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domenica 31 ottobre 2010

Eco e i suoi lettori

E' uscito il nuovo libro di Umberto Eco, sì lo so, lo sapete tutti, ma in qualche modo dovevo cominciare. Non parlo del libro perché non l'ho ancora letto e nemmeno ho letto le centinaia, migliaia forse è meglio, di pagine di recensioni già apparse su quotidiani, settimanali, quindicinali, mensili, bimestrali, trimestali e via calendarizzando, blog, siti e perfino sui rotoli di carta igienica in modo che ci si possa acculturare anche espletando i bisogni primari del corpo. Però, quel famoso però che è sempre in agguato, come fare a non parlare delle dotte parole di due studiose come Lucetta Scaraffia e Anna Foa? Lungi da me l'idea di entrare in polemica con qualcuno, non sarei all'altezza, ma due considerazioni sulle loro citazioni le vorrei fare. Scaraffia dice che il libro, il cui titolo è " Il cimitero di Praga", è "accattivante", ma prosegue stroncandolo con: "...è noioso, farraginoso, di difficilissima lettura". Più avanti afferma: "...che le continue descrizioni della perfidia degli ebrei facciano nascere un sospetto di ambiguità, certo non voluta da Eco ma aleggiante in tutte le pagine del libro".
Dopo la Scaraffia, vicina al mondo cattolico per definizione di Repubblica, Anna Foa, vicina al mondo ebraico scrive: "... se dal punto di vista del romanzo può essere molto accattivante, dal punto di vista della storia il falso sembra diventare vero, in un contesto in cui tutti i documenti sono falsi, tutti sono doppi, o tripli, e la confusione regna sovrana". In questa "confusione" Foa si chiede se il lettore capirà che anche I Protocolli di Sion sono dei falsi.
Da notare che entrambe le due studiose definiscono il romanzo, prima di attaccarlo, "accattivante" e, a mio modesto parere sono in qualche modo già state battute. Sul problema che il romanzo di Eco sia di difficile lettura, noioso, farraginoso e altro torno dopo, essendo questa una caratteristica ricorrente nei romanzi di Eco. Il libro è chiaramente una storia basata sui falsi, a partire proprio dai "Protocolli di Sion" a cui danno patente di credibilità solo gli stolti che propugnano l'antisemitismo. La preoccupazione delle due studiose mi sembra eccessiva perché, e veniamo al punto fondamentale, nella mia ingenuità ho elaborato una teoria sulla diffusione dei romanzi di Eco.
Partendo da un ipotetico valore 1.000 da intendersi come acquirenti del romanzo si può ricavare una suddivisione di questo genere.
Il nome della rosa, vogliamo dire il più facile?,
1.000 acquirenti
  800 reali lettori, 500 lo hanno finito (e lo hanno capito), 300 lo hanno lasciato (molti lo hanno tenuto in libreria altri lo hanno dato via), 200 lo hanno comperato a Natale o altre feste per regalarlo perché faceva fico. 200 lo hanno messo in libreria e lì giace a far polvere.

Senza scendere in particolare sugli altri titoli, riproduciamo lo stesso ragionamento con delle variabili.
1.000 acquirenti
   700 reali lettori, 350 lo hanno finito (200 lo hanno capito, 100 si sono chiesti quale fosse il significato, 50 ce li siamo giocati come lettori), 300 lo hanno regalato perché è sempre più fico. Le percentuali, è logico, variano secondo i titoli. 300 hanno continuato a comperarlo perché così possono dire di avere tutti i romanzi di Eco.
Invece della copertina del libro, una foto del cimitero ebraico di Praga
Di conseguenza, la paura delle due studiose che il libro di Eco possa indurre nell'errore e spingere a credere che I protocolli di Sion possano essere veri , ribadisco, mi sembra eccessivo. I propugnatori dell'antisemitismo non leggono sicuramente Eco, quelli che arrivano fino alla fine sono certamente in grado di discernere il vero dal falso. In Italia si legge poco, troppo poco, ma un po' di fiducia in più nei lettori bisognerebbe averla. Da considerare anche che chi compra Harmony non compra e men che meno legge Eco, chi legge e compra Eco potrebbe anche leggere Harmony.

15 commenti:

Zio Scriba ha detto...

