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giovedì 28 ottobre 2010

Io mi sono capito, spero, non so se voi mi capirete.

Il centro destra, o meglio la destra tout court,  ha accusato i governi italiani, dal dopoguerra a 15 anni fa, di fare assistenzialismo, confondendo una corretta visione di uno stato sociale con l'elargizione di aiuti indiscriminati fini a se stessi. Non mi dilungo sull'argomento, chi vuole può divertirsi e approfondire i vari aspetti dell'argomento dal punto di vista sociologico, politico ed economico.
Con la crisi dello stato sociale in molti paesi si è pensato bene di tagliare sulla sanità, pensioni, istruzione gratuita ( dove non si è tagliato si è impoverita l'offerta) e altre voci che incidevano sul bilancio "dell'assistenzialismo". Negli ultimi anni, in particolar modo con la recente crisi mondiale, invece di aiutare i soggetti svantaggiati, come potrebbero essere famiglie in genere, chi perde lavoro, i disoccupati, gli anziani e altre categorie, in tutto il mondo si è vista una corsa a dare aiuti alle banche, ai gruppi industriali, insomma a coloro che la crisi l'hanno creata, mal gestita e da cui traggono ancora frutti, avvelenati per la gente ma dolci e succosi per loro. Per parlare dell'Italia, oltre ai tagli nulla è stato fatto per alleviare la situazione economica delle classi meno abbienti, a meno che qualcuno non possa pensare alla famosa Social Card di berluscon-tremontiana memoria come un mezzo adatto all'idea dello stato sociale.
Allora occorre iniziare a parlare di cambiare questo stato di cose, occorre tornare a parlare di abbattere il capitalismo e tutte le sue degenerazioni. I primi che enunciarono questo concetto non partivano dall'analisi breve ed incompleta che ho fatto io, partivano da situazioni storiche, economiche e politiche completamente diverse, ma resta l'impatto forte della verità insita nelle parole.
Noi dobbiamo perseguire il fine di rivoluzionare questo stato di cose che protegge se stesso e si autoriproduce a discapito di chi non ha voce o non ha la forza per far sentire le proprie idee. Ma non basta una frase e scriverci un post, occorre anche dare delle indicazioni (oggi il mio ego si è svegliato nella misura extra large).
Qualcuno pensa che per tenere tranquillo un popolo basta soddisfare i bisogni minimi, panem et circenses, un tetto a buon prezzo (magari!) dove ubriacarsi tranquillamente vedendo le porcherie trasmesse in televisione. Una cosa del genere andava bene nel secolo scorso, ora non più. Ci si è spinti troppo oltre con il creare falsi bisogni, l'uomo si è evoluto e con esso i bisogni primari e quelli voluttuari. Se prima si accettava di morire per povertà perché non si avevano i mezzi per curarsi ora si pretende, a buon diritto, cure e assistenza uguali per tutti, e se non si ricevono ci s'incazza. E se prima si potevano nascondere le notizie per non aizzare gli animi dei diseredati, si poteva mettere la mordacchia ai giornali e spacciare mezze verità e totali falsità, sbaglia chi pensa che lo stesso principio possa valere anche oggi. E nemmeno si può pensare che sia sufficiente, per asservire un popolo, eleggere un capo unico che sottometta gli organi costituzionali e democratici di un paese. Alla fin fine ci sarà sempre qualcuno che avrà il coraggio di gridare che il Re è nudo (non c'è alcun riferimento a notizie giornalistiche recenti). E, a meno che non si voglia perseguire come fine ultimo l'eliminazione fisica dei dissidenti, non vale la minaccia di ritorsioni sulle libertà personali del popolo.
Ma per abbattere questo stato, cosa peraltro non possibile, o perlomeno cambiarlo, dobbiamo modificare le nostre teste, le nostre convinzioni, i nostri paludamenti, se vogliamo antichi. Non gettarli, sia chiaro, rimodernarli, rigirarli come i nostri avi facevano con i cappotti. Quando si va in montagna ci si attrezza perché il tempo può cambiare in pochi secondi. Si parte con il sole tenendo conto che potrebbe far freddo e magari piovere o nevicare, che potrebbe scendere il buio, che... Insomma si tengono presenti tante variabili.
Ecco, dobbiamo iniziare a camminare verso l'obiettivo come se andassimo in montagna, pronti a cambiare di veste ma sempre fermi sulla meta da raggiungere.


È ricercando l'impossibile che l'uomo ha sempre realizzato il possibile. Coloro che si sono saggiamente limitati a ciò che appariva loro come possibile, non hanno mai avanzato di un solo passo. Bakunin

14 commenti:

Rouge ha detto...

Sfondi porte aperte. Il problema è aprire quelle chiuse.

Bastian Cuntrari ha detto...

Ciao. Mi sono tolta gli occhiali così la tua sputazza potrà centrare perfettamente il mio occhio spalancato.

"Noi dobbiamo perseguire il fine di rivoluzionare questo stato di cose che protegge se stesso e si autoriproduce a discapito di chi non ha voce o non ha la forza per far sentire le proprie idee. Ma non basta una frase e scriverci un post, occorre anche dare delle indicazioni (oggi il mio ego si è svegliato nella misura extra large)."

