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mercoledì 1 settembre 2010

Toni Fontana




Non avrei mai immaginato di scrivere queste righe, solo ora mi sono deciso, chissà se lui avrebbe voluto.
Oggi è morto Toni Fontana, un giornalista. Compagno di lavoro per tanti anni. Due caratteri abbastanza chiusi, schivi, perlomeno così io ho sempre percepito Toni. Però per lui avevo una simpatia, mai detta e ora è tardi per pentirsene. Parlavamo spesso, nel chiuso della mia stanza dove ci incontravamo per fumare l'ennesima sigaretta, dove parlavamo del futuro del giornale, delle scelte fatte sulla nostra pelle, di politica, di libri, di tutto, insomma. Come solo si può fare con chi è aperto anche all'opinione degli altri.
Fumerò una sigaretta con la voluttà con cui le fumavi tu, caro Toni.


7 commenti:

il Russo ha detto...

Certe parole se si dicono si teme d'essere patetici, se non le si pronuncia si correil rischio di maledirsi per tempo.
Ciao Toni, la terra ti sia lieve.

Bastian Cuntrari ha detto...

Ti tengo compagnia anch'io, Gap caro, fumando virtualmente con te una sigaretta per condividere il rammarico delle parole mai dette. È triste che càpiti così spesso...

Il Ballo dei Flamenchi ha detto...

mi dispiace... ogni volta che muore qualcuno è come se seccasse una parte di noi. Credo che sia così. Anche se chi muore non ha avuto un ruolo fondamentale nella nostra vita

Ernest ha detto...

Mi unisco a te amico, ricordandolo!

Silvia Garambois ha detto...

Per consolarsi, a volte, si dice: un bel funerale. Beh: a quello di Toni non mancava proprio niente. L'orazione funebre di un prete della comunità di Sant'Egidio, che di Toni sapeva proprio tutto, che era un compagno, che era stato rapito in Iraq, che aveva una mamma lontana e una bambina che adorava, ma molto di più, frutto evidente di lunghe conversazioni sulla pace, sulla guerra, sul mondo. Conversazioni: insospettato, Toni era una persona col gusto di conversare con la gente, cercare di capire e di capirsi. Modi in disuso. E poi in quella chiesa c'era la "diaspora" dell'Unità, come dice Rachele, un tam-tam che è corso su e giù per i telefoni, i messaggi, chissà come, e ritrovarci in una chiesa. E in tanti, senza manco saper pregare... Pianti e sorrisi, abbracci consolatori e abbracci per gente che era sfuggita dalla vita. Insomma: tutto per essere un bel funerale. Ma non è stato lo stesso un "bel funerale". No. Davvero, con 'sto groppo in gola, no.
Scusa se ne ho scritto sul tuo blog: sul mio mi sarei sentita un po' troppo sola.

Gap ha detto...

Silvia cara,
è un piacere che tu abbia scelto di venire a scrivere da me, così ci possiamo consolare a vicenda. E' vero, tutto "molto bello" come dici, ma non è vero che eravamo tutti. Mancavano diverse persone, direi personaggi, una in particolare. E non dico altro, tanto ci siamo capiti.
Mi viene da dire che mancava solo Toni e la sua immancabile sigaretta.

Luz ha detto...

A Silvia un grazie perché è sempre un piacere leggere quello che scrive. Toni Fontana lo conoscevo poco e non sono andata al suo funerale per estremo pudore, non volevo che nessuno pensasse che magari la mia era curiosità, che accompagnavo mio marito per pura presenza. Ho pensato a lui e alla sua famiglia mentre ero in giro per Roma, a Largo Argentina, ho abbracciato chi in Chiesa stava sulle spine per quel funerale che non avrebbe voluto vedere e sono contenta quando ho saputo che chi gli voleva veramente bene era lì.
Ma davvero la De Gregorio oggi alle 16,30 aveva un impegno così improrogabile e importante da non salutare, per l'ultima volta, un giornalista della sua testata?
E' proprio vero, "o tempora o mores"!