A parte tutto, se la "studiosa" lucetta scaraffia parla male di un libro, per me quello suona come invito automatico a comprarlo e leggerlo. Trattasi infatti di simpatica bigotta che ho malauguratamente incrociato un paio di volte sul Corrierino della Perpetua (ex Corriere della sera): l'ultima volta si lanciò in un vergognoso elogio di stampo papestre sul "significato salvifico del Dolore" (quello ALTRUI, naturalmente) per attaccare le opinioni non solo pro Eutanasia, ma persino pro Terapia del Dolore con Oppiacei...
Be', a costei e agli altri Paladini Vatikaliani del Dolore ne auguro tanta tanta tanta, di "salvezza". Auguro salvezza atroce e interminabile!
(Scusa il leggero fuori tema, ma la mia povera mamma ebbe la brutta idea di beccarsi il cancro in vatikalia anziché in Olanda o Danimarca, per cui ogni volta che vedo nomi tipo lucetta scaraffia mi va il sangue alla testa...)

La Mente Persa ha detto...

Mi hai ricordato il caso del Codice da Vinci, anche se parliamo di scrittori diversi. Eco ha uno spessore.

listener ha detto...

Non amo Eco romanziere...

silvano ha detto...

Eco lo leggono i soliti noti per cui non vedo come ci possa essere una preoccupazione che non sia capito. Un po' d'altri, come hai ben detto, ne millanteranno la lettura e la cosa finirà comunque lì senza strascichi revisionistici.
Preoccupante invece è il dato che una parte della critica senta il bisogno di filtrare la lettura consigliandola a solo una parte della popolazione. Brutto segno.

la Volpe ha detto...

sono d'accordo con Silvano :(

Adriano Maini ha detto...

Comunque, sia, ieri sera Eco ha presentato il libro in TV da Fazio!

Padano DOC ha detto...

Vedo che iniziate a disquisire anche di Eco, il Gran Padano, dopo il Gran Lombardo la letteratura ha ora due esponenti di rilievo... ma a Roma che c'avete oltre Trilussa?
Totti e le sue barzellette?!
Bravi, bravi!
:-)

Anonimo ha detto...

Nota - per il padano doc: per Eco si intende Umberto Eco non l'eco della tua zucca vuota. Di padano doc tra l'altro conosco solo le vacche da latte, gli allevamente di maiali dell'emilia, il parmigiano. Per i mona ancora non c'è il doc e tantomeno il padano, ergo sei solo un mona.

Heinrich Hermann Robert Koch ha detto...

Ho studiato una vita per debellare malattie come la TBC e il colera e putroppo non sono riuscita a debellare un difetto genetico DOC altamente diffuso: l'arroganza da ignoranza.
Peccato.
Prima o poi la scienza vi prenderà, fatevi coraggio, guarirete.
Dott. Heinrich Hermann Robert Koch

Heinrich Hermann Robert Koch ha detto...

Anonimo... mi rivolgevo a te.
Magari non mi hai capito.
Dott. Heinrich Hermann Robert Koch

PS: non ti aspettare ulteriori risposte da me. Ho da fare, devo lavorare.

Gap ha detto...

Lo ripeto a tutti. Non rispondete a Luciano61, alias Padano oppure personaggi famosi di cui va a cercare frasi che ripete senza rendersi conto che sono applicabili a colui che le scrive. Se non gli rispondete lo cancello senza pietà. Rispondendogli alimentate il suo ego da quattro soldi che gode nel rompere le scatole al prossimo.
Quindi, non caro rompipalle, torniamo alla regola iniziale, ciò che scrivi verrà cancellato.

Ernest ha detto...

Si concordo con Silvano e Volpe
un saluto

Bastian Cuntrari ha detto...

Ho comprato il libro proprio ieri. E ho letto "Il nome della rosa" due volte. Credo di averlo "capito". Ho mollato invece "Il pendolo di Foucault" perché non mi attizzava.
Aggia 'a muri'??

il Russo ha detto...

Finito ieri sera (ho dovuto attendere uscisse l'edizione tascabile), non starò qui a farti un pippone recensendolo però la domanda sorge spontanea: anche un demente capisce sin dalle prime pagine che il libro si basa sulla falsificazione, la scopiazzatura e la rivisitazione del nulla, come si può scrivere ciò che i recensori hanno scritto? O reputano i lettori dei deficienti che si limitano a leggere Dan Brown e Faletti, oppure hanno letto due pagine qua, due di là e ci hanno buttato giù un pezzo per poter incassare più tranquillamente lo stipendio al 10 del mese successivo...

Gap ha detto...

I "critici", fortunatamente non ascoltati, hanno tentato di fare quello che si fa da anni con le televisioni: anestetizzare i lettori. Sulle motivazioni hai una ampia gamma per scegliere.