Ho letto il post 3 volte, sino all'ultima riga, ma non ho trovato alcuna indicazione: a meno che l'indicazione non sia quella sull'abbigliamento da montagna. Se è quella là, non l'ho capìta.

Gap ha detto...

In parte hai indovinato. Non possiamo rimanere chiusi nei nostri recinti e attendere che ci vengano a trovare e a dire quanto siamo bravi, buoni e belli. Occore tornare in mezzo alla gente e piegarci ai loro bisogni, capirli e ascoltarli e, se possibile, aiutarli non solo a parole. Dobbiamo far capire che siamo diversi, anche tu Edelfa Quagliotta, dagli altri. Riappropriarsi della diversità politica, ma nasconderla alla bisogna. Conquistare la fiducia per quel che si è come persone e non in quanto rappresentanti di una idea. Ecc.

Ramingo ha detto...

Sono d'accordo con te, Gap. Qual è la formula giusta? Forse non ce n'è una. D'altronde le supposte verità sono buone solo per farcelo prendere in quel posto, essendo appunto, supposte...
Il capitalismo è un fenomeno che riguarda il mondo interno, che attraversa diverse culture, molti modi di vivere, diverse ricchezze e tante povertà. Come può esistere una logica sola per abbatterlo?
Ho finito di leggere questa mattina "La vampata", splendido romanzo di Manuel Scorza, sulle lotte per la terra in Perù, condotta dai comuneros contro le multinazionali ed i latifondisti. Quel romanzo ha molti passaggi reali e storici. Tra questi la posizione dogmatica dei partiti peruviani, che volevano il ploretariato avanguardia della lotta e dell'egemonia culturale. Ma lì in Perù, in quegli anni, non si poteva applicare la teoria socialista europea. Sai come finì? COn il massacro dei comuneros rimasti soli, abbandonati dal dogmatismo.

Punzy ha detto...

mah, non lo so
non ho voglia di stare in mezzo alla gente, capirla, ascoltarla, interpretarne i bisogni, erudirla eccetera
sono un pò stanca di dire e dimostrare

il Russo ha detto...

Oh madonna: mi distraggo un attimo e arriviamo a Bakunin...

Martina Di Renzo ha detto...

Caro Gappino, che post spettacolare. Ora che mi sono riappropriata delle mie serate, torno a tormentarti.
Questo e' un post per noi idealisti. Dovunque si viva nel mondo occidentale, hai ben scritto, la pasta e' sempre quella. Il governo irlandese l'anno scorso ha dato 150.000 milioni di euro per risanare banche assassine che hanno massacrato l'economia di questo paese ed ENTRAMBI I MIEI FIGLI non hanno una scuola in cui andare il prossimo settembre perché le scuole sono sovraffollate.
Tutto il mondo capitalistico e' paese. Chi non ha forza di far sentire le proprie idee -chiamali disabili, disoccupati cronici, emarginati sociali, donne abusate, immigrati clandestini e non, eccetera eccetera aggiungete pure a piacere alla lista - paga.
Gia', e' un sistema che protegge se stesso. Chi ha protegge chi ha di piu'. E noi stiamo qui a farci i turni di notte per pagarci l'affitto.

listener ha detto...

Nice

silvano ha detto...

Bello. E anche vero. Ma è un casino pianificare un'azione di lunga gittata come quella che suggerisci. Implica organizzazione. Bisognerebbe che la moltitudine di cui parla Negri riuscisse ad organizzarsi ma fuori dalla tutela di un "partito rivoluzionario" il punto è: può questa specie di "spontaneismo" organizzarsi? e come? e siamo poi sicuri che il lavoro sia indipendente dal capitale? Sembrerebbe di sì nel senso che il capitale prospera con la distruzione del lavoro e drenando la spesa sociale...

Ernest ha detto...

Ti sei spiegato benissimo e credo che sia proprio la direzione giusta!

Anonimo ha detto...

Grazie...
Riccioli Neri

il Russo ha detto...

Ribadisco: che palle Bakunin, viva Rasputin!
Un reazionario Russo.

la Volpe ha detto...

Noi idealisti italiani siamo stanchi perché portiamo sulle spalle il peso di mille rivoluzioni mancate, da Tiberio Gracco in poi... E la gente non ti segue mai, non ti segue mai. Guarda sempre a destra, dalla parte sbagliata, quella che non ha il cuore.

Anonimo ha detto...

Bello leggerti.
Questa frase di Bakunin, l'ho tenuta appesa di fianco a me per anni nel mio ufficio, era un modo non solo per incoraggiarmi ogni mattina ma anche per comunicare ai miei dirigenti che abbiamo un ruolo nella società, mi sa che non l'hanno mai letta o hanno fatto finta di non leggerla....mi sono allontanato da loro anche per questo.
Sto cercando di creare qualcosa con altre persone per cercare di cambiare dal basso, con le persone certe cose, magari avremo bisogno del tuo aiuto o sostegno, ne parleremo, intanto grazie per le parole e per la carica che trasmetti con esse.
Un abbraccio
Melo