Pagine

martedì 23 novembre 2010

Dove sono? E perché?

"Dove sono?"
Fu il primo pensiero, il più banale che il suo cervello poteva partorire. In un altro momento avrebbe detto che solo sui libri gialli si potevano leggere certe reazioni. "Dove sono?" si ripeté nella testa, nel buio che l'avvolgeva e lo penetrava. Nero, tutto nero impenetrabile. Provò a muovere il capo, come fanno tutti quando si ha il mal di testa, si sa che farà male ma la si muove lo stesso. Non riusciva a girarla se non di un paio di centimetri e a costo di dolori lancinanti. Qualcosa intorno al cranio gli impediva la torsione. Si rese conto che era legato ad una sedia anche con i polsi e le caviglie. Perché?

"Mio marito è scomparso, è uscito questa mattina per fare il giro del lago, avevamo appuntamento per le otto al bar sotto casa, sono le undici e ancora non è tornato"
"Ci spiace signora, è passato troppo poco tempo per attivare le ricerche. Comunque mandiamo una macchina a vedere se c'è qualcosa di strano sui sentieri".

Lo vedeva, lo intuiva, seduto che tentava di muoversi, prima la testa, poi le braccia e le gambe. Ha tentato di reclinare la testa ma non ci riesce. Il "collare" di cuoio sulla fronte regge, è stata proprio una buona idea.

"Sto sognando, ho un incubo. Ci farò un post sul blog, un racconto thriller, non ci ho mai provato". Tentava di trovare una normalità in quella situazione ma si rese conto ben presto che di normale non c'era nulla. Era prigioniero di non si sa chi e non sapeva dove. La debole luce che filtrava, ora gli permetteva di vedere meglio dove fosse. Davanti a sé un telo nero, ai lati, girando gli occhi, teli neri, dietro, immaginava, un telo nero. In alto un telo nero, lo vedeva, poco, alzando gli occhi sul drappo che aveva di fronte. Però non erano legati o cuciti fra di loro, altrimenti non sarebbe passata la luce che gli permetteva di vedere e comprendere dove fosse. Una camera oscura grande quanto una stanza. Calcolò che il drappo davanti agli occhi fosse almeno di quattro metri di lunghezza per tre di altezza. Le pareti di lato non potevano essere meno di tre metri, quindi una stanza di stoffa di almeno 12 metri quadrati. Di conseguenza lo spazio al di fuori doveva essere sufficientemente grande da poter far muovere le persone senza urtare la stoffa. Ma c'era qualcuno al di fuori di lui?

Prese la macchina e, in preda all'agitazione, fece il giro del lago. Non trovò traccia del marito e neppure vide qualcosa fuori posto. Mentre risaliva verso il paese, la polizia scendeva, avrebbe fatto il giro in senso inverso. Il cellulare ancora taceva.

La batteria nel lago, la scheda tagliata in quattro minuscole parti seminate in diversi cassonetti, il cellulare nel lago, ma un altro.

Con lo scorrere del tempo ritornava la lucidità, o perlomeno un barlume. Ogni tanto si appisolava, forse lo stress e la penombra. Ma non era un sonno normale, era più simile ad una perdita di conoscenza. Al risveglio da uno dei periodi di torpore, si accorse che qualcosa era cambiato. Aveva il braccio destro libero e, vicino alla sedia, c'era un carrello portavivande artigianale con sopra un cappuccino ancora caldo, un cornetto e una bottiglia di acqua leggermente frizzante. Chi lo aveva rapito lo conosceva bene.

La donna rifece il giro del lago, questa volta a piedi. Il risultato fu lo stesso. Incontrò tante persone, chi correva, chi passeggiava, era, per gli altri, una normale giornata di sole dopo tanta pioggia, insomma, la solita vita che si incontra sulle rive del lago d'autunno. Nemmeno a piedi notò nulla di strano.

Lo guardava bere, prima un lungo sorso d'acqua, poi il cappuccino. Lo scrutava per sincerarsi delle sue condizioni. Gli sembrava stesse bene, non aveva esagerato con il sedativo. Gli serviva sveglio e vigile.

6 commenti:

Zio Scriba ha detto...

Magistrale. Questa è roba davvero buona, Gap. E poi mi ci sono immedesimato, perché pure io passeggio attorno a un lago in cerca di relax e ispirazione, e anch'io, nel mio piccolo, in quanto spirito libero autopensante, mi sento a volte a rischio "sparizione"...
Resto in attesa della successiva puntata...

listener ha detto...

bello!

Ramingo ha detto...

'azz!... Però... davvero bello.

Punzy ha detto...

non mi dire, serial killer a genzano? rapiscono vecchi comunisti brontoloni? oppure li legano e poi si sincerano che siano coscienti e attaccano con i celti..muble muble..

il Russo ha detto...

Col cavolo che Luz perderebbe tempo a costeggiare tutto il lago, me la vedo già 5 minuti dopo la tua scomparsa salire sul Napoli-Torino dopo avermi chiamato...

Luz ha detto...

Mi conosci troppo bene!!! Ti stimo Russo!