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sabato 27 novembre 2010

Dove sono? E perché? 4

Avvertenza per chi legge tramite altri siti. Purtroppo l'impaginazione spesso viene cambiata dando origine ad un ammasso di parole di non facile lettura. Vi consiglio di leggerlo in originale.
***

Luca dormiva inconsapevole dei problemi che si stavano creando.

Claudia, tornata a casa attendeva una telefonata.

Il Commissario si era deciso ad andare a vedere di persona il presunto luogo della sparizione. Fece un primo giro del lago senza notare nulla di strano. Il secondo lo fece fermandosi a parlare con le persone che incontrava, i suoi uomini lo avevano già fatto e stavano rintracciando i frequentatori abituali delle coste.
“Buongiorno, sono il commissario Poli, posso farle qualche domanda?”
“Buongiorno, dica pure.”
“Ha visto il telegiornale?”
“No, ma ho sentito per radio, non ho la televisione qui. Ci mancava solo un rapimento per screditare ancora di più questo luogo. Non bastava l'amianto, le discariche a cielo aperto e le frane sui sentieri. Mah ...”
“Ha notato qualcosa di strano stamattina?”
“No, le solite persone che vengono a correre, qualche coppietta mattutina, principalmente studenti che hanno fatto sega e i soliti che vengono a prendere l'acqua. Anche io l'ho presa.”
“Tutte facce note?”
“Non mi chieda troppo. Facce, non è che ci badi molto, comunque mi è parso che non ci fosse nulla di strano”.
“A che ora ha preso l'acqua?”
“Verso le otto e trenta, c'erano persone prima di me e visto che io ne prendo tanta le ho fatte passare avanti. Poi con calma ho riempito le mie bottiglie e le mie taniche. Sa, un po' la porto a casa e un po' la lascio qui per non dover fare sempre avanti e indietro”.
“Mi potrebbe dire chi erano le persone in fila prima di lei?”
“Adulti, qualcuno avanti con gli anni e qualche persona che stava correndo. Mentre andavo via sono arrivate altre macchine. I mattinieri non sono poi tanti.”
“Viene qui tutti i giorni?”
“Due o tre volte a settimana. Mi rilassa coltivare qualche piantina, con la radio che parla, dar da mangiare a qualche gatto o cane randagio. Sa, per spezzare con il lavoro. Guido autobus, faticoso e stressante”.
Dopo aver ringraziato il Commissario va via per proseguire il suo giro a piedi seguito dalla macchina con l'agente in divisa. Tutto tempo perso, riflette.

Per quanto fossi pronto, mi è preso un colpo. Vedermeli davanti con i lampeggianti accesi e quel fichetto che faceva domande finte ingenue, o era ingenuo per davvero?, mi ha messo una agitazione che proprio ora non ci voleva. Devo cambiare piano per risolvere il problema dei bisogni del prigioniero. Non è possibile acquistare il wc chimico portatile, troppi posti di blocco per poter prendere in “prestito” un camper per giustificare l'acquisto. Devo spostare la gabbia.
Tornato nel capannone e liberato il passaggio scende nella prigione. Dorme, il pupo. Riscalda un piatto di pasta e con una bottiglia d'acqua lo porta a Luca. Dopo aver preso il bugliolo improvvisato dà una botta al letto per svegliarlo. Va in bagno e svuota il secchio. Il prigioniero mangia, tra poco potrò iniziare a lavorare. Risale all'aria aperta, si guarda intorno, sale sulla macchina e la mette all'interno del capannone. Mangia, la stessa pasta di Luca, un bicchiere di vino e pure un caffè. Si accende una sigaretta e attende. Attende che l'ostaggio si addormenti di nuovo, ci vorranno pochi minuti. Infatti quando scende Luca è seduto in posizione scomposta, lo sistema meglio, in fin dei conti non gli ha fatto nulla di male, accende mette su un cd e inizia a lavorare. Tanto, pensa, se anche faccio rumore, fuori non si sente nulla.

Luca ha mangiato, pensa che deve rimanere in forze e non cedere né psicologicamente, né fisicamente.

Claudia non ha mangiato, ha lo stomaco chiuso. Solo un caffè al bar sotto casa dove tutti la scrutano senza che nessuno abbia il coraggio di dirle nulla. Al massimo una mano poggiata sul braccio o sulla spalla.

Poli, tornato in commissariato, ha ingurgitato un panino e un caffè. Da Roma iniziano ad arrivare telefonate dai giornali e, cosa che lo preoccupa ancor più ma se lo aspettava, dalla Questura, dalla Prefettura e ancor più su. Manca solo il Premier che dica: “Non ti preoccupare, ci penso io”. Riesce a sorridere. Non dovrebbe, ma si accende una sigaretta e il primo che protesta sono cazzi suoi.

5 commenti:

Giovanni Greco ha detto...

Complimenti per il blog e per i post.

P.S. vorrei proporti uno scambio link se sei da'accordo contattami.
[Re]write di Giovanni Greco
http://www.giovannigreco.eu

Marte ha detto...

E' lunga da spiegare senza infangare qst righe, che a me piacciono molto. Non si tratta di preferenze. E' che ci sono cose che a te vengono davvero bene, l'atto di creare qualcosa attraverso la scrittura è uno di questi.

E io aspetto ogni episodio come si aspettavano una volte le lettere.
Solo 127?
Vedremo, leggeremo.

Zio Scriba ha detto...

Visto che la qualità è buona e merita molti lettori, spero di fare servizio apprezzabile (e non da precisino antipatico) segnalandoti due quisquilie di refusi: alla riga 14 si legge starno per strano, e alla 27 c'è un "che" raddoppiato.
Alla prossima! :D

Gap ha detto...

@Giovanni Sei nuovo di questo blog e non puoi sapere. Lascio libero di linkare chi vuole, non accetto il do ut des. Nella mia lista ci sono blog che non mi hanno linkato. Girerò per il tuo sito e deciderò autonomamente.

@Marte Sei esagerata. Mi son dovuto legare ai piedi due blocchetti di cemento e adesso mi fanno male le caviglie!!

@Zio Grazie. Di solito prima di pubblicare passo il tutto alla mia correttrice di bozze che mi maltratta ferocemente perché sono distratto. Ieri non c'era.

il Russo ha detto...

Santa correttrice cuciniera delle tue immonde bozze...