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martedì 21 dicembre 2010

Caro Enrico, ti scrivo

Caro Enrico,
ti scrivo così mi distraggo un po', ben sapendo che non è vero. Non mi distrarrò, anzi, continuerò a nutrire questo acre risentimento che porto dentro. E' passato il tempo delle letterine a Babbo Natale o Gesù Bambino, chissà perché non ci hanno fatto mai scrivere alla Madonna. E' passato il tempo dei buoni propositi che le maestre ci suggerivano, la pace nel mondo, la salute per la famiglia, le promesse di essere più buoni e di non far arrabbiare mamma, papà e Gesù che ci voleva tanto bene. Caro Enrico, non ho più nessuno a cui scrivere, non credo più nelle favolette e nemmeno negli uomini. Allora, non mi resti che tu. Eppure non sempre siamo stati d'accordo, anzi, molto poco. Ma, nonostante le diversità, non ti cambierei con una delle caccole che girano per l'Italia di questi tempi, nemmeno se mi riempissero di soldi. Parlo di soldi perché ormai in Italia la politica si fa con i fogliettoni e non con le idee. Se avessi visto quello che è successo in parlamento la scorsa settimana altro che "questione morale", altro che "mani pulite", qui di pulito c'è rimasta solo la suola delle scarpe dopo aver pestato qualche fiore di cane (merda, insomma).Una volta si parlava di pecore nere ora è già tanto se si vede qualche pecora bianco-sporco che fa il proprio dovere, che si occupa di politica per dovere sociale e non per tornaconto personale. Sai, sono tante le cose che vorrei dire ma poi mi rendo conto che non sono altro che le stesse cose dei tuoi giorni, se possibile, incancrenite e peggiorate. Oggi l'Istat ci ha fatto sapere che la disoccupazione giovanile  è al 25%. La settimana scorsa in una manifestazione si sono riviste scene che ben conosci, proteste e scontri, slogan e violenze con tutte le polemiche che puoi immaginare. Ma quei giovani che protestano con forme più o meno lecite, sono gli stessi giovani che non trovano lavoro, sono gli stessi giovani che appena conseguita la laurea non sono contenti perché non hanno alcun futuro. E a questi giovani, siano essi lavoratori o studenti, nessuno dà risposte, se potessi sentire coloro che indegnamente siedono negli scranni del parlamento, ascolteresti, ancora come allora, banalità e false promesse. "Con questi giovani dobbiamo parlare" è il ritornello da destra a sinistra. Questi giovani non vogliono più sentire parole, vogliono fatti che nessuno è disposto a dare loro. Forse dire "Con questi giovani occorre parlare" lo poteva fare Luigi Longo tanti anni fa dalle colonne di Rinascita (sono sicuro che tu ricordi sia Longo che Rinascita), di certo non lo può fare la Gelmini. Non sai cosa ti perdi, caro Enrico, nel non essere più dei nostri. Personaggi che ai tuoi tempi non avrebbero fatto nemmeno gli uscieri a Botteghe Oscure o a Piazza del Gesù siedono in parlamento e nel governo, loschi figuri che fino a pochi anni or sono erano i nostri avversari o nemici sono diventati dei possibili alleati dei tuoi eredi. Cose inimmaginabili, ex fascisti, che occupano poltrone governative e non solo, sdoganati da un palazzinaro pieno di processi sceso in politica per salvare le chiappe dal tavolaccio. Ex fascisti che chiedono arresti preventivi come erano usi fare i loro ispiratori del ventennio fascista. A quando l'olio di ricino per gli oppositori? E, con capacità divinatorie, già preconizzano il morto nelle prossime manifestazioni. Tutti ottimi allievi di tuo cugino.
Caro Enrico, c'era più piacere a discutere delle tue idee. Ricordi il casino che armasti con l'esaurimento della spinta propulsiva? Di sicuro hai avuto il merito di portare al volgo la parola propulsiva, molti non sapevano nemmeno che esistesse, che dire poi del compromesso storico? Quante te ne ho dette! I tuoi allievi, quelli che alla tua tomba e a quella di Gramsci nelle ricorrenze ormai mandano personaggi di secondo piano, quelli che alla tomba di Togliatti nemmeno ci vanno più, vogliono fare un accordo con l'ex fascista Fini piuttosto che con il comunista (?) Vendola. E noi che ce la siamo presa con te perché volevi fare il compromesso storico con Moro! Altri tempi e altra morale. Purtroppo non sappiamo quale sarà il nostro futuro, come tutti gli anni, come da sempre. Eppure siamo qui a sperare e augurarci che il nuovo anno possa essere migliore di quello passato e ci consoliamo che tanto peggio di come siamo messi non potremo andare. E tutti gli anni ci sbagliamo, tutti gli anni ci rendiamo conto di avere delle capacità escavatorie che nemmeno le trivelle per la ricerca del petrolio ci eguagliano. E allora speriamo bene, lo speriamo per noi, per i nostri cari, per gli amici vicini e lontani, per gli amici palpabili e quelli impalpabili, per gli amici di tastiera e di social network, chissà, se fossi ancora vivo, se avresti un profilo facebook, per gli amici con cui si condividono le idee e quelli con cui non si condividono più, per quelli con cui si polemizza aspramente e quelli con cui non è possibile farlo perché non prendono posizione. Auguri a tutti, meno che ai fascisti e ai berlusconiani. E qui mi fermo altrimenti corro il rischio che mi rimangio quello che ho scritto e non mi faccio gli auguri nemmeno io.

