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mercoledì 17 novembre 2010

Tanto per scrivere qualcosa

Da piccolo mi sarebbe piaciuto avere una bicicletta ...


Mi sarebbe piaciuto avere, almeno una volta, un vestito di carnevale ...
Mi sarebbe piaciuto fare l'archeologo, ma avrei dovuto studiare il greco (così pensavo) ...
Mi sarebbe piaciuto fare il capitano (si, proprio il capitano) di marina, ma avevo paura del mare ...
Mi sarebbe piaciuto andare alle Olimpiadi, ma nel mio paese l'atletica si poteva vedere sono in televisione ...
Quando andavo a dormire, prima di prendere sonno, sognavo ad occhi aperti gare di mezzofondo dove non vincevo mai. C'era sempre qualcuno che mi batteva sul filo di lana.
Non ricordo l'età, mi ero fatto un harem che comprendeva tutte le amichette. Mi ero posto il limite di dieci e facevo una rigorosa cernita in base a non so quale criterio. L'unica che non rientrava mai nella lista fu la prima con cui ebbi una storiella (mesi, anni dopo?). Qualcuno lo sogna ancora adesso ...
Crescendo ho iniziato a fare sogni, veri e propri, politici. Sognavo comizi, riunioni, discussioni. Berlinguer era una presenza costante. Ne ho sognate talmente tante che ora sono stanco anche di parlare. I sogni finiscono, e resta solo una realtà che non ha nulla a che spartire con le aspirazioni e le speranze.

Così, tanto per scrivere qualcosa.

5 commenti:

listener ha detto...

io sognavo che smettessero gli incubi.

Zio Scriba ha detto...

Ci fosse la macchina del tempo ti passavo i miei, di vestiti di carnevale. L'ho semper odiato, quel giorno: vestirsi da Zorro o da cowboy tanto per beccarsi un bel raffreddore... e non c'erano ancora i cretini che vanno in giro con bombolette, fiale puzzolenti e scherzi pesanti... (In generale, puoi immaginare cosa pensa un bastiancontrario come me di un giorno in cui il potere dice al popolino "fate caciara obbligatoria, ché poi è quaresima"...)
Passione politica per fortuna ne ho sempre avuta poca, altrimenti di questi tempi avrei un fegato in meno e qualche mitra per le mani in più...

Gap ha detto...

Forse tu l'odiavi perché li avevi e ti "dovevi" vestire da qualcosa o da qualcuno. Chi non li aveva non ha avuto la possibilità di scegliere e, in fondo, quando si è bambini avere delle "voglie" è anche normale. Se non mangi qualcosa non saprai mai se ti piace o meno.Con il senno di poi ti posso dire che non ne ho risentito molto della mancanza.

la Volpe ha detto...

Bello questo scritto, quasi monticiano per le tematiche ma amaramente gappiano nello svolgimento.

Per continuare nel "tanto per", complimenti per la scelta della canzone: quel disco, in cui si mescolano il genio musicale dei New Trolls e quello poetico di De André e Mannerini, è una vera gemma nel panorama della canzone italiana di tutti i tempi. E adesso me lo vado a risentire :)

Ernest ha detto...

beh no questa non è proprio una cosina scritta... è una gran cosa!