimenticato di citare una categoria che in questi giorni sta andando alla grande. Una categoria trasversale per età, censo, cultura e posizioni politiche. La categoria di coloro che dicono: "Cari studenti non date  motivo ...", si può completare la frase a piacimento tanto il senso non cambia. Anche questi famosi e osannati, chi più chi meno, opinionisti, giornalisti, scrittori ecc., si limitano a guardare il dito degli scontri e non la luna, che è pur grande, del motivo della protesta. Eppure sui giornali, nelle televisioni e nel web ci sono fior di immagini e filmati che dimostrano che se anche chi tirava le pietre e sradicava i segnali erano pochi, gli stessi erano circondati da migliaia di persone che nulla facevano per dissuaderli. Un attimo di follia generale, se vogliamo, che testimonia il grado di saturazione dei giovani e non solo. Qualcuno inizierà a preoccuparsi se si torna massivamente a pensare che con le buone non si ottiene nulla? 
Qualcuno tira fuori la necessità di rispolverare la fantasia nella lotta di classe. Forse è giovane e non ricorda gli "indiani metropolitani", quelli che dicevano "una risata vi seppellirà" o che al posto dell'Altare della Patria volevano fare un laghetto con le oche. Con la fantasia non si vince, si sogna, ci si illude. 

7 commenti:

Chica ha detto...

"Geronimo, Cochis, Nuvola Rossa / giovani proletari alla riscossa / 10-100-1000 Little Big Horn "

la Volpe ha detto...

Mah, io non lo so come si vince, se lo sapessi viaggerei per l'Ialia a diffondere la formula magica...

Rouge ha detto...

Vero, con la fantasia non si vince e coi sogni nemmeno, però pure prendersi a capate non è che porti a grandi risultati. Tralasciando tutto quello che gli anni settanta dovrebbero aver insegnato a chiunque (che si dice che la storia deve insegnare ma poi non la caga mai nessuno), c'è un altro bell'esempio molto più recente, di inizio millennio, genovese, a spiegare come pure i movimenti meglio organizzati e fortemente motivati possono essere mandati a bagasce, basta mettere gli incappucciati giusti al posto giusto e un po' di botte menate a caso qua e là, meglio se a gente indifesa.
Il punto è che con la fantasia non si vince ma uno sforzo di immaginazione bisognerebbe farlo. Servirebbero metodi nuovi, ma non mi chiedere quali: io sono dell'altro secolo.

il Russo ha detto...

No, proprio non riescono a capire quanto la precarietà e il saltabeccare dalla disoccupazione all'ennesimo lavoro a termine ci abbia esasperato.
Non che non vogliono capire, non ce la fanno proprio.
E ci si incazza doppiamente.

Zio Scriba ha detto...

Non so, io sarò un coglionazzo come quegli indiani metropolitani, ma continuo a trovare più immane, geniale, portentosa, la violenza intelligente di quell'immagine di studenti che fronteggiano gli scudi e i manganelli degli sbirri ignoranti mostrando cartelli colorati con titoli di libri. Non ottennero nulla? Temo che ancor meno otterranno tirando sassi.
Con la differenza che i posteri, fra qualche secolo, proveranno ancora un brivido davanti a quell'immagine, mentre si confonderanno e annulleranno nel ricordo le troppe brutte immagini di guerriglie tutte uguali, politiche, religiose, o persino calcistiche: senza didascalie e spiegazioni, chi distinguerà a distanza di tempo un berlusconi vaffanculo da un post Roma-Lazio?

Col le risate qualcuno si seppellisce. Col la violenza si seppellisce se stessi. E comunque la prima caratteristica dell'essere Rivoluzionari è provare a pensare qualcosa di nuovo. Fotocopiare Robespierre e ghigliottine non mi pare un grande sforzo.

Gap ha detto...

Compagnucci miei diletti, eppure avevo scritto in grassetto e rosso la frase che per me è più importante, la base della discussione se si vuole evitare la deriva violenta del movimento. Tutto il resto sono sagge e dotte disquisizioni a cui io, come sapete, non mi sottraggo.
Penso che tornerò a postare racconti e raccontini, fanno meno rumore delle idee.

Zio Scriba ha detto...

Gap, a me piace molto confrontarmi con persone intelligenti ed esperte come te, da cui credo di avere moltissimo da imparare. Però mi dispiace che tu la metta così, come se le cose dette da Rouge e da me non fossero degne del rango di Idee, mentre a parer mio lo sono eccome.
La parte in rosso e in grassetto è quella che mi è meno piaciuta di tutto il post: "pensare massivamente" per me non è pensare. Punto.

(e penso anche che racconti e raccontini possano farne molto, di rumore, e che possano esserci più idee lì dentro che non nel parlare di massimi sistemi)