P.S. Auguri anche a te, Enrico.

10 commenti:

Vincenzo Cucinotta ha detto...

Cosa aggiungere? Hai detto tutto tu, e l'hai detto proprio bene, condivido totalmente. Dobbiamo sperare che nei giovani covi la rivolta morale, anche se dovessero travolgere anche noi che non siamo stati in grado di consegnar loro un mondo almeno altrettanto decente di quello che abbiamo a nostra volta ricevuto dai nostri genitori.

il Russo ha detto...

Auguri allora a tutte le persone perbene nella vita politica nazionale, così che in cinque minuti abbiamo esaurito la pratica...

Gap ha detto...

Spero che ci travolgano, noi non abbiamo più nulla da dare se non consigli non richiesti. Siamo così ridotti male che non ci resta che fare i vecchi che ricordano i tempi andati. E' chiaro, esagero ma non troppo.

listener-mgneros ha detto...

non bisogna dare i consigli ma continuare a dare informazioni, ognuno a suo modo...con le sue capacità. Il mondo non è in questo angolo pieno di buio luccicante. Poi non si tratta di vincere, cosa che lascio a loro, ma di pulsare.
Merda ma ve lo devo dire proprio io, questo?

Martina D. ha detto...

Auguri anche a te, caro Gap.
Enrico ci manca.

Rouge ha detto...

Bella. Spero che la tua lettera giunga anche a qualcuno di vivo in parlamento (se ce ne sono ancora).

Ernest ha detto...

Caro Gap
ho paura di scrivere per rovinare la tua lettera che faccio mia! Posso solo dire che in giro ci sono ancora tante persone perBene che scrivono sui blog e che non scrivono, dobbiamo contare su quelle, e farci forza nei momenti bui della democrazia.
Per il resto mi fermo anche io e ti mando un abbraccio e i miei auguri, pieni di ideali, fiero di poter dire la parola comunista, fiero di poter chiamare compagno qualcuno.

Luz ha detto...

Io ancora mi commuovo quando rivedo qualche spezzone del funerale di Berlinguer! Era un moderato, ma rigoroso, onesto e convinto delle sue idee. I cari compagni di partito, che lui ha cresciuto, sono dei traditori e quindi per nulla dissimili da quelli del Pdl. Tutti al rogo, ma non a Campo de' Fiori, non con Giordano Bruno. Magari in qualche praticello spelacchiato della periferia romana, tanto per festeggiare il nuovo anno.

elena ha detto...

io Berlinguer l'ho aspramente criticato, ai tempi... epperò adesso lo rimpiango, come te Gap... segno dei tempi cupi che viviamo. Allora auguro a noi vecchietti di continuare a fare ricordo, storia e testimonianza, ed ai giovani di non perdere l'entusiasmo e la volontà di lottare per cambiare, ma soprattutto di non abbassare mai la guardia paghi delle conquiste ottenute, come invece abbiamo fatto noi (io sicuramente)... e i risultati si vedono.
Suerte.

Anonimo ha detto...

ciao a tutti so solo che ho pianto x trè giorni per il nostro ENRICO.